Salute

La Pneumologia dell'Area Vasta 5 specializzata nell'interventistica e attrattrice di risorse economiche da fuori regione

01 Febbraio 2019

Il primario facente funzione Vittorio D'Emilio crede nella squadra tra medici ed infermiere enella multidisciplinarità. Cita per questa formula vincente il suo maestro Riccardo Pela andato in pensione nel novembre 2018. Il servizio piceno specializzato nella Fibrosi Polmonare e nella diagnostica e terapia del tumore al polmone. 

Gaetano Amici

01 Febbraio 2019 13:14

Ascoli - Quando si parla di sanità tra la gente le parole chiave più gettonate sono pronto soccorso, infarto (quindi patologie cardiache), ictus e tumore.


Ma quella macchina complessa ed efficiente che è il corpo umano ci pone al cospetto di altre branche. Una di queste è la Pneumologia, dal greco (Pneuma = soffio) lo studio del respiro, quindi dell'apparato respiratorio.

E la considerazione di fondo è che si sta parlando di una parte del corpo essenziale: se non si respira si muore.

Era allora doveroso andare a capire quale fosse la qualità del Servizio di Pneumologia dell'Area Vasta 5 presso l'ospedale Mazzoni.



La percezione di qualità si sposa con lo storico responsabile della Pneumologia picena: il dottor Riccardo Pela, andato in pensione da qualche mese, novembre 2018. Il testimone è passato dallo scorso dicembre in buone mani, quelle del dott. Vittorio D'Emilio che attualmente ricopre un incarico di facente funzioni del primario. Lauretatosi con lode a Chieti, D'Emilio, oggi 45enne, si è poi specializzato in Malattie dell'apparato respiratorio a Ferrara con il prof. Papi.


Quella che sta operando oggi nella Pmeumologia dell'Area Vasta 5 è un'equipe consolidata, con un'età media sui 40 anni. Con l'attuale facente funzione di primario Vittorio D'Emilio ci sono il dott. Panella, le dottoresse Fioretti, Massacesi e Colella, infine il dott. Conte.


La cosa nella quale credo di più è la squadra – afferma il dott. D'Emilio – E' l'arma che ci consente di raggiungere gli obiettivi prefissati anche se al momento l'organico è al di sotto di circa due unità, primario compreso. Tuttavia l'equipe e le validissime infermiere, coordinate dall'impagabile Patrizia Angelini, con abnegazione e grande sacrificio si dedicano al miglio servizio per i nostri pazienti, sia in ambulatorio che in reparto. Attualmente abbiamo 20 posti letto di cui 4 sono di terapia semi intensiva e 2 di isolamento respiratorio, il day hospital oncologico con il quale seguiamo circa 45 pazienti con il tumore del polmone con trattamento chemioterapico o immunoterapico e in più abbiamo l'ambulatorio pneumologico e il servizio di endoscopia toracica aperto due vole la settimana”.


Dott. D'Emilio, lei arriva ad Ascoli Piceno dalla Specializzazione della Scuola di Ferrara cosa ha trovato al Mazzoni?

“Guardi, senza nulla togliere a quanto ho appreso a Ferrara, ma io ho avuto una grande fortuna arrivando all'ospedale Mazzoni, qui ho trovato il mio vero maestro. – dice D'Emilio, mentre gli occhi gli si illuminano – Dal 2005 è stato il dott. Pela, un grande medico con il quale ho avuto il piacere e l'onore di collaborare per oltre 13 anni qui ad Ascoli, che mi ha reso ciò che sono oggi professionalmente. Grazie a lui abbiamo approfondito tecniche di Pneumologia interventistica, di fisiopatologia, gestione del paziente con tumore del polmone, oltre che patologie più diffuse ma ancora sotto diagnosticate come l'asma e la Bpco (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva)”.


Quando si parla di Pneumologia interventistica a cosa ci si riferisce?


