Salute

Carcinoma polmonare non a piccole cellule, approvata dall'Europa la terapia con KEYTRUDA® (pembrolizumab)

03 Agosto 2016

la redazione

03 Agosto 2016 18:56

Roma – MSD, conosciuta come Merck (NYSE: MRK) negli Stati Uniti e in Canada, ha annunciato che la Commissione Europea ha approvato pembrolizumab, la terapia anti-PD-1 dell'azienda, con un dosaggio di 2 mg/kg ogni tre settimane, per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico i cui tumori esprimono PD-L1 e che hanno ricevuto almeno un precedente regime chemioterapico.



I pazienti con mutazioni tumorali EGFR o ALK dovrebbero aver ricevuto anche la terapia approvata per queste mutazioni, prima di ricevere pembrolizumab. L’approvazione della Commissione Europea consente la commercializzazione di pembrolizumab in tutti i 28 Paesi membri dell'Unione Europea.



«Questa approvazione segna un progresso significativo per i medici di tutta Europa e per i loro pazienti con carcinoma polmonare avanzato, uno dei tumori più diffusi e difficili da trattare» dichiara Roger Dansey, Senior Vice President e Therapeutic Area Head, Oncology late-state development, MSD Research Laboratories.



«I risultati a supporto di questa approvazione dimostrano le potenzialità di pembrolizumab nel trattamento del carcinoma avanzato non a piccole cellule e l'importanza della selezione dei pazienti adatti per il trattamento. Non vediamo l'ora di portare il più rapidamente possibile questa immunoterapia ai pazienti europei».



L’approvazione si basa sui risultati dello studio pivotal KEYNOTE-010, che ha dimostrato che pembrolizumab migliora significativamente la sopravvivenza globale (OS) dei pazienti con NSCLC localmente avanzato o metastatico rispetto alla chemioterapia standard (docetaxel).



«Il beneficio sulla sopravvivenza di pembrolizumab, osservato in pazienti precedentemente trattati che esprimono PD-L1, è promettente» spiega Luis Paz-Ares, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Hospital Universitario di Madrid, Spagna.



«Nello studio KEYNOTE-010, i pazienti con tumore al polmone avanzato che hanno fallito un precedente regime terapeutico, trattati con pembrolizumab, hanno mostrato un miglioramento complessivo della sopravvivenza rispetto a quelli trattati con chemioterapia tradizionale».



MSD ha attualmente un promettente programma di sviluppo clinico immuno-oncologico in oltre 30 tipi di tumore.


«Siamo di fronte ad una pietra miliare nella storia dell’oncologia – sostiene Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia – l’approvazione europea di pembrolizumab, anche per i pazienti con carcinoma polmonare avanzato, rappresenta una vera e propria svolta nella terapia di questo tipo di tumore. Oggi gli oncologi hanno l’opportunità di orientarsi verso quella che viene definita “medicina di precisone”, garantendo la migliore terapia disponibile sulla base delle specifiche caratteristiche di ciascun paziente. Siamo orgogliosi che, ancora una volta, la ricerca oncologica dei laboratori MSD possa portare ad un vero salto quantico, ad un nuovo, innovativo e rivoluzionario paradigma di cura».



Tra i pazienti con tumore al polmone avanzato è elevata l’aspettativa di innovazioni terapeutiche. «Siamo molto soddisfatti perché ora i Paesi dell’Unione Europea potranno avere a disposizione una nuova opzione di trattamento per i pazienti con carcinoma polmonare avanzato non a piccole cellule che rispondono alla chemioterapia» dichiara Stefania Vallone, Presidente di Lung Cancer Europe. «Il carcinoma polmonare rappresenta la principale causa di morte per tumore in tutto il mondo e questa pietra miliare sottolinea l'importanza dell'innovazione e dell'impegno per lo sviluppo di nuovi trattamenti che possono avere un impatto positivo per i pazienti che vivono con questa malattia».


KEYNOTE-010


KEYNOTE-010 è uno studio globale pivotal, randomizzato, open-label di Fase 2/3 per la valutazione di pembrolizumab (2mg/kg o 10 mg/kg ogni tre settimane) rispetto alla chemioterapia standard of care (docetaxel, 75 mg/m2 ogni tre settimane) in 1.033 pazienti con NSCLC squamoso e non squamoso con progressione di malattia dopo una terapia sistemica a base di platino e i cui tumori esprimevano PD-L1.



