Salute

Stress, drop-out e disturbi alimentari: il ruolo dello psicologo dello sport

13 Luglio 2016

la redazione

13 Luglio 2016 16:43

Se è vero che le debolezze sul piano psichico rappresentano il male del secolo, è pur vero che le scienze psicologiche, nate per combattere lo stress della vita moderna, si diversificano inserendosi nei vari settori e creando professionalità dedicate e spazi di attività cui guardare con interesse.



Oggi lo psicologo non è più il grande taumaturgo che lentamente cura il malato traendolo dalle paure ataviche, come lo psicanalista della generazione passata. Oggi il suo ruolo gli impone di risolvere in tempi relativamente più stretti i problemi quotidiani soprattutto di chi vive una vita ai limiti.


Una figura professionale che vive regolarmente sulla soglia dello stress è lo sportivo. La sua attività fatta di allenamento continuo e la sua vita nutrita dal sentimento agonistico lo rendono fragile sul piano psicologico più di quanto invece non appaia forte sul campo.



Ecco che una laurea in psicologia on line come quella offerta dalla Unicusano crea professionisti in un settore la cui domanda è destinata solo a crescere, lascia liberi di gestire nei tempi e modi che si preferisce una formazione orientata alla attività specifica, col supporto costante di un tutor.

Perché serve uno psicologo dello sport

Chiunque abbia fatto dell'attività sportiva un suo obiettivo, anche parziale e limitato nel tempo, sa che il peggior nemico di se stessi è proprio dentro di noi, e che l'agonismo prima di ogni altro è nei confronti di se stessi.



La volontà di allenarsi con qualsiasi tempo e in qualsiasi situazione di salute, è una messa alla prova di sentimenti profondi a cui a volte il corpo si rifiuta di cedere.


Stress, drop-out, difficoltà alla digestione e alla assimilazione dei cibi, vissuti nell'ottica del rifiuto di qualsiasi cosa possa condizionare l'agilità, fisica e mentale, fosse pure per un breve lasso di tempo, sono demoni noti a chiunque faccia dell'attività sportiva un obiettivo serio e concreto. Affrontarli da soli è dura, un aiuto serve oppure si rischia il drop-out ed è proprio per evitare conseguenze come queste che entra in campo lo psicologo dello sport. 

Cos'è la psicologia dello sport

Si parlava di demoni dello sportivo. Sono principalmente due: benessere e performance. Il benessere è indispensabile, e chi spinge la propria attività fisica agli estremi è più cagionevole di chi si riguarda.


Il benessere nasce da dentro, e uno psicologo dello sport lo sa meglio di tanti altri. Il suo lavoro è quello di stimolare lo sportivo facendolo sentire sicuro e mettendolo nelle condizioni ottimali per reagire al malanno. La performance è essenziale, e se non si ottengono risultati si va al tappeto in men che non si dica.




Lo psicologo dello sport sa bene che spesso la qualità della performance non dipende dall'allenamento, almeno non solo, ma anche dall'equilibrio interiore e che questo equilibrio lo si può creare con tecniche di vario genere, legate anche alla respirazione e alla sollecitazione mentale ed emotiva.



Uno psicologo dello sport quindi può fare la differenza e non c'è sportivo che prima o poi non ricorra ai suoi consigli e alle sue cure esperte.

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