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Il fantasma del fallimento pilotato non smette di aggirarsi

Ascoli Calcio, piomba sul tavolo della trattativa il patrimonio attivo

Benigni e i suoi consulenti chiederanno chiarimenti sul fatto che non è stato valutato

Ascoli - E' la settimana di "passione" dell'Ascoli Calcio. I tifosi attendono speranzosi la "resurrezione" societaria, quella già avvenuta in campo nell'ultima gara. Ci sono però elementi cruciali nella trattativa che si è instaurata dall'offerta di 6 milioni di euro di venerdi scorso. Il nodo cruciale è la valutazione del patrimonio attivo dell'Ascoli Calcio che nell'offerta fatta dalla cordata Palatroni non è previsto.

Per intendersi si parla sempre di debiti, cioè dell'aspetto passività della società di Corso Vittorio, ma mai del patrimonio, cioè parco giocatori, anche se ondivago nella sua valutazione (15-17 milioni di euro?), per assurdo si valuti la metà: 8 milioni, poi si potrebbe parlare della sede che dovrebbe diventare bianconera per la procedura di usu capione attivata dall'Ascoli Calcio (1-2 milioni di euro ?), c'è poi il 13% di quote azionarie in Azzurra Free Time.
Insomma se si valutasse al minimo il patrimonio dell'Ascoli Calcio si potrebbe arrivare, addirittura dimezzandolo a ridurre lo stato debitorio di molto.
Quindi se in una normale trattativa il patrimonio attivo viene considerato per quel che vale, nella situazione attuale dell'Ascoli si dimezzi pure invece, ma pare giusto riconoscerlo in qualche maniera. Noi non sposiamo alcuna squadra: né quella di Benigni né quella di Palatroni.
C'è di sicuro l'interesse che la squadra resti in serie B. E appunto se restasse in serie B chi acquista riceverebbe, seppure rateizzati, 6,5 milioni di euro.
Ecco dunque che il Nodo di Gordio della trattativa resta la comparsa del patrimonio attivo e del valore che deve essergli attribuito.
Di certo ci sarà una richiesta di chiarimento da parte di Benigni e dei suoi consulenti su questo tema. E sollevato questo tema, la trattativa potrà continuare ad avere il tempo di una settimana imposto da Palatroni per la risposta?
Ancora un altro elemento: il fallimento pilotato.
E' argomento che balla sul tavolo della trattativa. Benigni lo ha rifiutato con sdegno, ma questo fantasma resta ben presente perché addirittura ne fa cenno Palatroni.
Per fare chiarezza quindi occorre ristabilire di fronte ai tifosi un'etica della trattativa senza fronzoli. Se chi fa l'offerta dei 6 milioni di euro parla di assunzione della passività, che di certo è superiore all'offerta, se non il doppio di quella somma, eppoi non valuta affatto il patrimonio attivo dell'Ascoli è facile pensare che sventoli una bandiera dietro la quale si nasconde invece l'idea di acquisire la società col fallimento pilotato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA | a cura di Gaetano Amici

inserito il 22 2 2011 alle 1:27
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