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Caso Jason, l'ex detenuto conferma: 'Denny mi ha detto di averlo ucciso'

06 Novembre 2011

I pm lo ritengono un teste attendibile

Gaetano Amici

06 Novembre 2011 13:10

Nell'interrogatorio che si è svolto in procura dalle 15,30 alle 18 circa, si sono alternati i pm Cinzia Piccioni e Carmine Pirozzoli con l'ausilio dei carabinieri della Compagnia di Ascoli.
L'ex detenuto  ha raccontato come ha saputo direttamente da Pruscino che il piccolo Jason è stato ucciso perché piangeva e irritava Denny mentre era intento a  giocare con i videogames.
Sempre secondo E. G., Denny avrebbe sbattuto il bimbo contro un oggetto, presumibilmente un divano. In seguito, mentre il piccolo era ancora in vita, lo avrebbe chiuso in una busta gialla, il contenitore che sarebbe servito poi per sbarazzarsene.
A Castel Trosino, è sempre stato detto da Denny Pruscino e Katia Reginella, la madre, anche lei in carcere con la stessa accusa: omicidio volontario in concorso. Non è stato semplice far arrivare ad Ascoli l'ex detenuto dal luogo di residenza. “ Ho dovuto fare un'istanza al Giudice di sorveglianza – dice Umberto Gramenzi, il suo avvocato – perché il mio assistito dopo aver scontato tre anni è tornato in regime di sorvegliato speciale, misura che durerà per altri nove mesi.
Durante le visite compiute a Marino del Tronto ho maturato la convinzione che E. G. sia persona attendibile”. Giannella era in carcere perché protagonista di una sparatoria durante una rapina.
Si trovava nella “zona filtro” del carcere di Marino del Tronto: due celle nelle quali sono rinchiusi circa quindici detenuti. In questo particolare “limbo” ci sono persone che si sono macchiate di violenza sessuale, a volte di pedofilia, rapina. Ma mai era capitato che ci fosse un presunto infanticida.
Chi si macchia di tale misfatto viene ritenuto men che uomo. Nonostante questa scarsa considerazione Pruscino era riuscito “costruire” qualche rapporto, non aveva però legato con tutti i detenuti. Raccontava del presunto omicidio del piccolo Jason come se si trovasse al bar, in maniera fredda, assente, quasi non fosse un fatto che lo riguardasse: non era suo figlio.
Era riuscito a catturare qualche considerazione perché faceva molte domande sul reato di violenza sessuale. Nella “zona filtro” infatti c'era qualcuno che ne doveva rispondere. A questo punto gli inquirenti potrebbero arrivare presto alla conclusione dell'inchiesta formalizzando la fine delle indagini preliminari. Il piccolo Jason era scomparso da Piane di Morro probabilmente dopo il 5 luglio.
Denny e Katia furono arrestati il 22 luglio dopo che i carabinieri avevano cercato in ogni modo di verificare se il bimbo, che allora aveva due mesi e mezzo, fosse stato ceduto a qualcuno o nascosto presso qualche famiglia amica. Vane anche le ricerche in Svizzera tramite rogatoria internazionale.
Di Jason non è stata mai trovata traccia. Forse il suo corpicino è stato preda dei cinghiali, ma c'è anche l'ipotesi che sia stato gettato in un cassonetto. 


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