Lavoro

Cgil: Marche, aumentano i contratti attivati, ma il lavoro stabile ormai è una chimera

02 Marzo 2018

Nelle Marche, il crollo dei contratti a tempo indeterminato registra percentuali di quasi il doppio più alte rispetto al dato nazionale e molto al di sotto delle regioni del centro Italia.

La nostra regione risulta essere la terza peggiore tra tutte le regioni d’Italia.

Gaetano Amici

02 Marzo 2018 11:12

Giuseppe Santarelli

Ancona - L’analisi dei dati diffusi dall’Osservatorio sul precariato dell’INPS ed elaborati dall’IRES CGIL Marche, relativi all’anno 2017, mettono in risalto le distorsioni evidenti del mercato del lavoro regionale, in presenza di una ripresa consistente delle assunzioni.

Le assunzioni a tempo indeterminato sono state, nel 2017, 20.888, 3.500 in meno

(-14,4%) rispetto al 2016 e -21.724 (-51%) rispetto al 2015.

I contratti stabili rappresentano solo il 10,2% dei contratti attivati mentre, nel 2015, erano il 26,4% del totale dei contratti.

Aumentano significativamente le cessazioni dei contratti a termine (+30,5%) rispetto al 2016: segno evidente di un utilizzo indiscriminato di contratti a termine di brevissimo periodo.

Il saldo tra assunzioni e cessazioni da rapporti di lavoro a tempo indeterminato è negativo per 16.247 contratti cioè i licenziamenti di tempi indeterminati sono maggiori delle assunzioni.

Picco vertiginoso del lavoro precario con 153mila avviamenti a tempo determinato (+44,2% rispetto al 2016) e 21mila contratti stagionali: insieme, le due tipologie rappresentano ormai l’85% delle assunzioni complessive.

Si evidenzia, inoltre, la crescita dei contratti di apprendistato con 10.325 assunzioni (+1.993 rispetto al 2016, pari a +23,9%).

Nelle Marche, il crollo dei contratti a tempo indeterminato registra percentuali di quasi il doppio più alte rispetto al dato nazionale e molto al di sotto delle regioni del centro Italia.

La nostra regione risulta essere la terza peggiore tra tutte le regioni d’Italia.


dichiara Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil Marche -. Questo è un chiaro segnale che descrive il tipo di sviluppo che, nella nostra regione, si sta affermando: un’impresa che compete sul costo del lavoro non ha speranza di sopravvivere a lungo. Il sistema delle imprese ha scelto la strada sbagliata. Chi si candida a governare il paese deve capire che vanno reintrodotte le causali nel contratto a termine e ridotte le forme di lavoro non stabili. In sostanza, occorre tornare ad investire nel lavoro di qualità>.

Assunzioni nelle Marche (gennaio-dicembre)


 

2015

2016

2017

diff. 17-16

diff. 17-15

% 17/16

% 17/15

a tempo indeterminato

42.612

24.392

20.888

-3.504

-21.724

-14,4%

-51,0%

a termine

95.953

106.148

153.016

46.868

57.063

44,2%

59,5%

apprendistato

7.016

8.332

10.325

1.993

3.309

23,9%

47,2%

stagionali

15.626

15.178

21.023

5.845

5.397

38,5%

34,5%

TOTALE

161.207

154.050

205.252

51.202

44.045

33,2%

27,3%

Elab. IRES CGIL Marche - dati INPS


Cessazioni nelle Marche (gennaio-dicembree)


 

2015

2016

2017

diff. 17-16

diff. 17-15

% 17/16

% 17/15

a tempo indeterminato

45.518

37.198

37.135

-63

-8.383

-0,2%

-18,4%

a termine

87.472

88.540

125.991

37.451

38.519

42,3%

44,0%

apprendistato

5.550

4.749

5.648

899

98

18,9%

1,8%

stagionali

15.516

14.967

21.097

6.130

5.581

41,0%

36,0%

TOTALE

154.056

145.454

189.871

44.417

35.815

30,5%

23,2%

Elab. IRES CGIL Marche - dati INPS



Saldo assunzioni-cessazioni


 

2015

2016

2017

a tempo indeterminato

-2.906

-12.806

-16.247

a termine

8.481

17.608

27.025

apprendistato

1.466

3.583

4.677

stagionali

110

211

-74

TOTALE

7.151

8.596

15.381

Elab. IRES CGIL Marche - dati INPS


Assunzioni a tempo indeterminato in % sul totale


Tipologie Contratto

2015

2016

2017

a tempo indeterminato

26,4%

15,8%

10,2%

a termine

59,5%

68,9%

74,6%

apprendistato

4,4%

5,4%

5,0%

stagionali

9,7%

9,9%

10,2%

TOTALE

100,0%

100,0%

100,0%

Elab. IRES CGIL Marche - dati INPS





CLASSIFICA ATTIVAZIONI TEMPI INDETERMINATI

 

REGIONI

%

Campania

27,1

Sicilia

25,6

Calabria

24,8

Molise

20,9

Lombardia

19

Puglia

18,7

Basilicata

17,3

media nazionale

16,8

Lazio

16,7

Toscana

16,1

Piemonte

14,4

Abruzzo

14,3

Veneto

14

Umbria

13,4

Sardegna

13,3

Emilia Romagna

11,9

Liguria

11,6

Friuli Venezia Giulia

11,6

Marche

10,2

Trentino

8,7

Valle D'Aosta

7,9







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