Cultura

Presentazione a Grottammare del romanzo 'Le sette porte del cuore'

23 Giugno 2016

Appuntamento alle ore 18,30 a Grotttammare, Paese Alto, sotto il Loggiato di Piazza Peretti. L'intervista all'autrice Anna Rita Cinaglia

la redazione

23 Giugno 2016 11:14

Grottammare - Il 26 giugno alle ore 18,30 a Grottammare, Paese Alto, sotto il Loggiato di Piazza Peretti, uno dei balconi più belli d'Italia con una vista mozzafiato sul mare, verrà presentato il romanzo dell'estate "Le Sette Porte del Cuore" di Anna Rita Cinaglia.

L'autrice ne parla con noi.

Come nasce questo romanzo?


Lo stimolo è arrivato durante un incontro pubblico sul turismo. Si discuteva di come attrarre i turisti nel territorio marchigiano. Dissi in quel contesto che le politiche di incoming più incisive sono quelle che utilizzano i media quali film fiction e/o racconti narrativi. Si pensi a Cammilleri per la Sicilia, film come la “Dolce vita” che ha promosso l’Italia negli anni ’60. Ecco l’idea di scrivere un romanzo che fosse ambientato nelle Marche e ne mostrasse gli aspetti più interessanti. Si tratta di un thriller, ma dentro c'è anche una storia d’amore, di fede e di coraggio, che appassionerà i lettori.


Quindi ci sono località marchigiane alle quali si fa cenno?


Urbino, Pesaro, Senigallia, Ancona, Osimo, Loreto, Genga (San Vittore delle Chiuse), Recanati, Macerata, Corridonia, Tolentino, Fermo, Grottammare, San Benedetto del Tronto, Monsampolo, Monteprandone, Offida, Castigano, Ascoli Piceno, Roccafluvione. Città ricche di storia e d’arte. Buona parte della storia è ambientata ad Offida visto che agli inizi del ‘900 era una cittadina già fiorente e comunque una parte del mio cuore batte lì. Le Marche sono un luogo splendido, pertanto è stato difficile fare una selezione.



In che epoca è ambientata la vicenda?



Parte dai giorni nostri con un feed back nel passato, durante la 2^ Guerra Mondiale. I fatti raccontati accadono in 7 giorni dal 1° giugno 2015 al 7 giugno 2015, un tempo che ha un significato che non svelerò, toglierei tutta la suspance ai lettori.


Chi è il o la protagonista del romanzo?



E' Giulia una “Donna del Vino”.

Giulia Masci, bella viticultrice quarantenne del Piceno, durante la ristrutturazione del Casale di famiglia ad Offida, celata in una nicchia, rinviene un’antica mappa della Regione Marche. Da qui si dipana tutta la vicenda della ricerca del “Dono perduto”, che nella ritirata dei Tedeschi durante la seconda Guerra Mondiale era a rischio.

I riferimenti storici legati alla Guerra faranno rivivere il ricordo delle lotte partigiane, lo sfondamento della Linea Gotica nell’alto Pesarese, al quale, tra l’altro, partecipò anche il premier inglese Sir W. Churchill, che nel romanzo avrà un ruolo importante.


C'è una prefazione di prestigi che traccia alcuni parallelismi, è d’accordo?

E' vero, l'ha scritta il giornalista Filippo La Porta e ha colto la finalità del romanzo. Lo cito: “L’autrice, si potrebbe dire, ha realizzato finalmente l’unità delle Marche, almeno su un piano immaginativo e di finzione letteraria. E le Marche sono il vero grande protagonista del romanzo, un luogo dell’anima, così come la campagna toscana per Bilenchi o la riviera ligure per Biamonti, capace di contenere - nella loro estrema varietà paesaggistica, culturale e di idiomi - quella misteriosa coincidenza degli opposti cui accennavo.” Per me avere la fiducia di Filippo La Porta un è stato un privilegio.




C’è un protagonista maschile?

Si, è Mario, e ha un ruolo determinate. E’ il personaggio che in qualche modo ho amato di più e credo che anche i lettori lo ameranno molto. Ho avuto molte conferme in tal senso da chi ha già letto il romanzo.


Nel libro la ricerca avviene nelle città sotterranee perché?


Sono luoghi esoterici e misteriosi . Qui nelle Marche abbiamo gli ipogei più importanti dell’Italia Centrale: Osimo, Camerano, e anche qui a Monteprandone.


In quarta di copertina si parla di una storia di fede …


Una volta spogliato delle sue innumerevoli maschere Le sette porte del cuore si rivela per quello che è: un romanzo di (possibile) redenzione. C’è un messaggio di fede e di speranza che spero dia al lettore quella capacità di innalzarsi al di sopra delle varie vicende noire ed esoteriche.


Perché il titolo “Le sette porte del cuore”?

Il titolo non è quello che sembra, ed è legato ad una leggenda cinese. I lettori del romanzo troveranno la spiegazione leggendolo.




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