Cronaca

Unione idrica Marche: la forza del contratto di rete

12 Marzo 2019

Se ne è parlato nel talk show 'Acqua potabile e servizi idrici' organizzato da Ciip, Astea e Tennacola. Nel 2018, le tre realtĂ  hanno dato vita a un contratto di rete con lo scopo di efficientare i servizi, abbattere i costi e condividere i problemi che interessano il comparto.

La redazione

12 Marzo 2019 12:11

L'unione fa la forza. Questo il messaggio lanciato nel Talk Show “Acqua potabile e servizi idrici” organizzato nella mattinata di domenica 10 marzo nell’ambito di Tipicità da Ciip, Astea e Tennacola, i gestori del servizio idrico in tre aree del centro sud delle Marche.

Nel 2018, le tre realtà hanno infatti dato vita a un contratto di rete, anche noto come “Unione Idrica Marche”, con lo scopo di efficientare i servizi, abbattere i costi e condividere i problemi che interessano il comparto.


Al talk show, sotto la conduzione del giornalista RAI Duilio Giammaria, hanno partecipato l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, il presidente della Ciip Giacinto Alati, il presidente del Tennacola Daniele Piatti, l’amministratore delegato di Astea Fabio Marchetti e il docente dell’Università di Camerino Gilberto Pambianchi.

“Siamo partiti dal basso - ha ricordato il Presidente della Ciip Spa, Giacinto Alati - per arrivare a un accordo di rete che interesserà la gestione dell'acqua potabile e della depurazione nell'ambito della quale c'è la criticità dello smaltimento dei fanghi. Dobbiamo conciliare l'esigenza di offrire un servizio migliore alla comunità con l'abbattimento dei costi, creare sinergie istituzionali e industriali per valorizzare la gestione del servizio idrico integrato”. “Ci siamo mossi dalla convinzione che fosse necessario parlare la stessa lingua e rappresentare un terzo della popolazione marchigiana – ha aggiunto Fabio Marchetti, amministratore delegato di Astea -. Il nostro statuto è però aperto anche agli altri gestori. C'è grande rispetto e massima fiducia tra le tre società”. Pienamente soddisfatto della sinergia operativa e istituzionale anche Daniele Piatti, presidente del Tennacola, che ha confermato la buona gestione avviata in tema di servizio idrico integrato dalle tre aziende.


Il professor Gilberto Pambianchi dell'Università di Camerino ha invece richiamato l’attenzione sui cambiamenti ambientali di questi ultimi anni. “La qualità delle acque di queste zone è ottima, ma i gravi periodi di siccità, i grandi stravolgimenti climatici e infine il terremoto hanno trasformato radicalmente lo scenario che ci circonda. Abbiamo serbatoi idrici naturali a 4 chilometri di profondità e un sistema geologico sensibile agli eventi sismici che hanno modificato e possono modificare la portata e la distribuzione dell'acqua in superficie”. Il professore ha sottolineato la necessità di ulteriori ricerche geologiche, coinvolgendo anche l’Umbria.


In merito a possibili sinergie istituzionali con la Regione Marche, è intervenuto l’Assessore all'Ambiente Angelo Sciapichetti “La risorsa acqua è una delle questioni future da affrontare”, ha detto Sciapichetti. “Le Marche hanno messo a punto una gestione idrica ottimale, ma ora bisogna guardare oltre. Abbiamo stanziato 40 milioni di euro e cofinanziato interventi per ulteriori 70 milioni, occorre rimettere al centro del confronto questo tema, che tocca molto da vicino quello del ripopolamento delle aree montane abbandonate dopo gli eventi sismici”.


Durante la mattinata è stato affrontato anche il tema della complessa gestione dei fanghi prodotti dai depuratori, 20 mila tonnellate che non possono piĂą essere trasportate in discarica. Il rappresentante del Tennacola Sergio Paolucci ha illustrato la strategia messa in atto dalla societĂ : "trasformiamo i fanghi in fertilizzante. In questo modo il fango da rifiuto diventa una risorsa perchĂ© risparmiamo costi di trasporto e smaltimento e miglioriamo in contenuto organico dei terreni agricoli. La nostra è una delle prime esperienze nel settore, è una applicazione concreta di economia circolare finalizzata al risparmio e al miglioramento dell'ambiente”. “Abbiamo speso 2 milioni di euro per lo smaltimento - ha aggiunto il presidente Alati - non esiste praticamente piĂą concorrenza”. Fabio Marchetti ha invece spiegato come Astea stia andando verso l'idea di un interlocutore unico: “dobbiamo essere riconoscibili mantenendo le nostre eccellenze”. 


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