Lavoro

'QuakeLab Center Vettore', tavola rotonda presso l'Unione Montana del Tronto e Valfluvione su 'azioni per contrastare la marginalizzazione e lo spopolamento'

04 Febbraio 2019

Un progetto da 20 milioni di euro per creare nel Piceno un centro di ricerca con prerogative internazionali su temi sismici e prove sui materiali. Legati al progetto anche aspetti turistici per creare nuovi flussi nelle aree interne. Fino ad ora sono 8 i Comuni che hanno sottoscriito il progetto recepito dall'Istao nel 'Patto per la Ricostruzione e lo sviluppo'.

Gaetano Amici

04 Febbraio 2019 10:51

Ascoli - Da che mondo è mondo l'innovazione ha sempre dovuto combattere contro lo status quo per affermarsi. La difficoltà nel comprendere il cambiamento spesso ha giocato ruoli fondamentali per la crescita di una comunità, di un Paese.

A volte però, come accade in una reazione chimica, entra in ballo un fattore esterno, ad esempio il calore consente di accelerare la reazione chimica.

Nel centro Italia, nelle Marche in particolare, questo particolare enzima è il terremoto. Lo chiamiamo terremoto perché in questo termine oltre ad un'immagine imprescindibile che si associa, la terra in movimento sotto i piedi, c'è anche la sensazione, la forza onomatopeica di questa parola, l'impatto sonoro che questo fenomeno porta con sé: il botto, il rumore di vetri alle finestre, i mobili che fracassano sul pavimento.


Ora c'è un progetto presentato nell'arco della Strategie delle Aree Interne con una scheda recepita nel "Patto per la Ricostruzione e lo sviluppo"coordinato dall'Istao (Istituto Adriano Olivetti che si occupa di altra formazione): si chiama “QuakeLab Center Vettore”. Un progetto del valore di 20 milioni di euro, 16 milioni dei quali per acquisire tecnologie e attrezzature di ricerca sul tema sismico e sulle prove di materiali tra i più disparati.


Per approfondire il progetto si terrà presso la sede dell'Unione Montana del Tronto e Valfluvione (Zona Cartiera Papale ad Ascoli Piceno. Alle ore 17 una tavola rotonda dal tema:"Aree interne dell'Appennino Centrale: iniziative ed azioni per contrastare la marginalizzazione e lo spopolamento: il "Progetto QuakeLab Center Vettore".

Sarà condotta dal collega Mario Paci, saranno presenti, in quanto parti attive del progetto e delegati dai rispettivi Rettori, l'Università Politecnica delle Marche con gli ingegneri Stefano Lenci e Francesco Clementi, l'Università di Camerino con il Prof. Emanule Tondi, l'Università di Macerata con i docenti Mara Cerquetti e Mauro Saracco, l'Università di Urbino con la psicologa Sonia Arina. Saranno inoltre presenti l'arch.Gabriella De Angelis del CEDEUS Cile e l'ISTAO con il Direttore Giuseppe Sestili, e i sindaci del territorio.


Intanto possiamo dire che il progetto prevede la realizzazione dei laboratori di ricerca e prove nell'area industriale del Comune di Venarotta infrastrutturata dal Piceno Consind anni addietro.

Il progetto è stato approvato e condiviso da 8 Comuni dell'Unione Montana del Tronto e Valfluvione.

Purtroppo non potranno essere riconvertiti i capannoni industriali già presenti perché molte delle tecnologie ingegneristiche dovranno essere inserite contemporaneamente alla realizzazione delle fondamenta.


Si prevede l'occupazione di 24 figure delle quali 20 estremamente specializzate e 4 di servizio.


Il timore manifestato da alcune parti è quello di partorire la cosiddetta cattedrale nel deserto. Perché questo non avvenga, si dice, le aree interne debbono avere servizi che non facciano spopolare il territorio a vantaggio delle città e della costa.