Si tratta di tecniche mini invasive – spiega il dott. Vittorio D'Emilio - come broncoscopia flessibile o rigida, e toracoscopia, che ci permettono di prelevare campioni di tessuto polmonare per avere poi una diagnosi istologica senza ricorrere al chirurgo. Riusciamo quindi a formulare una diagnosi con tempi di degenza bassi evitando l'intervento chirurgico”.


L'Unità operativa di Pneumologia dell'Area vasta 5 è tra i servizi che attraggono pazienti da fuori regione?


Si, noi gestiamo oltre ai pazienti del Piceno anche tanti – dice D'Emilio – che vengono dall'Abruzzo. Soprattutto per la diagnosi della fibrosi polmonare e per quelle di tumore del polmone”.


Fibrosi polmonare, di cosa si tratta?


E' una patologia emergente. - spiega il primario di Pneumologia – Quando mi stavo specializzando si parlava di una patologia estremamente rara, oggi invece è una patologia fibrosante ad andamento progressivo”.


Cosa comporta la Fibrosi polmonare?


Comporta una progressiva sostituzione del polmone da parte di tessuto fibroso e quindi alla fine provoca l'insufficienza respiratoria ad andamento evolutivo, fino ad arrivare alla morte del paziente. E non c'è una causa unica identificata. Ci possono essere cause genetiche e ambientali per lo sviluppo della malattia. Oggi per fortuna - dice il dott. D'Emilio - abbiamo a disposizioni delle terapie antifibrosanti che riescono a rallentare la progressione e migliorare la qualità della vita e ridurre le riacutizzazioni della malattia. Per poterle prescrive si deve fare una diagnosi molto precisa. E' fondamentale la precocità della diagnosi perché più precoce è la diagnosi maggiore è la sopravvivenza del paziente. La Fibrosi polmonare si riscontra dopo i cinquant'anni. I sintomi sono del tutto aspecifici come tosse e affanno. Per avviare il percorso per una diagnosi occorre un controllo radiologico e una successiva Tac (Tomografia assiale computerizzata, ndr) E' importante non sottostimare i sintomi: una tosse persistente va indagata così come una dispnea, un affanno che non abbia una matrice cardiaca”.


I dati statistici nel territorio piceno per questa patologia quali sono?

Attualmente noi stiamo gestendo nel nostro ambulatorio -afferma lo pneumologo - circa 65-70 pazienti in terapia con farmaci antifibrosanti”.


E per il tumore al polmone qual è l'agente scatenante?


Per il tumore al polmone – afferma D'Emilio – il fumo di sigarette resta la causa determinante della patologia. E noi nel nostro Servizio facciamo una gestione terapeutica del tumore al polmone, non ci limitiamo all'approccio diagnostico, ma diamo una continuità assistenziale al paziente durante le varie fasi della malattia. Seguiamo il paziente a 360 gradi, dalla diagnosi alla terapia. Ora stiamo curando molto la collaborazione con li oncologi in modo tale da migliorare ulteriormente l'approccio con il paziente. Credo molto nella multidisciplinarità quindi ritengo necessario il medico che si prenda in carico il paziente ma poi ascolti un pool di specialisti in modo tale da garantire il meglio per lui.


Quanti sono i casi di tumore al polmone nel nostro territorio, c'è stata una variazione nell'arco degli anni?

No, non ci sono state grandi differenze – chiarisce il dott. D'Emiliosiamo sulle 150 diagnosi l'anno, quindi di fatto una statistica sostanzialmente stabile. Quindi le condizioni ambientali, anche se compartecipano, non hanno generato cambiamenti, resta, come dicevamo, il fumo la causa scatenante”.


Entro quest'anno, l'incarico di primario facente funzione del dott. D'Emilio scade nel prossimo mese di dicembre, nel frattempo immaginiamo che la Direzione di Area Vasta 5 stia già programmando di indire un concorso per il primariato di Pneumologia oltre che “l'acquisto” di un altro pneumologo per la Pneumologia del Piceno.



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