Cronaca

Associazioni dell'ambiente: ″Salviamo colle San Marco dall'usucapione″

07 Luglio 2015

Il collegio di difesa, interamente gratuito, è composto dagli avvocati Paola Romanucci, Alessandra Angelini, Lorenzo Donati e dal consulente, ing. Romeo Mariani

La redazione

07 Luglio 2015 17:30

Ascoli - CAI, Italia Nostra e Legambiente si mobilitano in difesa di Colle San Marco e intervengono a sostegno del Comune nella causa con cui un privato chiede di riconoscere l'usucapione di tutte le aree scoperte comprese tra Colle San Marco e San Giacomo.


L'obiettivo è di confermare la proprietà pubblica di tutte le radure e i prati che fanno parte del Bosco dell'Impero, sui quali generazioni di ascolani hanno camminato, sciato, campeggiato, raccolto funghi e erbe, giocato a pallone, praticato il pascolo e il legnatico: un pezzo di storia e identità dell'intera città, che deve rimanere a disposizione di tutti.


Le associazioni dell'ambiente sollecitano un'azione più incisiva da parte del Comune proprietario, a tutela dell'ex patrimonio Sgariglia che, attraverso i disciolti istituti di beneficenza, è approdato nel patrimonio indisponibile dell'amministrazione: per questo motivo, oggi chiedono al Giudice di accertare che si tratta di beni vincolati ad un pubblico servizio e che, pertanto, non possono essere usucapiti.


Il collegio di difesa, interamente gratuito, è composto dagli avvocati Paola Romanucci, Alessandra Angelini, Lorenzo Donati e dal consulente, ing. Romeo Mariani. Su richiesta del Comune e delle associazioni, all'udienza del sette luglio il Giudice Pocci ha incaricato il Consulente d'Ufficio di specificare tutti i vincoli insistenti sulle aree, compreso il vincolo di destinazione.


Le associazioni hanno anche presentato un esposto con cui denunciano l'apposizione di sbarre sulle aree coltivate e chiedono al Comune la rimozione immediata. Infine, con una lettera indirizzata al Sindaco, al Presidente della Provincia e al Presidente del Tribunale, i Presidenti nazionali, Umberto Martini del CAI, Marco Parini di Italia Nostra e Vittorio Cogliati Dezza di Legambiente, esprimono all'unisono la loro preoccupazione per il rischio che sia sottratto alla collettività un patrimonio di grande pregio ambientale, destinato al benessere psicofisico di tutti.


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