Lavoro

Report globale Amway sull’imprenditorialità: “AGER 2016: l’autoimprenditorialità come alternativa. Riflessioni sulle nuove opportunità”

01 Dicembre 2017

Gli under 30 del centro Italia tra i più favorevoli e fiduciosi nei confronti del lavoro autonomo. Over 50 meno motivati. “AGER 2016: l’autoimprenditorialità come alternativa. Riflessioni sulle nuove opportunità”. 

La redazione

01 Dicembre 2017 05:45

Ascoli – Centro Italia e imprenditorialità nel mondo dei giovani e degli over 50: questi i temi discussi in occasione della Tavola Rotonda “AGER 2016: l’autoimprenditorialità come alternativa. Riflessioni sulle nuove opportunità” svoltasi questa mattina al Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno. L’evento ha visto i maggiori rappresentanti di istituzioni, formazione e impresa promuovere una riflessione sul futuro e sulle potenzialità del lavoro autonomo nel nostro Paese, analizzando in particolare la situazione del Centro Italia.


A prendere parte all’incontro sono stati Giorgia Latini e Marco Fioravanti – rispettivamente assessore e presidente del Consiglio Comunale di Ascoli Piceno, insieme a diversi rappresentanti del panorama imprenditoriale italiano, tra cui Fabrizio Suaria – Amministratore Delegato di Amway Italia, Giancarlo Romanucci - vice presidente della Camera di Commercio di Ascoli Piceno, Massimiliano Bachetti - presidente di Confindustria Giovani di Ascoli Piceno e Roberto Zecchino - Human Resources & Organization South Europe Bosch (Progetto Allenarsi per il Futuro). p


La riflessione tenutasi durante la Tavola Rotonda ha avuto come scopo primario quello di analizzare la differente percezione che i giovani e gli Over 50 hanno dell’imprenditorialità e indagare le reali opportunità offerte dal Sistema Paese per valorizzare la libera iniziativa, l'autonomia professionale e lo spirito imprenditoriale.


A sostegno del dibattito sono stati presentati e commentati i risultati della settima edizione del Report Globale sull’Imprenditorialità che Amway, azienda leader mondiale nel settore della Vendita Diretta, realizza in collaborazione con GfK e il dipartimento Strategy and Organization dell’Università Tecnica di Monaco.


Dalla ricerca emerge che, a livello nazionale, l’84% degli Under 30 mostra un’attitudine positiva nei confronti dell’imprenditorialità, percentuale ben superiore rispetto alla media italiana (72%) e ancora più rilevante se si guarda alla situazione degli Over 50 (62%). Analizzando i dati del Centro Italia* si conferma un forte interesse verso il lavoro autonomo da parte dei giovani: prevale infatti un’attitudine positiva tra gli Under 30 del Centro (89%), con un distacco di 41 p.p. rispetto agli over 50 (48%). Il dato risulta molto positivo anche nel confronto con la media italiana dei coetanei (84%).


Anche per quanto concerne la potenzialità, ovvero la capacità di immaginarsi imprenditori, gli Under 30 italiani (49%) si dimostrano molto più fiduciosi degli Over 50 (32%), dato che risulta ulteriormente positivo se si guarda alla media nazionale (41%). Rilevante è anche il confronto tra i laureati e gli Under 30. Questi ultimi, nonostante mostrino una forte propensione per l’imprenditorialità (49%), vengono superati di ben 10 p.p. dai connazionali laureati (59%). Analizzando la situazione del Centro Italia, sono ancora una volta gli Under 30 ad avere il maggior potenziale imprenditoriale (55%), sia rispetto alla media del territorio (39%), che rispetto alla popolazione Over 50 (25%), da cui si distaccano di 30 p.p.


Tra le ragioni che spingono gli Under 30 del Centro Italia ad avviare un’attività in proprio prevale la volontà d’indipendenza dal datore di lavoro (50%), che registra una percentuale superiore a quella nazionale dei coetanei (45%). La forte spinta verso il lavoro autonomo da parte dei giovani è data anche dal desiderio di autorealizzazione (44%), seguita dalla possibilità di conciliare lavoro e famiglia (24%). Le stesse motivazioni spingono anche gli Over 50, anche se in percentuale inferiore rispetto alle nuove generazioni: prevale infatti il desiderio di rendersi indipendenti da un datore di lavoro (42%), seguito dalla volontà di autorealizzazione (32%) e di conciliare lavoro e famiglia (21%).


Dando uno sguardo all’analisi delle dimensioni comportamentali, gli Under 30 del Centro Italia mostrano una forte desiderabilità nei confronti di un percorso lavorativo legato all’imprenditorialità (74%), percentuale più alta rispetto alla media nazionale dei coetanei (67%) e di gran lunga superiore anche al dato Over 50 territoriale (33%). Anche per quanto riguarda la fermezza nella decisione di intraprendere un percorso imprenditoriale (53%) e la fattibilità nell’avviare un business in autonomia (55%), i giovani del Centro Italia si dimostrano più fiduciosi e propensi all’autoimprenditorialità rispetto alle altre generazioni: gli Over 50, ad esempio, registrano un dato nettamente inferiore (31% fermezza; 30% fattibilità).


Analizzando invece la tematica della ricerca e acquisizione dei clienti, gli Under 30 del Centro Italia si dimostrano tra i più intraprendenti (79%), superando il risultato nazionale dei coetanei (72%). Gli Over 50 del territorio, invece, si dimostrano meno fiduciosi, registrando il 56% di risposte positive. A confermare la forte propensione degli Under 30 del Centro Italia verso l’autoimprenditorialità è il dato riguardante l’evoluzione del lavoro autonomo, dove ancora una volta i giovani si dimostrano tra i più ottimisti: infatti, il 47% di loro pensa che tra 5 anni vi saranno più lavoratori in proprio attivi in Italia, percentuale più alta sia rispetto alla media nazionale dei coetanei (39%), sia alla media Over 50 del Centro Italia (37%).


La Tavola Rotonda di questa mattina è stata l’occasione per dar vita a un interessante dibattito su importanti temi sociali legati al mondo del lavoro autonomo, ponendo a confronto la visione di diverse generazioni” - ha dichiarato Fabrizio Suaria, Amministratore Delegato di Amway Italia. “Sono emersi dati molto rilevanti sui giovani del Centro Italia, che dimostrano un grande spirito d’iniziativa e un atteggiamento favorevole nei confronti dell’autoimprenditorialità. Meno fiduciosi gli Over 50, dato che deve farci riflettere sulla necessità di creare e promuovere nuove opportunità in grado di impattare positivamente sul territorio”.



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