Economia

Prosegue il programma di fusione tra la Bcc Picena Truentina e la Bcc Picena

04 Agosto 2017

Non avrà impatti negativi sui livelli occupazionali ed è previsto altresì il rafforzamento della rete commerciale. La nuova banca, infatti, continuerà a reinvestire sul proprio territorio di competenza compresa tra le Marche e l'Abruzzo i fondi che raccoglie sul territorio

La redazione

04 Agosto 2017 10:11

Mariano Cesari e Aldo Mattioli

San Benedetto – I Consigli di Amministrazione della Banca Picena Truentina Credito Cooperativo e della Banca di Credito Cooperativo Picena hanno approvato il progetto di fusione che è stato inviato alla Banca d’Italia per la necessaria autorizzazione. Le due aziende di credito intendono operare la fusione Societaria mediante incorporazione della BCC Picena nella BCC Picena Truentina.



Inizialmente era stato raggiunto e definito un accordo che prevedeva una fusione per unione, poiché tra gli obiettivi prefissati vi era altresì quello di mantenere un’assoluta pari dignità tra le due banche. È però stato deciso di procedere mediante fusione per incorporazione in ragione del fatto che, la fusione per unione avrebbe dovuto essere autorizzata dalla B.C.E., comportando il rilascio di una nuova licenza bancaria, con conseguente notevole allungamento dei tempi. La fusione per incorporazione, invece, la cui autorizzazione compete alla sola Banca d’Italia, rappresenta quindi uno strumento più efficace e celere per ottenere l’operatività nei tempi prefissati e già indicati in occasione delle rispettive assemblee di bilancio tenutesi a maggio.


I criteri valutativi e i parametri applicati per l’esame dell’istanza e per il rilascio dell’autorizzazione alla fusione sono gli stessi utilizzati sia dalla Banca Centrale Europea che dalla Banca d'Italia.

La nuova banca che nascerà dalla fusione avrà la propria sede legale ad Acquaviva Picena e sede amministrativa e sede della Direzione Generale a Castignano. Tale decisione è scaturita, a conclusione degli approfondimenti effettuati, in seno alle delegazioni che hanno operato in rappresentanza delle due banche stesse, per la definizione di un accordo di integrazione da realizzarsi mediante l’incorporazione.


L'operazione deliberata prevede il conseguimento di un obiettivo comune che è quello di favorire lo sviluppo del territorio di riferimento attraverso l’offerta, in una logica di efficienza ed efficacia, di prodotti e servizi di banca tradizionale a favore della propria base Sociale, clientela privata e imprese. Un obiettivo che è possibile raggiungere creando un istituto bancario che sia idoneo ad incrementare i benefici e il livello di servizio ai propri soci e clienti.


Inoltre, tale integrazione genererà rilevanti sinergie, importanti razionalizzazioni e potrà attivare economie di scopo nei rispettivi ambiti produttivi. Un progetto che è perfettamente coerente con il più ampio contesto di riassetto del sistema delle Banche di Credito Cooperativo.

L'azienda di credito che nascerà dalla fusione dei due istituti accrescerà ulteriormente i tratti fondamentali del credito cooperativo. La nuova banca, infatti, continuerà a reinvestire sul proprio territorio di competenza compresa tra le Marche e l'Abruzzo i fondi che raccoglie sul territorio. Dal piano industriale, infatti, emerge che per quanto riguarda gli impieghi, ovvero i fondi dati in prestito alla clientela, si prevede una crescita media annua del 1,8%, da realizzarsi sulla base dei rinnovi degli impieghi a scadenza e di nuove calibrate erogazioni. Per quanto riguarda la raccolta, il Piano prevede uno sviluppo della raccolta indiretta con una crescita media annua del 13,4% e trend positivi interesseranno anche la raccolta diretta. Inoltre, verranno ulteriormente potenziati i servizi assicurativi proposti alla clientela.

La fusione non avrà impatti negativi sui livelli occupazionali ed è previsto altresì il rafforzamento della rete commerciale. Tenuto conto dell'effetto complessivo del progetto di fusione e delle leve gestionali nel Piano emerge che alla fine del 2020 l'indice Roe sarà pari al 4,2%. “Entro i prossimi mesi – ha detto Aldo Mattioli Presidente della Banca Picena Truentina – si svolgerà l'assemblea straordinaria dei Soci sia della nostra banca e sia della Banca Picena. Le due assemblee sono gli organismi sovrani chiamati a decidere definitivamente la fusione che avrà inizio a partire dal 1 gennaio 2018. Prima della assemblea si terranno delle riunioni zonali per illustrare ai Soci il Piano Industriale e gli obiettivi previsti. Dalla fusione nascerà una banca di credito cooperativo più solida delle Marche e dell'Abruzzo”.


Il Piano industriale definisce anche la nuova struttura di governance della banca. “Pur avendo definito di procedere con una fusione per incorporazione – ha detto in proposito Mariano Cesari Presidente della Banca Picena – le Banche hanno concordato nel fatto che la banca incorporanda partecipi ai meccanismi di governance anche dopo il perfezionamento della fusione. Tutto ciò con l’obiettivo della pari dignità tra le due banche che verrà comunque pienamente perseguito e mantenuto con l’inserimento di opportuni accorgimenti che garantiranno una paritaria partecipazione della banca incorporanda alla formazione della governance ed assicureranno a quest’ultima di mantenere alcune importanti risorse, quali la sede amministrativa e la sede della Direzione generale”.


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