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Presentazione ufficiale per il Consorzio di tutela dell'oliva del Piceno Dop a Palazzo dei Capitani

26 Marzo 2018

Sarà intelocutore prioritario della Regione Marche per la promozione e valorizzazione dell'oliva tenera del Piceno e per moltiplicare la produzione in modo da dare maggiore efficacia alla filiera.

Gaetano Amici

26 Marzo 2018 23:14

Ascoli - Oggi, alla presentazione ufficiale del “Consorzio di tutela dell'oliva del Piceno Dop”, riconosciuto nei giorni scorsi dal Ministero dell'Agricoltura, c'è stata una dimenticanza: quella della menzione d'onore per i “caduti” sul campo nella lotta alla qualità e all'affermazione del brand oliva Dop del Piceno: parliamo del prof. Leonardo Seghetti.


Vittima sacrificale di certe lotte di territorio, Seghetti s'è dovuto sorbire anche un'indagine penale perché sarebbe stato Presidente di un Consorzio illegittimo (soltanto per alcuni vizi burocratici). Leonardo Seghetti è stato prosciolto da quell'accusa capziosa, stimolata da interessi più che chiari.


Oggi però Seghetti si è lavato la mente col sorriso dei suoi occhi chiari riempiti di gioia solo nel citare le parole di Cleopatra, regina d'Egitto, che viene citata da una scrittrice americana mentre per la prima volta degusta in un mercato le olive del Piceno e ne elogia la squisitezza. E forse nel bagno di cultura da Plinio a Marziale e a Trimalcione Seghetti continuerà con la sua sapienza scientifica a fare da substrato alla crescita dell'attuale Consorzio.


Ora, dopo l'atto dovuto, torniamo alle possibilità che il presidente del Consorzio Primo Valenti ha descritto per chi vorrà investire in una ricchezza che parla piceno da oltre 2 mila anni. E dopo aver ringraziato colui che viene considerato il padre della Dop per l'oliva del Piceno: Francesco Lucidi, che insieme a Leonardo Seghetti si è adoperato a Bruxelles per l'ottenimento di questo importante risultato, frutto di un lavoro durato anni, Valenti ha detto che sarà compito del Consorzio promuovere l'oliva del Piceno Dop a livello nazionale e internazionale.

“Dobbiamo spiegare che l'oliva ripiena Dop si può fare solo con la tenera ascolana e solo nel nostro territorio: questa la missione principale del Consorzio – dice Valenti - Purtroppo la maggior parte dell'oliva ripiena fritta non è Dop. C'è quella industriale, poi quella delle paste all'uovo e dei ristoranti: dobbiamo convincerli ad utilizzare l'oliva tenera ascolana. Un ulteriore obiettivo è quello di fare la mappatura delle piante di tenera esistenti e favorire il reimpianto di nuove, rendendo la coltivazione remunerativa”.


In cinque minuti Ugo Marcelli, agronomo, componente del cda, e presidente di Cia Ascoli- Fermo, ha fatto un'analisi economica a dimostrazione della convenienza ad investire nella produzione di oliva tenera ascolana per gli agricoltori.


E ci sono poi le provvidenze dei Fondi Europei, il Psr (Piano di sviluppo rurale) varato dalla Regione Marche per la produzione agricola e per la promozione delle tipicità.

“Oggi la Regione ha nel Consorzio un interlocutore prioritario – dice la vice presidente della Regione Anna Casini - che per altro può partecipare a molti bandi del Piano di sviluppo rurale che prevede 160 milioni di euro per l'agricoltura nelle zone del cratere del terremoto. Marcelli prima descriveva il concetto di filiera e soprattutto di nuovo impianto. E il Consorzio è importante perché può partecipare a bandi di promozione ed è importante valorizzare non soltanto l'oliva ripiena perché è un frutto e quindi anche l'olio monovarietale che da esso si produce che oggi si può fregiare del marchio Igp. Altro fattore di rilievo è il paesaggio perché con l'impianto e il recupero di uliveti è chiaro che si cura del paesaggio che, è inutile dirlo, è antropico".

La Dop della tenera ascolana non riguarda solo Ascoli, ma anche Fermo e Teramo. "Con questi territori dobbiamo sfruttare la dop dell'oliva tenera ascolana anche per superare i disagi causati dal terremoto" ha concluso la vice presidente del Consorzio Isabella Mandozzi.


I rappresentanti della politica c'erano in folta schiera: per il Comune gli assessori Ferretti, Gibellieri e Lattanzi insieme al presidente del Consiglio comunale Marco Fioravanti e a fare le veci del sindaco Castelli l'assessore Gianni Silvestri che ha invocato l'unione in una squadra unica al di là dei colori a favore della promozione e valorizzazione del territorio. Discorso di fronte unito per il Piceno da parte dei deputati neo eletti Giorgia Latini (Lega) e Roberto Cataldi (M5S) e al senatore Giorgio Fede (M5S) (produttore in proprio di olio): tutti hanno dato la propria disponibilità alle necessità del Consorzio e del territorio.


Il Consorzio di Tutela è composto da: La Rinascita Srl Oleificio Silvestri Rosina, Cooperativa Case Rosse, Luca e Stefano Gregori dell’Olio Gregori, Bontà dei Colli, Migliori, Macelleria Clerici, il Boschetto, Laura Pisciella, Isolina Croci, Eccellenze Ascolane, La Bottega di Bruno, Luigi e Davide Tempera.  


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