Editoriale

Le attività pre Conclave

02 Marzo 2013

Giancarlo Cocco

02 Marzo 2013 18:06

Benedetto  XVI “Papa emerito” ha raggiunto nel pomeriggio in elicottero la residenza pontificia di Castel Gandolfo ove soggiornerà  per circa due mesi in attesa che siano terminati i lavori di ristrutturazione del monastero, ubicato all’interno  del Vaticano, in prossimità dell’edificio della Radio, ove si ritirerà stabilmente, presumibilmente da maggio.
Giovedì mattina, per l’ultima volta ha salutato 144 cardinali presenti nella Sala Clementina,molti dei quali visibilmente commossi.
Il commiato è durato oltre un’ora, lunghe strette di mano, chi si è inginocchiato,chi si è tolto lo zucchetto, chi ha baciato l’anello del Pescatore.
Qualcuno gli ha consegnato degli appunti,altri lettere,altri un libro.
Tutti hanno ricevuto in una scatolina rossa un rosario.
Alle 20,05 del 28 febbraio l’appartamento papale è stato sigillato dal Cardinale Camerlengo –Bertone- la porta di accesso chiusa a chiave,  con un nastro rosso  annodato ad un fiocco ed un sigillo di ceralacca.
Sabato due marzo  il decano del collegio cardinalizio, Angelo Sodano ha inviato ai cardinali le lettere di convocazione per la prima Congregazione Generale pre-conclave da tenersi nell’Aula del Sinodo lunedì 4 marzo.
Ma cosa è un Conclave ?.
Agli albori del cristianesimo,nella Roma preconstantiniana, la nomina del pontefice avveniva su designazione del clero e della comunità laica in luoghi improvvisati spesso segreti. Con la libertà del culto la comunità si fece popolo e l’elezione del pontefice avvenne alla luce del sole in antiche chiese o in monasteri. Nei  secoli, l’elezione del pontefice fu spesso soggetta al controllo degli imperatori o di suoi rappresentanti, talvolta subentrò l’ingerenza del Comune della città o  di un sovrano e venne meno la partecipazione del popolo.          
Nel 1059  papa Niccolò II riservò l’elezione papale ai soli cardinali-vescovi e nel 1179 Alessandro III stabilì che tutti i voti avessero lo stesso peso:l’eletto doveva raccogliere due terzi dei voti.
La difficoltà di raggiungere un accordo sul nome del Pontefice prolungò a volte eccessivamente la “sede vacante”,creando situazioni di disagio e tumulti tra il popolo, sostenitore di questo o quel candidato . Il caso più eclatante fu il Conclave di Viterbo tra il 1268 ed il 1271 durato ben 33 mesi che si concluse con l’elezione di Gregorio X. In uno di questi prolungati periodi fu il popolo a creare quello che venne poi chiamato “conclave” ricorrendo al metodo di porre “sotto chiave”i cardinali per costringerli a deliberare.
Fu  Gregorio X ad introdurre nel 1274  la norma che l’elezione pontificia doveva avvenire nel più completo isolamento dei cardinali.
Decreti più precisi vennero stabiliti successivamente in quanto non si riusciva ad abolire l’ingerenza civile che si manifestò,per secoli, sino al 1904  quando Pio X- Giuseppe Sarto, già patriarca di Venezia -   con la costituzione “Commissum nobis” del 20 gennaio abolì il “ius exclusivae”,una sorta di diritto consuetudinario che attribuiva ai sovrani cattolici di Spagna,Francia ed Austria nei secoli dell’assolutismo – l’intreccio strettissimo tra trono ed altare – la possibilità di porre il veto sull’elezione di un Papa a loro non gradito.     

 

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