Cronaca

Combattiamo contro 'l'evoluzione dell'ignoranza': vaccinarsi vuol dire avere senso di responsabilità verso i propri figli e verso gli altri

13 Settembre 2018

Mostrarmi in pubblico è una scelta combattuta, ma sono convinto che gli esempi possano far tornare la lucidità nella mente di tanti che dai social network pensano di avere il Vangelo per ogni situazione. Una volta non avevamo la fortuna di avere un certo tipo di vaccini e oogi che la scienza ci ha dotato di questa ricchezza diamo credito alle fandonie.

Gaetano Amici

13 Settembre 2018 10:32

Ascoli - Oggi più che mai per combattere e vincere quella che io chiamo “evoluzione dell'ignoranza” occorrono esempi e informazioni. Dunque non è certo per protagonismo, anzi questo gesto pubblico mi costa molto, che mi sono fatto riprendere mentre al servizio vaccinazioni, che fa parte del servizio “Prevenzione delle malattie infettive degenerative”, del quale è responsabile il dott. Claudio Angelini, all'ex Gil, mentre mi fanno la cosiddetta antitetanica. Si tratta del vaccino contro il Tetano, patologia che se non presa in tempo porta ad una morte orribile con spasmi muscolari dolorosissimi che alla fine bloccano la respirazione e si giunge al decesso.


Ho scoperto ora che in tutte le occasioni che da giovane mi hanno portato a farmi curare ferite in ospedale mi venivano fatte iniezioni di immunoglobuline che hanno la durata di 30 giorni come difesa immunitaria. I medici naturalmente invitavano poi a fare il ciclo di vaccinazioni che per un motivo o per un altro poi in realtà molti, come nel mio caso, non fanno.


Il ciclo vaccinale, che dà una salvaguardia dalla malattia di circa il 100 per cento, comprende la prima iniezione e altri due richiami a distanza di periodi ben precisi.


Al servizio Prevenzione potete andare a richiedere la vostra tessera vaccinazioni: è riportata li tutta la vostra vita vaccinale.


Ed è proprio richiedendola che ho scoperto di non essere mai stato vaccinato contro il Tetano.


Il servizio di rilascio della tessera è stato immediato e nell'arco di un quarto d'ora mi hanno praticato la prima inoculazione. So che molti hanno paura dell'ago, ma vi assicuro che al Servizio vaccinazioni ci sono “mani sapienti”. Io non ho quasi avvertito nulla.


Diciamo che mi sono sentito un po' ringiovanito visto il pubblico in attesa: c'erano due gemellini di circa 1 anno (vado ad occhio), qualche bimbetta di pochi mesi. Tutti accuratamente sbaciucchiatati da mamme e nonne. Uno dei gemellini se la rideva alla grande dopo il vaccino e mostrava con spavalderia il cerotto sulla coscia che copriva la puntura.


Perché la scelta di mostrarmi in prima persona? Beh perché sono ormai stanco di sentire falsità sui vaccini, sulla loro pericolosità. E vi parla uno che ha avuto un padre poliomielitico. Insieme ai Bonelli, agli Speranza costituiva lo zoccolo duro dell'insegnamento per generazioni di ascolani presso la scuola Malaspina. Lui, un pacifista, oggi a sentire quante fandonie che vi vengono raccontate da certa politica, sui social, avrebbe imbracciato un mitra per fare piazza pulita di queste gravi attività contro la salute della gente: un vero attentato.


Un giorno dopo un Consiglio comunale ad Ascoli Piceno, proprio su questo tema per il quale si adombrano gli interessi delle famigerate case farmaceutiche, rivolsi ad un consigliere comunale fervente assertore del No Vax una domanda “primordiale”: un'industria farmaceutica guadagna di più se la malattia c'è o se non c'è?


Il suo sguardo basito mi fece comprendere di aver colto nel segno. Non ci fu risposta, quanto meno cercò di scantonare su altra strada. Perché questa domanda? E' semplice rispondere: per un'influenza, ad esempio, quanti antipiretici, antinfiammatori, antibiotici (anche se non servono la genti li vuole) verrebbero venduti? E quanti soldi verrebbero incassati? Con il vaccino antinfluenzale, ancorché vi beccaste l'influenza, il più delle volte sarebbe molto blanda, spesso solo un senso di malessere, tutti questi farmaci rimarrebbero nei cassetti. E non si può paragonare il costo di un vaccino contro la spesa in questa serie di farmaci.


Oggi poi si arriva alla recrudescenza di morbillo che miete addirittura vittime. La nazionale di pallanuoto, il nostro famoso Settebello proprio per il morbillo l'anno scorso fu costretta ad andare ai mondiali di Budapest senza tre titolari.


Vaccinarsi è un'azione civile e di grande responsabilità verso coloro che non possono farlo a causa di alcune patologie (gli immunodepressi) e sono quindi facilmente attaccabili da germi patogeni.

Se vaccino mio figlio che va all'asilo o alle elementari, oltre a proteggere lui da certe patologie, proteggo anche questi bambini molto più esposti alle malattie di un bimbo “normale”. Io sono fortunato perché, visto che allora non esisteva il Morbillo, me lo sono beccato a 31 anni. E' stata davvero un'esperienza da dimenticare. E mi è andata bene perché non sono rimasto cieco (può essere una delle conseguenze) e ve lo sto qui a raccontare. Dopo il periodo di esplosione della malattia mi ci volle un mese per riprendere le normali attività. Riflettete gente, riflettete.








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