Cultura

Gioielli del Piceno, il marrone tra storia e futuro

08 Dicembre 2010

Stasera si chiuderà la manifestazione con due capostipiti della nostra terra: il vino e l’oliva

Alessandro Mannocchi

08 Dicembre 2010 11:38

Questo frutto infatti per molti secoli, ha sfamato generazioni di montanari costituendo la base alimentare delle nostre popolazioni rurali.
“Dei 1.115 ettari di castagneti da frutto presenti nella nostra regione, circa il 90% di questi appartengono al Piceno”. Queste le parole di Ascenzo Santini, membro dell’Associazione dei produttori e consumatori delle castagne e marroni dei Monti della Laga e dei Monti Sibillini. “Il Piceno ha delle grandi potenzialità – ha proseguito Santini – tocca a noi cercare di sfruttare al meglio le preziose risorse che il nostro territorio ci offre.
Spostandoci più sulle caratteristiche del marrone, ci accorgiamo che la produzione castanicola della nostra provincia è legata alla presenza di diversi ecotipi. Ecco dunque le varietà più conosciute: Pallante, N’zita,Inserta, Tallacano, Tallacano di razza, Marrone biondo, Marroncino dell’Ascensione, Marrone delle Piagge.
Interessante la proposta avanzata da Camillo Di Lorenzo, docente dell’Istituto Tecnico Agrario Ulpiani di Ascoli Piceno. La proposta in oggetto consiste nel creare un osservatorio sul castagno proprio nell’area del plesso scolastico.
“Attraverso le visite guidate ai castagneti da frutto, si riesce a creare reddito”. Queste le importanti dichiarazioni di Rosangela Censori, responsabile Centro Visite Museo della Sibilla di Montemonaco, nonché membro della cooperativa “Il Chirocefalo”. Infatti intorno alla castagna e al Museo della Sibilla, si innesta un circolo economico importante per la piccola comunità di Montemonaco. Questo perché i nuclei familiari o le scolaresche che decidono di effettuare queste escursioni, acquistano oltreché le castagne appunto, anche gli altri prodotti tipici locali, inoltre pranzano nei ristoranti o agriturismi della zona.
“Io credo fortemente in questo progetto di rivalutazione e riscoperta dei prodotti del nostro territorio – ha sostenuto con soddisfazione l’assessore provinciale all’Agricoltura, Giuseppe Mariani – perché a mio avviso, con la crisi che sta attanagliando le nostre realtà industriali, si tornerà alle origini e a lavorare la terra”.
Ricordiamo che oggi pomeriggio alle ore 16, sempre presso la sala della Ragione a Palazzo dei Capitani, si terrà un seminario su un'altra delizia della nostra terra: il vino. A seguire alle ore 19, ci sarà un laboratorio denominato “Dal buon frutto di Pallade…”, dove si potranno degustare due varietà di oliva da mensa a confronto con l’ascolana e tre oli provenienti dal nostro territorio. Questi due eventi di fatto, faranno calare il sipario su questa meravigliosa ed interessante manifestazione.


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