Cronaca

Il Tribunale di Ascoli sommerso da cause di condominio: è il contezioso più pesante della Volontaria Giurisdizione

10 Marzo 2018

Oggi iniziamo un'inchiesta. La palude delle liti di condominio con storie vere che spesso oltre che sembrare vicende da scherzi a parte possono diventare drammatiche.

Gaetano Amici

10 Marzo 2018 19:01

Ascoli - Quella che iniziamo oggi è un'inchiesta che vi avvincerà, ne siamo certi. Sfido chiunque di voi a non aver detto almeno una volta nella propria vita: “questa è proprio un'ingiustizia”.

Bene se questa frase, se questo sfogo, lo trasferiste nella vita di un condominio, magari anche numeroso, si trasformerebbe di fatto in quello che accade nel tribunale di Ascoli Piceno e in quasi tutti i tribunali italiani.

A palazzo di Giustizia, nel settore della Volontaria Giurisdizione, che si occupa di varie tematiche sociali, il contenzioso più preponderante è diventato quello relativo alle liti di condominio.

Significa che il Tribunale civile è affollato da cause o procedure legate ai condomini. Tra queste, ad esempio, le richieste di revoca di amministratori di condomini e la nomina da parte del Tribunale stesso di un altro amministratore a posto del primo.


Arrivati a quest'ultimo punto chi abita in quel condominio dovrebbe sentirsi tutelato dal fatto che è stato un giudice ad aver nominato da un apposito elenco un nuovo amministratore. Ora tutto filerà liscio, direte.


Purtroppo il giudice si trova anche lui in una sorta di “palude”: nomina chi è iscritto nell'elenco del tribunale, ma non è detto che chi è iscritto in quella lista sia il miglior amministratore del mondo.


Prima di passare ad un esempio concreto diciamo subito che c'è un peccato originale che grava da sempre sugli amministratori di condominio: non hanno un ordine professionale come medici, avvocati, giornalisti, ingegneri, geometri, commercialisti etc.


Beh, è curioso, no? Perché c'è questa zona grigia in questa professione e nessuno che pensa a sanarla?

Perché gli stessi amministratori di condominio non si sono organizzati in un ordine professionale?


E' semplice, hanno preferito costituire un'associazione, l'Anaci (Associazione nazionale amministratori di condominio italiani). Per carità associazione rispettabilissima, ma ...C'è un ma.

E c'è una differenza sostanziale e di molto. Se un giornalista dovesse compiere un'azione contraria al proprio codice deontologico può immediatamente subire, in seguito ad un esposto all'Ordine, delle sanzioni disciplinari che vanno dalla sospensione temporanea dalla professione fino alla radiazione dall'Albo nei casi di grave condotta. Questo accade per tutti i professionisti che siano iscritti a rispettivi ordini professionali.


Le procedure degli Ordini sono tempestive, i tempi d'attesa per chi fa un esposto contro un iscritto sono al massimo di qualche mese.


Ora torniamo agli amministratori di condominio. Se è vero che da ultimo la legge di riforma ha aggravato certi provvedimenti “punitivi” nei loro confronti, pur tuttavia i tempi sono quelli della giustizia civile. E allora i tempi corrono … lenti.


Bene tutto questo porta nel paese del “Dittatore dello stato libero di Bananas” (è il titolo di un film del 1971 diretto e interpretato da Woody Allen). Lì, insomma, le leggi erano a maglie larghissime.


Questo è l'incipit di una storia vera, non il riassunto di una vicenda di “Scherzi a parte”.

Ad un amministratore, appena nominato dal Tribunale di Ascoli Piceno a posto di un suo collega, arriva una raccomandata da parte di uno studio legale che è stato attivato da alcuni condomini del palazzo del quale il nostro amministratore si è appena preso carico con nomina del giudice.


L'avvocato di questi condomini fa rilevare che un bilancio del condominio del 2015 riporta alcune date e relative somme diverse dalla verità. La risposta che l'amministratore nominato dal giudice dà allo studio legale è la seguente: “



In buona sostanza, l'amministratore nominato dal tribunale dice all'avvocato: “Guardi mando tutto per la rettifica del bilancio al vecchio amministratore, se poi debbo farlo io allora ci vuole un compenso straordinario”.

No, continuo a dire, non siamo su “Scherzi a parte”. Ok, avete ragione: questo amministratore nominato dal tribunale avrà anche imposto una tariffa maggiore per amministrare lo stesso condominio, si, insomma percepisce per fare il suo lavoro un compenso ben preciso, e più alto di quello precedente. E si, avete capito bene, per fare il suo lavoro pretende però qualcosa di più oltre il suo compenso. Va bene, l'ha nominato il tribunale. Ma allora può fare quello che vuole?


Ripeto è solo anticipazione di una lunga storia, ma vedrete che sui condomini e sulla loro vita avremo molto da raccontarvi e, se volete, mandateci le vostre storie, solo però se hanno i connotati, pur se vere, da “Scherzi a parte”.  


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