Politica

Meno posti letto nel sud delle Marche. Spacca ha lasciato il tesoretto, Ceriscioli solo macerie e ritardi

29 Novembre 2017

Manca una visione : i nuovi ospedali sono all’anno zero, il personale reclama invano le risorse necessarie al delicato lavoro svolto ogni giorno a fianco dei pazienti, l’offerta di salute si contrae nonostante fondi ricevuti per effetto delle virtuosità degli anni precedenti.

Guido Castelli - Sindaco di Ascoli Piceno

29 Novembre 2017 13:05

Guido Castelli

Ascoli - "L’intelligenza politica di Gian Mario Spacca aveva prodotto, nel campo sanitario, virtuosità economiche per circa circa 200 milioni di euro.

Ceriscioli, al contrario, in questi due anni, non solo non ha prodotto virtuosismi ma - imponendo alla sanità regionale una “trazione lentissima” - si dimostra incapace anche solo di utilizzare la dote ricevuta da Spacca.

Manca una visione : i nuovi ospedali sono all’anno zero, il personale reclama invano le risorse necessarie al delicato lavoro svolto ogni giorno a fianco dei pazienti, l’offerta di salute si contrae nonostante fondi ricevuti per effetto delle virtuosità degli anni precedenti. La trazione è così lenta che - nonostante il piano sanitario di Spacca sia scaduto da due anni - non si vede all’orizzonte neppure una bozza che parli di quale sia l’indirizzo politico che Ceriscioli vuole dare alla sanità delle Marche.

Si va avanti a colpi di delibere e di determine dirigenziali che, tuttavia, sono prive (e non potrebbe che essere così ) di respiro strategico.

In questa contesto spiaggiato leggiamo dell’ennesimo schiaffo dato da Ceriscioli al territorio piceno- nonostante una vice Presidente ascolana - nella distribuzione dei posti letto. Come acutamente rilevato dal sindacato e segnatamente da Giorgio Cipollini della CISL, siamo di fronte ad un algoritmo impazzito che, però alla fine, penalizza sempre gli stessi marchigiani: quelli che risiedono lungo il Tronto.

Anche in questo caso Ceriscioli dirà che la colpa è dei dirigenti, della burocrazia e dei lavoratori . Io credo , in realtà, che siamo di fronte ad un’assenza assoluta di idee e di indirizzo strategico. In questo senso la “trazione lenta” imposta da Ceriscioli alla sanità assomiglia maledettamente a quella che stiamo subendo dalle regione sul terremoto.

Ormai è chiaro: l’eredità che Ceriscioli lascerà in dote alla prossima regione non sarà milionaria come quella ricevuta dal suo predecessore ma sarà solo un cumulo di ritardi, macerie e di carenze di idee..".


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