Ecco allora che oltre all'arrivo di tecnici e ricercatori che saranno impiegati nella struttura l'apertura all'edutainment, cioè l'intrattenimento educativo riservato a cittadini e studenti.


Tutto ciò che si farà nel centro di ricerca avrà uno spazio “museale” per far comprendere i temi del terremoto, l'evoluzione sismica delle nostre zone, le attività per contrastare e convivere con una zona come quella dei Sibillini.


Insomma si sta parlando di un business collaterale e non marginale costituito da un turismo legato agli studi sulla sismologia. Per questo motivo sono già in corso relazioni con “Costa Edutainment”, il gruppo che gestisce, oltre all'Acquario di Genova, altri musei in Italia.

Dopo la ratifica della proposta di Masterplan "Patto per la Ricostruzione e lo sviluppo" predisposto dall'ISTAO e deliberato dalla Giunta e dal Consiglio Regionale Marche nello scorso dicembre 2018, come Unione Montana del Tronto e Valfluvione congiuntamente alla Camera di Commercio Marche,con i presidenti Giuseppe Amici e Gino Sabatini, hanno ritenuto opportuno avviare una seconda fase di partecipazione ed informazione delle Comunità del territorio, ma più in generale di tutti gli stakeholders che sono stati coinvolti, che di fatto sono la ragione del progetto denominato QuakeLab Center VETTORE.
Il progetto prevede la costituzione di una Fondazione che avrà lo scopo di reperire risorse economiche per la realizzazione dei contenitori fisici, delle mura, dove inserire tecnologie e attrezzature innovative per la ricerca. Una Fondazione alla quale, oltre agli enti pubblici, possono partecipare le imprese.


“QuakeLab Center Vettore” è condiviso da tutti gli ordini professionali – dice Emidio Albanesi, tra i coordinatori del progetto - come nuova possibilità per tecnici di misurare progettazioni proprie che oggi in Italia vedono come punto di riferimento realtà uniche come l'Eucentre di Pavia. Con tutti i limiti di tempo nelle risposte di una struttura che in questo momento, ad esempio si sta occupando delle valutazioni di tenuta sul Ponte Morandi di Genova e altre strutture da valutare in Italia”.

“Il progetto – dice Giuseppe Amici - ha una dimensione inusuale per il nostro territorio, ma riteniamo che la nostra economia, la nostra società civile possano riprendersi e prosperare, maturando una nuova consapevolezza, quella di dover convivere con la presenza dei fenomeni sismici e quindi sapere cosa fare e cosa non fare, per tenere in sicurezza tutte le persone e le cose. La tavola rotonda di oggi, 4 febbraio 2019, si occuperà di inquadrare questo progetto anche in una logica di nuovo sviluppo, oltre che di ricostruzione e memoria dei fenomeni sismici nel territorio dell'Appenino Centrale.

Il Progetto in sé oltre che affrontare la tematica della conoscenza e della ricerca, considera la divulgazione e la didattica elementi fondamentali del percorso e quindi li racchiude all'interno di una ipotesi di Science Center in cui scienza e didattica costituiscano un attrattore, anche ai fini turistici della intera Area interna e dei Sibillini così ricca di beni culturali e ambientali, enogastronomia, tradizioni.

Una "fabbrica della resilienza" che con le Università punterà alla offerta di alta formazione e servizi tecnologici di alto livello per infrastrutture complesse come ponti, gallerie, viadotti, edifici strategici, dighe, che con gli Ordini Professionali e le Imprese consolidi ed incrementi il livello di competenze espresse dai professionisti dai tecnici e dalle maestranze, con le scuole e i territori formi quella consapevolezza necessaria alla resilienza delle comunità locali anche attraverso l'apprendimento ludico: l'edutainment". Ci sarà dunque modo di approfondire la conoscenza del progetto e della sua cornice di inquadramento, quella di contrasto della marginalizzazione e dello spopolamento verso la costa”.


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