Gli endpoint primari erano la sopravvivenza globale (OS) e la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e sono stati valutati in pazienti con qualsiasi livello di espressione di PD-L1 (maggiore o uguale a 1%) e in pazienti i cui tumori esprimono livelli elevati di PD-L1 (maggiore o uguale a 50%) – in termini di tumor proportion score (TPS).


Nella popolazione totale dello studio (tutti i livelli di espressione di PD-L1), con entrambe le dosi di pembrolizumab valutate, la OS è migliorata significativamente rispetto a quella con docetaxel. Specificatamente, pembrolizumab ha ottenuto un 29% di miglioramento della OS per la dose di 2 mg/kg (HR 0.71, P=0.001; 95% CL, 0.58-0.88) e un 39% di miglioramento della OS per la dose di 10 mg/kg (HR 0.61, P<0.001; 95% CL, 0.49-0.75), rispetto a docetaxel. La OS mediana per pembrolizumab è risultata 10.4 mesi (95% CL, 9.4-11.9) e 12.7 mesi (95% CL, 10.0-17.3) rispettivamente, rispetto a 8.5 mesi per docetaxel (95% CL, 7.5-9.8).


Tra i pazienti con i più alti livelli di espressione di PD-L1 (TPS del 50% o maggiore), la OS era maggiore per entrambe le dosi di pembrolizumab rispetto a docetaxel. Nello specifico, pembrolizumab ha migliorato la OS del 46% per la dose di 2mg/kg (HR 0.54, P=0.001; 95% CL, 0.38- 0.77) e del 50% per la dose di 10mg/kg ( HR 0.50, p<0.001; 95% CL, 0.36-0.70), rispetto a docetaxel. La OS mediana per pembrolizumab (2mg/kg e 10mg/kg, rispettivamente) è risultata di 14.9 mesi (95% CL, 10.4 non raggiunta) e 17.3 mesi (95% CL, 11.8 non raggiunta), rispetto a 8.2 mesi per docetaxel (95% CL, 6.4-10.7)


Tra i pazienti della popolazione totale dello studio trattati con pembrolizumab (2mg/kg e 10mg/kg, rispettivamente), la PFS mediana è risultata di 3.9 mesi (95% CL, 3.1-4.1) e 4.0 mesi (95% CL, 2.6-4.3), rispetto a 4.0 mesi per docetaxel (95% CL, 3.1-4.2). Pembrolizumab ha prolungato la PFS in entrambe le dosi (HR 0.88 [95% CL, 0.73-1.04], P=0.068 per 2mg/kg; HR 0.79[95% CL, 0.66-0.94], P=0.005 per 10mg/kg), anche se non è stata raggiunta la significatività statistica.


I pazienti con più alti livelli di espressione di PD-L1 che sono stati trattati con pembrolizumab hanno significativamente prolungato la PFS rispetto a docetaxel (HR 0.58 [95% CL, 0.43-0.77, P=0.001] per 2mg/kg; HR 0.59 [95% CL, 0.45.0.78, P<0.001 per 10mg/ kg). Tra i pazienti trattati con pembrolizumab (2mg/kg, rispettivamente) la PFS mediana è risultata di 5.2 mesi (95% CL, 4.0-6.5) e 5.2 mesi (95% CL, 4.1-8.1), rispetto a 4.1 mesi per docetaxel (95% CL, 3.6-4.3).


L'analisi di sicurezza a supporto dell'approvazione Europea di pembrolizumab è basata su 2.799 pazienti con melanoma avanzato o NSCLC in tre dosi (2mg/kg ogni tre settimane o 10 mg/kg ogni due o tre settimane) negli studi KEYNOTE-001 e KEYNOTE-002/KEYNOTE-010 combinati. Le reazioni avverse più comuni (>10%) con pembrolizumab sono state affaticamento (24%), eruzioni cutanee (19%), prurito (18%), diarrea (12%), nausea (11%) e artralgia (10%). La maggioranza delle reazioni avverse riportata era di grado di gravità 1 o 2. Le reazioni avverse più gravi erano reazioni avverse immuno-correlate e reazioni gravi infuso-correlate.



