Editoriale

Il feticismo dei soldi

17 Maggio 2013

Giancarlo Cocco

17 Maggio 2013 20:16

I popoli come il nostro, la Grecia, la Spagna il Portogallo hanno bisogno di speranze e non di tagli e rigore.

Il pessimismo che regna oggi nell’Europa meridionale, la ridotta fiducia dei consumatori, il minore potere d’acquisto delle famiglie aggravano la recessione ed i cittadini sottoposti al pesante fardello del rigore cominciano a perdere la speranza di intravedere la luce in fondo al tunnel.

Mentre i cittadini europei sono chiamati a fare dei sacrifici sul loro livello di vita con una minore protezione sociale e sui loro stessi mezzi di sussistenza, “per il bene dell’economia nazionale”, le multinazionali continuano indisturbate a prosperare.

Papa Francesco giovedì 16 maggio rivolgendosi a quattro nuovi ambasciatori ha parlato del “feticismo dei soldi”. All’origine della crisi c’è, secondo il Pontefice, “L’adorazione dell’antico vitello d’oro che ha trovato una nuova spietata immagine nel denaro e nella dittatura dell’economia senza volto né scopo realmente umano”. “La crisi mondiale –prosegue Bergoglio –che tocca la finanza e l’economia sembra mettere in luce le loro deformità e soprattutto la grave carenza della loro prospettiva antropologica, che riduce l’uomo a una sola delle sue esigenze : il consumo. E peggio ancora oggi l’essere umano è considerato egli stesso come un bene di consumo che si può usare e poi gettare…..in un tale contesto la solidarietà che è il tesoro dei poveri, è spesso considerata controproducente ….Mentre il reddito di una minoranza cresce in maniera esponenziale,quello della maggioranza si indebolisce…..si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone unilateralmente e senza rimedio possibile le sue leggi e le sue regole.A ciò si aggiungono che l’indebitamento ed il credito allontanano i Paesi dalla loro economia reale ed i cittadini dal loro potere d’acquisto reale”. Il Papa ha parlato anche di una “corruzione tentacolare ed una evasione fiscale che hanno assunto dimensioni mondiali. La volontà di potenza e di possesso è diventata senza limiti”. Dietro questo atteggiamento si nasconde ha affermato Papa Francesco “…il rifiuto di Dio considerato da questi finanzieri,economisti e politici come non gestibile, addirittura pericoloso perché chiama l’uomo alla sua piena realizzazione ed all’indipendenza da ogni genere di schiavitù”.Il Papa ha poi concluso il suo discorso dicendo che “il denaro deve servire e non governare. Il Papa ama tutti ricchi e poveri ma il Papa ha il dovere, in nome di Cristo, di ricordare al ricco che deve aiutare il povero, rispettarlo,promuoverlo”.

Un segnale forte quello di Papa Francesco rivolto ai dirigenti politici per una rinnovata speranza di promuovere “il benessere dei popoli”.

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