Economia

'#Bastablabla', mobilitazione della Cna su legge di bilancio che dimentica esigenze di artigiani e piccole imprese

09 Dicembre 2017

Secondo l'analisi della Cna, questa Legge di Bilancio dimentica gli artigiani e le piccole imprese. Artigiani e piccole imprese che rappresentano una parte fondamentale del Paese, già gravata da una delle più alte pressioni fiscali al mondo.

La redazione

09 Dicembre 2017 10:50

Ascoli - Delusi ed arrabbiati. La prima lettura in Senato della Legge di Bilancio, sulla quale Cna aveva chiesto correzioni importanti, non ha prodotto risultati. Ora la Cna auspica che Governo e Parlamento correggano queste "dimenticanze" nel prossimo passaggio alla Camera dei Deputati. E intanto in tutta Italia, e qui da noi nel Piceno, parte la grande mobilitazione che va sotto il titolo di #bastablabla.

Secondo l'analisi della Cna, questa Legge di Bilancio dimentica gli artigiani e le piccole imprese. Artigiani e piccole imprese che rappresentano una parte fondamentale del Paese, già gravata da una delle più alte pressioni fiscali al mondo. La Legge di Bilancio, infatti, pur impedendo il previsto aumento dell’Iva e confermando il complesso delle incentivazioni sugli investimenti e il lavoro collegate a Impresa 4.0, non persegue quel processo di riduzione della pressione fiscale su artigiani e piccole imprese. Rimangono disattese le nostre richieste in materia di deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali, di esclusione dall’Irap per le attività di minore dimensione, di ripristino dell’aliquota al 65 per cento per gli interventi di efficientamento energetico. E non è tutto. Non solo non si migliora la situazione ma si fa addirittura retromarcia su importanti provvedimenti come l’Imposta sui redditi d’impresa e il regime per cassa con la previsione del riporto delle perdite, già introdotti lo scorso anno.

L’Imu su capannoni, laboratori e negozi è sicuramente il tributo più odiato dagli artigiani e dai piccoli imprenditori perché colpisce strumenti di lavoro, indispensabili a svolgere la propria attività, come se fossero seconde case, consentendo solo una molto limitata deducibilità dal reddito.

Nonostante le sentenze della Corte costituzionale e della Cassazione, che hanno sancito come artigiani e piccole imprese senza un’autonoma organizzazione dei fattori della produzione non debbano pagare l’Irap, continua a mancare un provvedimento di legge che li escluda definitivamente dall’applicazione, evitando gli attuali contenziosi.

Le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici si sono dimostrate fin da subito uno strumento efficiente ai fini ambientali e, innescando un circuito virtuoso, un robusto sostegno all'economia. Purtroppo, la parte più utilizzata di queste agevolazioni è stata inspiegabilmente tagliata dal 65 al 50 per cento della spesa, rendendo quindi la misura molto meno attrattiva per chi volesse utilizzarla.

L’Imposta sul reddito d’impresa (Iri) consente anche a una ditta individuale, a una società di persone, a un artigiano o a un commerciante di pagare le tasse separando il reddito d’impresa da quello personale, come già avviene per le società di capitali, permettendo un giusto risparmio fiscale ed evitando discriminazioni tra imprese. Tutto sembrava pronto per l’entrata in vigore l’anno prossimo. Ma nel disegno di Legge di Bilancio 2018, ora all’esame della Camera, è previsto lo slittamento di un anno del provvedimento.

Il nuovo regime di cassa per la determinazione del reddito in contabilità semplificata interessa 2,2 milioni di imprese. Imprese che hanno chiesto di pagare Irpef e Irap solo sui redditi incassati. Ma senza la possibilità di riportare le perdite all’anno successivo questo non è possibile.

"Tutte le Cna d’Italia - spiega Francesco Balloni, direttore generale della Cna di Ascoli Piceno - hanno deciso di sensibilizzare l’opinione pubblica con una grande campagna, simultaneamente, a mezzo stampa, radio, tv, social media. Un’azione forte e d’impatto, contraddistinta dalla sigla: #bastablabla con tanto di sito dedicato www.bastablabla.cna.it. E questa è solo la prima iniziativa di una mobilitazione che, da adesso e fino a quando le nostre istanze non verranno prese nella giusta considerazione, coinvolgerà tutto il sistema nazionale dell'artigianato e delle Pmi".


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