Il carcinoma polmonare



Il carcinoma polmonare, che origina nei tessuti polmonari, solitamente all'interno delle cellule che rivestono le vie aeree, è la principale causa di morte per tumore in tutto il mondo. Ogni anno, sempre più persone muoiono più per tumore ai polmoni che per tumore al colon, alla mammella e alla prostata associati.



I due principali tipi di carcinoma polmonare sono non a piccole cellule (NSCLC) e a piccole cellule (SCLC). L'NSCLC è il tipo di carcinoma polmonare più diffuso, rappresentando circa l'85% di tutti i casi. Il tasso di sopravvivenza relativa a cinque anni, per pazienti affetti da carcinoma polmonare metastatico (Stadio IV) è stimato essere intorno al 2%.




Informazioni su pembrolizumab iniettabile

Pembrolizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che agisce aumentando l'abilità del sistema immunitario di identificare e combattere le cellule tumorali. Pembrolizumab blocca l'interazione tra il PD-1 e i suoi ligandi, PD-L1 e PD-L2, attivando, in tal modo, i linfociti T che possono colpire sia le cellule tumorali che le cellule sane.

Pembrolizumab è indicato per il trattamento del melanoma avanzato (non resecabile o metastatico) nei pazienti adulti.

Pembrolizumab è somministrato in una dose di 2 mg/kg con una infusione endovenosa di 30 minuti ogni tre settimane secondo le indicazioni approvate



MSD Italia

MSD è la consociata italiana di Merck & Co., l’azienda farmaceutica multinazionale fondata 125 anni fa e leader mondiale nel settore della salute, con un fatturato superiore ai 40 miliardi di dollari, il 18% dei quali investiti in Ricerca e Sviluppo.





L'azienda è conosciuta come MSD in tutto il mondo, ad eccezione di Stati Uniti e Canada, dove opera con il nome di Merck & Co..



Attraverso i suoi medicinali soggetti a prescrizione, i vaccini, le terapie biologiche e i prodotti per la salute animale, MSD opera in oltre 140 Paesi con quasi 70.000 dipendenti, fornendo soluzioni innovative in campo sanitario, impegnandosi nell’aumentare l'accesso alle cure sanitarie attraverso politiche, programmi e partnership mirate.





MSD è orgogliosa del suo impegno nella Responsabilità Sociale dove arriva ad erogare ogni anno 1,8 miliardi di dollari. Testimonianza di questo impegno sono i tre Premi Nobel per la Medicina assegnati a ricercatori MSD, l’ultimo dei quali, nel 2015, al Prof. William C. Campbell per la scoperta dell’ivermectina, la molecola per la cura della cecità fluviale (oncocercosi).







La scoperta del Prof. Campbell ha dato vita, nel 1987, al “Mectizan Donation Programme”, la più grande partnership pubblico-privato per l’eradicazione della cecità fluviale a livello globale. A partire dal 1987, MSD distribuisce gratuitamente il farmaco a tutti coloro che ne hanno bisogno, per un valore superiore ai 5 miliardi di dollari.





In Italia, MSD è presente da 60 anni, con circa 1.000 dipendenti, un fatturato di 700 milioni di euro e forti investimenti in Ricerca non solo per numero di studi clinici condotti nel Paese (oltre 130 con quasi 1.000 centri e 6.000 pazienti coinvolti), ma anche grazie a un solido piano pluriennale a sostegno della ricerca indipendente e dei giovani (oltre 40 milioni di dollari in erogazioni liberali).





MSD Italia è stata recentemente premiata, per il terzo anno consecutivo, come Best Digital Healthcare Company in Italia, come Società Leader per la CSR ed è entrata nella lista delle 5 migliori Aziende per le quali lavorare secondo la classifica stilata da Top Employer Institute 2016.





Nel novembre 2015, un farmaco di MSD Italia – pembrolizumab, l’innovativa terapia anti-PD-1 per il trattamento del melanoma avanzato negli adulti – è stato insignito del prestigioso Premio Galeno Italia, l’equivalente del Premio Nobel per il settore farmaceutico e il più alto tributo alla ricerca e allo sviluppo in questo campo.



MSD sta sviluppando un importante programma clinico per pembrolizumab attraverso più di 200 studi clinici, sia in monoterapia che in combinazione con altre terapie, coinvolgendo più di 16.000 pazienti su oltre 30 tipi di tumore, il primo dei quali è il melanoma.

Per maggiori informazioni, visitare i siti www.msditalia.it e www.msdsalute.it.


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