Cronaca

Cittadino marocchino smascherato e denunciato dalla Polstrada: voleva superare l’esame per la patente di guida con una truffa

07 Agosto 2019

Riprendeva la schermata del computer dove erano visualizzati i test, trasmettendoli col cellulare ad alcuni complici posti all’esterno dell’aula e attendeva le risposte esatte comunicate tramite un secondo cellulare (collegato con un auricolare), nascosto anche questo sotto la maglietta.

La redazione

07 Agosto 2019 19:11

Ascoli - L’esame teorico per il conseguimento della patente, provato invano già due volte, doveva sembrare un ostacolo insormontabile per M.E.M , 32enne di nazionalità marocchina, da diversi anni residente nel fermano; lo straniero ha così pensato “bene” di truffare la M.C.T.C. di Ascoli Piceno con uno stratagemma semplice ma funzionale, purtroppo per lui vanificato dai mirati servizi di osservazione predisposti dalla Sezione Polizia Stradale di Ascoli Piceno, diretta dal Commissario Capo Luca Iobbi.

L’extracomunitario aveva infatti assicurato al petto con del nastro adesivo uno smartphone, praticando un piccolo foro sulla T-shirt in corrispondenza della videocamera; aveva poi, con lo stesso nastro adesivo, incollato sotto la maglietta un piccolo ricevitore audio collegato ad un auricolare miniaturizzato, inserito nell’orecchio.

Così preparato, si è poi tranquillamente presentato nei locali della Motorizzazione provinciale di Ascoli Piceno per svolgere l’esame teorico necessario al conseguimento della patente di guida per l’auto.

Durante l’esame, con la sua attrezzatura “fai da te”, riprendeva la schermata del computer della propria postazione dove erano visualizzati i test, trasmettendoli ad alcuni complici posti all’esterno dell’aula, attendendo poi che gli stessi gli fornissero le risposte esatte comunicandole tramite un secondo cellulare (collegato con un auricolare), nascosto anche questo sotto la maglietta.

I funzionari della Motorizzazione si erano però insospettiti per lo strano rigonfiamento che avevano notato sotto l’indumento e chiedevano l’intervento del personale della Polizia Stradale, che immediatamente accedeva nell’aula ove da poco si era conclusa la prova di esame.

Il maldestro truffatore non poteva fare altro che ammettere quanto aveva posto in essere, non potendo peraltro in alcun modo negare dal momento che indossava ancora, opportunamente occultati, gli apparecchi tecnologici necessari all’ indebito “aiutino” da remoto.

Per quanto commesso M.E.M è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno; ora dovrà quindi studiare un po’ meglio il Codice Penale, oltre a quello della Strada.


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