Economia

Valentino Tega: 'Penso solo all'interesse di Ascoli, restiamo in maggioranza fino al termine della legislatura per far crescere la città'

30 Aprile 2018

'Picchio Gas era stata pensata come public company: tutti gli ascolani che avessero voluto potevano diventari soci della società del gas con quote da 50 o 100 euro e così avremmo potuto acquistare il gas a prezzo scontato senza ricarico sulla materia prima'.

Gaetano Amici

30 Aprile 2018 17:38

Valentino Tega

Ascoli – Al primo posto l'interesse di Ascoli, trasparenza, spirito di servizio nei confronti dell'Amministrazione comunale per concludere la legislatura e portare avanti le tante progettualità messe in campo per far crescere la città, sono i punti centrali sui i quali Valentino Tega ha basato la conferenza stampa per spiegare una volta per tutte quale fosse lo scopo della società Picchio Gas.

La vicenda della Picchio Gas, la società costituita lo scorso marzo da Valentino Tega e alcuni consiglieri comunali, ma inattiva, ha creato un polverone politico che ha costretto il sindaco Guido Castelli alla revoca delle deleghe assessorili allo stesso Valentino Tega.


La goccia che ha fatto traboccare il caso, dopo le censure in Consiglio comunale da parte del Pd con interventi dell'ex sindaco Roberto Allevi e dello stesso capogruppo Francesco Ameli, è stato il post di Piero Celani (Forza Italia), vice presidente del Consiglio Regionale per Forza Italia, su etica e politica.


Oggi Valentino Tega di fronte ai giornali ha spiegato in modo chiaro una storia che, a suo dire, è stata fraintesa con retroscena e prospettive del tutto inesistenti.


E, per far comprendere meglio la logica della costituzione della Picchio Gas, Tega ha ricordato il fatto criticato da alcuni al tempo della costituzione delle società partecipate sul gas.


“Ora non conviene a molti ricordare che sono stato io ad ideare quel progetto nel 2003 – dice Valentino Tega – Bene quelle società, hanno consentito di far entrare nel bilancio comunale quindi ai cittadini cifre enormi, parliamo di una suddivisione di utili intorno ai 90 milioni di euro di beni venduti che sono serviti a realizzare molti dei progetti in città e ci sono ancora altri 70 milioni in possesso della città. Forse molti cittadini non lo sanno, molti altri mi hanno espresso il proprio apprezzamento. Prima quando c'era il momento di prendersi dei meriti nessuno lo ricordava, ora che si dicono solo cattiverie si ricorda che le ho costituite io. Ne vado orgoglioso perché le partecipate erano state ideate per aiutare Ascoli. ”


“Io dal 2014 non seguo più le società partecipate che avevano uno scopo sociale. - spiega Tega - Tutti sanno che ero contrario alla vendita della Piceno Gas Vendita, ma quando si è in maggioranza si accettano dei compromessi perché l'amministrazione possa andare avanti nei suoi progetti, quindi Piceno Gas è stata ceduta”.


“Quando ci è venuta l'idea di costituire Picchio Gas il percorso era il medesimo, così come lo scopo: quello sociale. Abbiamo sentito diverse lamentele soprattutto da chi era in difficoltà nel pagare le bollette. Prima Piceno Gas Vendita veniva incontro ai pensionati con rateizzazioni. Tanti cittadini sono stati aiutati e la Piceno Gas ha dimostrato la sua vicinanza alla città soprattutto dal 2011 in poi, periodo post crisi. Bene, Picchio Gas, in attesa del libero mercato, era stata pensata come una public company, cioè una società costituita da tanti cittadini ascolani azionisti che con quote da 50 o 100 euro potessero incidere nella vita di Ascoli, fossero soci in questa società per avere sconti e acquistando il gas a prezzo di costo, senza ricarichi sulla materia prima, perché una società del gas può sopravvivere solo con il fisso che percepisce dalla bolletta: Picchio Gas avrebbe offerto un servizio “senza fini di lucro” cioè ripagando solo il costo di esercizio per le spese generali della società magari anche potendo creare qualche posto di lavoro in più, che di questi tempi non è poco”.


“Guardate - continua l'ex assessore Valentino Tega – dopo il Consiglio comunale il Sindaco ci ha chiesto di recedere dalla società cosa che ho fatto. Ma non ho fatto un passo indietro dimettendomi perché sembrava quasi ammettere una colpa che non avevo commesso: una società inattiva non ha nulla di immorale né di illegale. Si parla di violazione della privacy per gli elenchi delle famiglie. E tutte le società sul mercato hanno questi dati. E tutti sanno che ogni famiglia ascolana ha un contratto del gas, di quale privacy si parla? Ho atteso quindi che Guido Castelli mi revocasse le deleghe”.


L'uscita pubblica di Piero Celani ha inciso nelle scelte del sindaco? “Beh, - dice Tega – il Sindaco di norma decide al di là di certe dichiarazioni. Credo però che ci sia stata una spinta politica e magari anche economica. Comunque per quanto riguarda le dietrologie politiche ho chiesto ai consiglieri a me vicini di rimanere in maggioranza e continuare a lavorare per il bene della città. Quando sarà ora di rinnovare l'amministrazione vedremo cosa fare: ora l'importante è l'interesse di Ascoli”.


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