Sport

Gran Bretagna: 27 ori olimpici per fare la storia, grazie anche alla lotteria

01 Settembre 2016

Quella di finanziare lo sport con i soldi del gioco è un'idea che ha radici negli anni '90, periodo in cui il primo ministro John Major decide di riformare la lotteria nazionale e di destinare i proventi alle 'good causes' 

la redazione

01 Settembre 2016 13:37

Terminate da pochi giorni le Olimpiadi di Rio 2016 è il tempo dei bilanci. Secondo posto nel medagliere olimpico per la Gran Bretagna, dietro solo agli Stati Uniti e davanti a superpotenze sportive come Cina, Giappone, Russia e Germania. Il conteggio finale delle medaglie parla di 27 ori, 23 argenti e 17 bronzi, un risultato incredibile che supera quello delle Olimpiadi casalinghe di Londra 2012 (67 a 65). Risultato che, a detta degli esperti, è dovuto in buona parte agli interventi governativi per la promozione sportiva che hanno visto il fondo UK Sport finanziato in maniera notevole anche dagli introiti delle lotterie nazionali.

 

Quella di finanziare lo sport con i soldi del gioco è un'idea che ha radici negli anni '90, periodo in cui il primo ministro John Major decide di riformare la lotteria nazionale e di destinare i proventi alle “good causes”, ovvero arte, sport e cultura. Da questo punto zero, lo sport britannico ha ottenuto circa 5 milioni di euro, utilizzati per creare nuove strutture e investire nei talenti più giovani. Una situazione di cui hanno beneficiato anche alcune delle stelle già affermate: tra gli atleti della Regina, infatti, menzione d'onore e risultati storici per il tennista  e portabandiera Andy Murray e per il ciclista Sir Bradley Wiggins.

 

La vittoria contro pronostico di Andy Murray

 

Lo scozzese è l’unico tennista ad aver mai vinto due ori nel singolare alle olimpiadi, per altro consecutivi. Dopo dieci giorni pieni di emozioni, iniziati con l'onore di portare la bandiera della Gran Bretagna nella cerimonia di apertura e terminati con la vittoria in finale in 4 set (punteggio7-5, 4-6, 6-2, 7-5) contro il redivivo argentino Juan Martin Del Potro, Murray ha festeggiato la sua seconda doppietta  Wimbledon-Olimpiadi. Un periodo d'oro per Andy, certificato anche dai pronostici di bookmaker come BetStars.it che lo danno favorito, insieme al numero 1 del mondo Novak Djokovic, per la vittoria dell'ultimo Slam della stagione, l'US Open di New York che è iniziato il 29 agosto. Se infatti da tempo Murray è il numero due al mondo (non era il favorito numero uno nemmeno ai giochi di Rio), la doppietta Wimbledon – Olimpiadi ha fatto ritoccare le quote e i pronostici dei principali bookmaker, che lo vedono sempre più vicino al numero uno Djokovic.

 

Ma il percorso per la vittoria non è stato facile come sembra: Murray ha annullato tre match point all’americano Steve Johnson ed è dovuto risalire dallo 0-3 nel terzo set contro l'italiano Fabio Fognini nei quarti di finale. Molto più semplice la semifinale con il giapponese Kei Nishikori ed apoteosi finale contro il combattente argentino Del Potro.

Un successo, quello dello scozzese, nato da lontano e da una preparazione a tratti “monacale”: rifiutato il lussuoso appartamento prenotato dal suo staff personale, Murray ha deciso di dormire al villaggio olimpico in compagnia del fratello doppista e senza atteggiamenti da star ha deciso di respirare lo spirito di Olimpia come tutti gli altri atleti. Niente male per uno sportivo abituato a tornei in cui girano enormi somme di denaro e che ha onorato la competizione che non prevedeva né punti nel ranking né premi al vincitore.

 

L’impresa storica di Sir Bradley Wiggins

 

Accanto a Murray, l'altro personaggio delle Olimpiadi per la Gran Bretagna è stato Sir Bradley Wiggins, un ciclista che non vuole smetterla di stupire. Vincente, durante l'Olimpiade di Londra, nella cronometro su strada (poche settimane dopo la storica vittoria al Tour de France), il baronetto è tornato al suo primo amore, il ciclismo su pista. A Rio, infatti è sceso nel velodromo carioca riuscendo ad ottenere nella gara dell'inseguimento a squadre la sua quinta medaglia d'oro personale, l'ottava totale della sua incredibile carriera.

 

Per il quartetto britannico, guidato da Wiggins e composto da Ed Clancy, Steven Burke e Owain Doull, oltre all'oro è arrivato anche il primato del mondo nella specialità:  3’50”265. Un successo che ha radici profonde e lontane nel tempo, ha confermato il pluri-medagliato al termine della cerimonia di premiazione, con una preparazione partita 12 mesi di fa e che non ha previsto nessun tipo di sosta, neanche durante le festività e nel giorno di Natale.




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