Politica

Monica Acciarri, la candidata del PD che spariglia i piani del potere

29 Maggio 2015

Il mio impegno è per far diventare il Piceno un territorio che importa talenti, non che li esporta. Nei prossimi due anni ci sono le condizioni per creare 10mila nuovi posti di lavoro. Questa è la sfida che abbiamo davanti.

Gaetano Amici

29 Maggio 2015 23:44

Ascoli - Monica Acciarri chiude la sua campagna elettorale a Castel di Lama tra l'entusiamo dei fan Con Te. Appare una sorta di simbolo questa chiusura al centro della vallata del Tronto della candidata del PD.

Monica Acciarri, cominciamo quest’intervista parlando della sua campagna elettorale. Lei ha pubblicato, sulla sua pagina facebook, una video-lettera tratta dal discorso di Pericle agli ateniesi. Il video è bellissimo ma si scosta molto dai messaggi politici cui siamo abituati. Perché nell’era della comunicazione tecnologica e dei testimoni globali ha scelto di recuperare un classico come, appunto, il discorso di Pericle? Non teme di sembrare “fuori tempo”?



Se l’unità di misura è ciò che accaduto negli ultimi vent’anni, sicuramente sono fuori tempo. Ma allora lo è anche Papa Francesco, che ci invita continuamente a mettere da parte gli egoismi e a lavorare per una società giusta. Sono convinta che la crisi che stiamo vivendo non è solo economica ma anche dei valori posti a fondamento del nostro stare insieme. Questa crisi ha il suo effetto più evidente nel degrado dell’etica pubblica e non deriva dalla politica, semmai, dalla sua assenza.


In questi anni si è creduto che i valori fossero soltanto un residuo del passato, roba da nostalgici. Ed è stato un tragico errore, perché senza valori si agisce solo per convenienza. Se la politica non ha più un perimetro in cui agire, smarrisce la sua essenza che è quella di disporsi verso il fine generale e orientare verso esso anche i cittadini. Nel discorso di Pericle c’è la “buona politica”, che agisce per il bene comune. Questo è ciò che io intendo per “fare politica”.



Converrà che la politica non è così intrisa di buoni esempi?


Penso che gran parte di chi fa politica interpreti ancora lo spirito di Pericle. Certo, fanno notizia i corrotti (ed è giusto che sia così) ma non chi, tutti i giorni, si oppone al degrado politico e civile. Negli incontri che faccio con le famiglie del Piceno, però, il desiderio di recuperare una dimensione etica della politica emerge sempre e con forza.



Quindi cosa deve fare, secondo lei, chi fa politica?


Glielo dico subito e lo faccio approfittando della sua domanda per chiedere scusa ai cittadini su due cose che riguardano il mio partito, anche se non sono direttamente responsabile. La prima è la legge Fornero. Il Parlamento ha sbagliato a votarla a suo tempo, perché in quella riforma c’erano non solo degli errori “tecnici” ma la rottura di un patto con i cittadini. E bene ha fatto Renzi ad annunciare che cambierà il sistema voluto dal Governo Monti.


La seconda cosa, rispetto alla quale voglio chiedere scusa pur non avendo responsabilità, riguarda come i Parlamentari eletti in questo territorio interpretano il loro mandato. Le faccio un esempio concreto. Il Piceno ha vissuto in questi anni una crisi drammatica e molti lavoratori hanno perso il posto. Dichiarare il Piceno “area di crisi complessa” avrebbe salvato molte aziende e molti posti di lavoro.


La Regione, anche grazie all’impegno dell’Assessore Canzian, ha predisposto, da tempo, tutta la documentazione necessaria, ma la “pratica”, diciamo così, è ferma a Roma. Se qualche Parlamentare del territorio si fosse attivato per tempo, molte fabbriche nel Piceno non sarebbero state chiuse e si sarebbero salvati i destini di centinaia di famiglie. Per essere chiari: non è che una volta andati a Roma ci si dimentica delle esigenze di questa terra e ci si occupa del Piceno solo quando c’è da gestire qualche situazione di potere. Questo è il contrario della “buona politica” e ciò che un politico non dovrebbe fare.


Approfitto di questo spazio anche per lanciare un appello al Ministro Guidi. La questione del Piceno è sul suo tavolo: firmi il decreto che istituisce l’area di crisi complessa. Questo territorio ha bisogno di ripartire, e abbiamo bisogno di farlo adesso.



Lei ha accennato a ciò che ha fatto la regione. Qual è il giudizio su questi ultimi cinque anni e sulla vicenda Spacca?


Gian Mario Spacca, non è stato solo il Presidente di una giunta di centrosinistra ma anche un autorevole membro del PD nazionale e regionale. Sui motivi che l’hanno portato a candidarsi con il centrodestra sono convinta che i cittadini si siano fatti un’idea molto chiara.


