Cronaca

L'Ipgi inquina? Si attendono le decisioni della Provincia

21 Maggio 2015

L'Ipgi chiama in causa la Picenambiente partecipata da molti Comuni del Piceno

La redazione

21 Maggio 2015 09:32

Ascoli - E' possibile che accada anche questo? Un'interrogazione sull'Ipgi, discarica chiusa nell'alto Bretta, mette la Provincia di Ascoli Piceno in una posizione accidentata sul tema dell'inquinamento.

Questo è il testo dell'interrogazione presentata dal consigliere provinciale del centrodestra Ignazio Simone Matteucci.


"Al Presidente della Provincia di Ascoli Piceno

Interrogazione a risposta scritta nei tempi previsti dalla legge e dai regolamenti vigenti

Premesso che:

  1. In data 2 aprile 2015 è stata segnalata una fuoriuscita di liquido sul torrente Bretta e sul posto sono intervenuti il personale della polizia locale, i tecnici dell’Arpam ed il personale della polizia provinciale;

  2. Sono stati effettuati dei prelievi da parte dell’Arpam al fine di verificare la natura del liquido;

  3. La perdita è stata causata dallo sversamento sul Vignola e sul Bretta di percolato fuoriuscito dall’ex discarica Ipgi Srl, sembrerebbe a causa del crollo di un pozzetto di raccolta;

  4. Il citato pozzetto sembrerebbe che dopo essere stato autorizzato ad inizio anni ’90 dalla Regione Marche non è più a norma da tempo.

Considerato che:

  1. La Provincia di Ascoli Piceno in data 25/9/2013 inviava missiva all’Ipgi srl in cui, a seguito della nota del 25/2/2013 prot. N. 8685 e precisazioni acquisite il 16/4/2013 prot. N. 344604 la Polizia Provinciale di Ascoli Piceno evidenziava alcune problematiche presso la discarica in località Alta Valle del Bretta, tra cui “fuoriuscite di percolato che hanno interessato l’alveo del fosso Vignola” ed intimava la Ipgi Srl ad intraprendere gli accorgimenti necessari per interrompere i fenomeni di inquinamento ed il ripetersi degli stessi;



  2. L’Ipgi srl rispondeva con missiva del 1/11/2013, in cui faceva presente che il mantenimento dell’impianto post mortem è scaduto da 14 anni, difatti delibera di Giunta Regionale n. 1800 del 8/6/1992 obbligava la Ipgi Srl al mantenimento post mortem dell’impianto per sette anni ed sottolineava di aver ottemperato a tale intimazione ed evidenziava di aver stipulato un contratto di locazione di ramo di azienda, avente ad oggetto la discarica Ecobretta in località Alta Valle del Bretta sosteneva la presenza di una società;



  3. L’Ipgi Srl ribadiva nella missiva del 6/12/2013 quanto già detto nella citata precedente, ossia di aver ottemperato a quanto previsto nella delibera di Giunta Regionale n. 1800 del 8/6/1992 e che dal 2005 era in essere un contratto di affitto del ramo di azienda, avente ad oggetto la discarica Ecobretta in località Alta Valle del Bretta, con la società Picenoambiente Spa, dichiarandosi estranei alla responsabilità dell’eventuale evoluzione geomorfologica dell’impianto;



  4. L’Ipgi Srl anche nella missiva del 21/4/2015 ribadiva che nel 2005 è stato posto in essere un contratto di affitto del ramo di azienda, avente ad oggetto la discarica Ecobretta in località Alta Valle del Bretta, con la società Picenambiente Spa;



  5. Nel 2013 si è costituita la società Picenambiente Srl partecipata da molti comuni della Provincia di Ascoli Piceno, avente come unico oggetto sociale “……attività di gestione operativa e post operativa di bonifica, di ripristino e di monitoraggio ambientale, nonché tutte le attività connesse e correlate riferite al contratto di fitto di ramo di azienda stipulato con al ditta Ipgi Srl avente ad oggetto “discarica attrezzata” per lo smaltimento dei rifiuti in Ascoli Piceno nella località Alto Bretta, impianto costituito da un complesso di beni tecnicamente ed autonomamente organizzato con l’uso e la disponibilità di tutte le aree di proprietà e/o disponibilità della concedente Ipgi Srl……”;



  6. La Ipgi Srl sostiene, nella citata missiva del 6/12/2013, che di concerto con la Picenoambiente Srl, affittuaria del ramo di azienda “Discarica”, ha provveduto a creare le condizioni per il mantenimento in sicurezza della discarica anche per gli anni avvenire, accollandosi i costi e gli oneri.



Alla luce di quanto sopra premesso e considerato si interroga il presidente della Provincia per sapere:

  1. Cosa è stato fatto per monitorare le intimazioni impartite alla Ipgi Srl con la missiva del 25/9/2013;

  2. Cosa si è fatto alla luce delle risposte fornite dalla Ipgi stessa a seguito della missiva della Provincia di Ascoli Piceno del 25/9/2013;



  3. Se è stata coinvolta la ditta Picenoambiente Srl titolare di un contratto di affitto di azienda della discarica e come detto sopra società avente unico oggetto sociale “……attività di gestione operativa e post operativa di bonifica, di ripristino e di monitoraggio ambientale, nonché tutte le attività connesse e correlate riferite al contratto di fitto di ramo di azienda stipulato con al ditta Ipgi Srl avente ad oggetto “discarica attrezzata” per lo smaltimento dei rifiuti in Ascoli Piceno nella località Alto Bretta, impianto costituito da un complesso di beni tecnicamente ed autonomamente organizzato con l’uso e la disponibilità di tutte le aree di proprietà e/o disponibilità della concedente Ipgi Srl……” e se coinvolta con quali modalità e cosa è stato intimato alla stessa società;



  4. Come intende agire la Provincia di Ascoli Piceno per le fuoriuscite di percolato dello scorso 2 aprile e quale procedure intende attivare per far si che non si ripetano tali fenomeni;



  5. Nelle procedure di monitoraggio ambientale, di ripristino della normale situazione ambientale e di azioni tese a far si che non si ripetano tali fenomeni come la Provincia intende coinvolgere la ditta Ipgi Srl e la società Picenoambiente Srl;



  6. Come la Provincia di Ascoli Piceno tiene monitorate dal punto di vista ambientale la discarica in località Alta Valle del Bretta;



  7. Se esistono discariche inattive da oltre dieci anni dislocate sul territorio provinciale, non ancora definitivamente chiuse e messe in sicurezza, a norma delle vigenti norme di legge. Se esistono, quali sono e quali sono le procedure che intende mettere in atto la Provincia di Ascoli Piceno affinchè vengano rispettate le citate norme vigenti".





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