Politica

#marcheuropa a Fermignano: difendere l'UE con il dialogo e la crescita

27 Ottobre 2018

Seconda tappa dei seminari formativi dedicata al futuro dell'Ue , alla politica di coesione e al rapporto con i territori. Nel prossimo bilancio europeo sfide e opportunità da cogliere per le Marche con fondi per la ricostruzione e un nuovo modello di sviluppo.


La redazione

27 Ottobre 2018 07:22

Fermignano - Difendere l'Europa con il cambiamento, rafforzando il dialogo con i territori e cogliendo le opportunità di crescita offerte dai fondi Ue. E' il principale messaggio emerso oggi a Fermignano, nel secondo appuntamento di #marcheuropa, il ciclo di seminari formativi organizzato dal Consiglio regionale con l'Istao, dedicato per la terza edizione a “Le parole del presente”. Al Museo archeologico del piccolo comune sul Metauro, dopo i saluti del sindaco Emanuele Feduzi, studiosi e amministratori, a pochi mesi dalle elezioni Ue e alla vigilia della presentazione del nuovo bilancio 2021-2027, hanno riletto la parola “Europa”, parlando di politica di coesione, programmazione e sviluppo.

Punto di partenza l'euroscetticismo, alimentato dalla crisi economica e dagli attacchi sovranisti alla credibilità delle istituzioni comunitarie. «L'Europa dobbiamo cambiarla, ma non sfasciarla. Abbiamo bisogno dell'Europa per stare al mondo, per poter competere con gli altri che sono fuori dell'Europa e che crescono a velocità molto più forte della nostra – ha dichiarato concludendo il seminario il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli - Abbiamo bisogno in questo momento di un governo che si occupi del bilancio europeo perché da lì arrivano le risorse per i territori. Non occuparsene significa rinunciare a tanti soldi, rinunciare a possibilità di investimento che servono alle Regioni per le infrastrutture, per il lavoro, per l'occupazione. Non ci possono essere distrazioni. Sull'Europa dobbiamo concentrarci e concentrare anche l'orgoglio italiano».


Un invito a difendere l'Europa è stato espresso anche dal presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo. «Dispiace – ha sostenuto Mastrovincenzo - che anche il nostro Paese, tra gli Stati fondatori, stia mettendo in discussione il concetto di Europa che ha garantito 70 anni di pace. Senza finanziamenti europei le regioni si fermerebbero. Ma ci serve un'Europa più coesa, più attenta alle disuguaglianze, alla lotta contro la disoccupazione, alla gestione dei flussi migratori in modo solidale». Un modello comunitario che va difeso, ma anche cambiato, intensificando il dialogo con i territori. «Un’Europa forte è la base del nostro futuro – ha confermato il vicepresidente Renato Claudio Minardi -, ma dobbiamo rilanciare il principio di sussidiarietà con scelte condivise. I primi protagonisti dell’Unione europea sono le Regioni che possono contribuire in maniera preziosa a irrobustire un’immagine che rischia di indebolirsi sempre di più».


Dal 2014 al 2020 la Regione ha potuto contare su 1.590,97 milioni di euro di fondi europei. A queste risorse si sono aggiunti circa 410 milioni per i territori colpiti dal sisma. «L’obiettivo delle Marche – conclude Minardi - è quello di aprire un canale di interlocuzione con Bruxelles sul Patto per lo Sviluppo, di cui entro novembre verrà siglata una proposta da far confluire nel bilancio regionale».

L'onorevole Paolo Giuliodori, deputato del Movimento Cinque stelle e componente della commissione finanze, ha ricordato gli ultimi provvedimenti adottati dal Governo, in particolare il Decreto Genova, per incentivare la ricostruzione post-sisma. «La mini-sanatoria contenuta nel decreto – sostiene Giuliodori - ha consentito di sbloccare molti progetti fermi per piccoli abusi. Stiamo lavorando per valorizzare il ruolo dei tecnici e anche la nomina del nuovo commissario per la ricostruzione è un importante passo avanti».

Sulle prospettive del progetto europeo, sul rapporto Europa-territori sono intervenuti nella sessione del mattino il professore Sergio Fabbrini, docente all’Università Luiss Guido Carli ed editorialista de Il Sole 24 Ore, Walter Cerfeda, Presidente IRES CGIL Marche, il Direttore Sviluppumbria Mauro Agostini e il Presidente Istao Pietro Marcolini. La tavola rotonda del pomeriggio, alla quale è intervenuto in videoconferenza da Bruxelles Gianluca Spinaci del Segretariato del Comitato delle Regioni dell'Ue, è stata dedicata al nuovo bilancio europeo 2020-2027 e alle opportunità che la prossima programmazione offrirà alle Marche, soprattutto sul fronte della ricostruzione e della creazione di un nuovo modello di sviluppo.  


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