Aggiungo soltanto che ha dimostrato di avere un’idea un po’ monarchica della repubblica. Non si è Presidenti a “tempo indeterminato”,. Per quanto riguarda il governo della regione il mio giudizio su questi cinque anni è sicuramente positivo e lo è soprattutto grazie all’azione costante del PD che ha spinto per alcune soluzioni anziché altre. Le faccio anche qui un esempio: la sanità è il principale capitolo della regione. In questi anni abbiamo riportato la spesa in equilibrio, migliorato il sistema e messo le condizioni per fare nuovi investimenti che saranno un volano straordinario per tutto il sistema economico marchigiano.


Tutti gli organismi di valutazione indicano il modello sanitario delle Marche come il migliore in Italia e un esempio di buona pratica. Se mi chiede se potevamo fare di più, le dico assolutamente si. Ma le dico anche che le condizioni in cui ci siamo trovati ad operare sono state difficilissime, visti i continui tagli ai trasferimenti. Ma è proprio grazie al lavoro di questi anni che adesso possiamo riprendere a investire e alzare ancora il livello dell’offerta sociosanitaria, abbattendo radicalmente le liste d’attesa e creare nuova occupazione.


A proposito di sanità, a che punto è il progetto dell’ospedale unico del Piceno?


L’ospedale unico si farà e dovrà essere baricentrico tra mare e montagna. Quando si parla di ospedale unico alcuni pensano a una sottrazione di servizi dal territorio per concentrarli in un unico posto. In realtà è l’opposto: è un arricchimento per tutti che ha l’architrave in un ospedale super specializzato e in servizi diffusi e rafforzati sul territorio. E il disegno è ancora più ampio: ci sarà l'infermiere di famiglia (ci sono sperimentazioni molto interessanti in Friuli, Emilia Romagna, Toscana) e poi un maggiore coinvolgimento del Terzo Settore. Un nuovo welfare, insomma, con servizi di eccellenza per una regione tra le più longeve in Italia.



Torniamo a parlare di crisi e, quindi, di lavoro. La provincia di Ascoli è una delle aree che hanno più sofferto in questi anni.


Dobbiamo dare risposte concrete e darle subito, perché ogni giorno che passa non è soltanto un numero sul calendario ma una ferita aperta che continua a far soffrire migliaia di persone. Le possibilità ci sono e le faccio anche qui un esempio concreto per essere più chiara: c'è un grande progetto, sul quale da tempo mi sto impegnando, che riguarda la riqualificazione dell'ex area Sgl Carbon.


E' un progetto a carico d’imprese private in grado di creare nuova occupazione, non solo per Ascoli, ma per tutto il Piceno e sarà uno stimolo per nuove e innovative start up con il Polo scientifico e tecnologico. E’ un progetto che porto avanti con determinazione e mi piacerebbe avere compagni di viaggio un po’ meno attenti alla gestione del potere e più concentrati su quello che serve ai cittadini.

E poi non dimentichiamoci ciò che questo territorio è in grado di offrire, sia come qualità dell’ambiente, che come livello di capitale umano. Non renderlo fruibile, non farlo diventare una leva dello sviluppo, costringendo i giovani ad emigrare, è un delitto.


Il mio impegno è per far diventare il Piceno un territorio che importa talenti, non che li esporta. Nei prossimi due anni ci sono le condizioni per creare 10mila nuovi posti di lavoro. Questa è la sfida che abbiamo davanti.


Parliamo di Europa: le istituzioni europee non godono di una buona reputazione. Che ne pensa?


Le nuove generazioni sono cresciute senza doversi preoccupare del passaporto per girare in Europa. Oggi si prende un aereo e con pochi euro e poche ore di volo si sta a Barcellona o a Berlino. Sono convinta che nessuno voglia tornare alle vecchie frontiere. E se l’Europa è vista più come una minaccia che come un’opportunità è colpa di un certo tipo di politica che ha abdicato a favore della tecnocrazia e dei poteri forti che curano esclusivamente alcuni interessi.


Ma l’Europa è soprattutto uno spazio economico straordinario, con i suoi 500milioni di consumatori, e un luogo di opportunità per tutti, anche per i meno giovani. Dipende da come l’Italia vuole starci. Pensi soltanto ai fondi stanziati per la longevità attiva, per l’innovazione, per la lotta alle povertà. La regione Marche è tra le migliori in Italia anche in questo campo, ma abbiamo molto spazio davanti, migliorando ad esempio le relazioni con le istituzioni finanziarie per raccogliere investimenti da destinare al territorio.


Il suo è un programma molto attento al territorio e molto ricco di proposte. Se le dicessi che è eccessivo?


E se io le rispondessi che in questi anni c’è stato un eccesso di timidezza e che bisogna osare di più? La regione Marche è un esempio di buon governo ma è venuto il momento di spingere sull’acceleratore per recuperare il terreno perduto con la crisi. Mi viene in mente una famosa frase di Eleanor Roosevelt: “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”. E’ venuto il momento di riprenderci il futuro, credendo non solo ai nostri sogni ma anche alle nostre capacità.








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