Economia

Centro Agro Alimentare del Piceno: la Regione torna a piĂą miti consigli, si va verso la vendita delle quote e non piĂą la liquidazione

27 Settembre 2019

Il sindaco Pasqualino Piunti: 'La volontĂ  dell'Ente, in merito al Centro Agro Alimentare Piceno, - dichiara Piunti - Ă¨ nella direzione giĂ  espressa con la deliberazione del Consiglio Comunale del 15 dicembre 2018, vale a dire l'alienazione delle quote di partecipazione (43,17%). Qualora la situazione di questa realtĂ  cambiasse e si presentassero situazioni di evidente beneficio verso la comunitĂ , noi non abbiamo il paraocchi. Ad oggi la posizione è quella dell'indirizzo dato dal Consiglio comunale appunto nel 2018'.

Gaetano Amici

27 Settembre 2019 10:35

Ascoli - Il Centro Agro Alimentare Piceno (Il 16 novembre 1997 il Centro Agro-Alimentare di San Benedetto del Tronto, fu il primo Centro inaugurato in Italia) sta vivendo una situazione travagliata. C'è un Collegio dei revisori che censura il bilancio, c'è il Pd in ambito regionale che picchia duro solo però da quando l'amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto è guidata dal centrodestra. Prima infatti il Centro Agro Alimentare era intoccabile, anzi, alcuni esponenti della giunta regionale definivano questa realtà strategica per rilanciare tutto il comparto agroalimentare del sud delle Marche.

Ora la luna di miele durata vent'anni per la Regione Marche è finita. Insomma ad Ancona si è parlato di dismettere le quote azionarie della Regione (33,875%), la liquidazione delle quote, una sorta di svendita che però penalizzerebbe l'azionista con quote maggiori nell'ambito di questa partecipata pubblico privata. Il Comune di San Benedetto del Tronto, infatti, detiene il 43,17% delle quote della società e in caso di “svendita” avrebbe un vero meteorite che si abbatterebbe sul bilancio comunale. E il sindaco di San Benedetto del Tronto Pasqualino Piunti in proposito ha idee chiare da tempo.

“La volontà dell'Ente, in merito al Centro Agro Alimentare Piceno, - dichiara Piunti - è nella direzione già espressa con la deliberazione del Consiglio Comunale del 15 dicembre 2018, vale a dire l'alienazione delle quote di partecipazione (43,17%). Stiamo attentamente valutando, sotto un profilo squisitamente legale, quali conseguenze produca la mancata o tardata dismissione delle quote, sull'esercizio dei diritti sociali, considerando che la stessa legge (Testo Unico Madia), prevede che l'eventuale mancata (o tardiva) cessione delle quote entro un termine stabilito non comporta la perdita delle prerogative di socio in tutti quei casi in cui l'oggetto sociale sia la gestione di spazi fieristici e l'organizzazione degli eventi connessi. Per questa tipologia di società, infatti, la dismissione delle quote non costituisce un obbligo di legge per i Comuni”.


“In realtà – spiega il sindaco Piunti – tutti i centri Agro Alimentari in Italia non hanno risposto alle aspettative che ne avevano determinato la creazione dagli anni '90 e in gran parte, anzi nella quasi totalità sono stati riconvertiti. Un esempio è quello di Bologna che lo ha riconvertito il Polo universitario. Quindi un ente responsabile deve cercare di produrre più benefici possibili da reinvestire per la propria comunità. Ed è quello che noi stiamo facendo. Naturalmente – chiarisce il Sindaco – qualora la situazione di questa realtà cambiasse e si presentassero situazioni di evidente beneficio verso la comunità, noi non abbiamo il paraocchi. Ad oggi la posizione è quella dell'indirizzo dato dal Consiglio comunale appunto nel 2018”.


E sul Centro Agroalimentare si era espressa in passato anche la Cgil del Piceno con Daniele Lanni, segretario generale della FLAI CGIL Ascoli Piceno, che diceva: “Abbiamo l’impressione che, a prescindere dalla vicenda in sé, sulla quale comunque insieme alla CGIL e le altre Confederazioni attendiamo sviluppi, i nostri amministratori a tutti i livelli, non abbiano molto a cuore il necessario rilancio del settore agroalimentare, che per anni ha costituito un settore nevralgico nell’economia del Piceno. Vogliamo ricordare che in questa provincia il settore agroalimentare ha sempre rappresentato un settore nevralgico e riteniamo necessario che la politica e gli amministratori, a tutti i livelli, riprendano questa strada – continua Lanni -. Ancora oggi solo Agricoltura e Pesca rappresentano in termini di occupati il 4% delle risorse del territorio, dato di maggiore rilevo nel panorama regionale. A cui vanno sommate le quasi 200 aziende che operano tra artigianato alimentare e industria alimentare, e che occupano migliaia di lavoratrici e lavoratori sul territorio, e si occupano della trasformazione, congelamento o conservazione dei prodotti della terra e del mare”.


E rispetto alle posizioni del Pd regionale del passato ora pare ci sia una conversione sulla “Via di Damasco”. C'è una mozione presentata dal capogruppo del Pd in Regione Fabio Urbinati che con una sua mozione del 29 aprile 2019 “IMPEGNA


Il Presidente e la Giunta regionale ad avviare le procedure finalizzate alla vendita delle quote di partecipazione detenute dalla Regione Marche nel Centro Agroalimentare Piceno di San Benedetto
del Tronto, al fine di scongiurare il rischio di un ulteriore riduzione del valore della partecipazione, stante la grave crisi finanziaria ed economica in cui versa la società partecipata”.


Ora lo stato dell'arte è il seguente: c'è l'imprenditore Luigi Sgattoni (Sgattoni Surgelati) che sta facendo fare una perizia perché come altri imprenditori privati è interessato alla struttura.


E c'è chi dall'interno del Centro Agroalimentare la le sue idee e scrive:


“Centro Agro-Alimentare Piceno:


Una delle più importanti realtà imprenditoriali del Territorio Piceno, per il settore Agroalimentare, è il Centro Agro-Alimentare Piceno (siglabile anche C.A.A.P.); circa 143.000 metri quadrati di spazi produttivi ubicati in una posizione altamente strategica, nelle vicinanze del casello autostradale A14, del raccordo autostradale Ascoli-Porto D’Ascoli e della S.S. 16 Adriatica. All’interno dell’area commerciale all’ingrosso e per servizi alle imprese, ampia circa 143.000 mq, nei Padiglioni Commerciali di circa 35.000 metri quadrati di superficie coperta, sono insediate circa 85 società, tra mercati di commercio all’ingrosso e strutture per servizi alle imprese, e vi operano oltre 600 persone.


La SocietĂ .

La Società “Centro Agro-Alimentare Piceno Spa” è la Partecipata Pubblica composta da 22 Soci, tra cui 7 Soci Pubblici (96%) e 15 Soci Privati (4%), a valere sul capitale sociale versato di €. 6.289.929,00.

Il Comune di San Benedetto del Tronto è l’azionista di maggioranza (43,17%) della Società Centro Agro-Alimentare Piceno Spa. Segue la Regione Marche con una partecipazione del 33,87%; poi la Provincia di Ascoli Piceno (6,96%), la Provincia di Fermo (5,34%), la Camera di Commercio Unica Regionale per le quote azionarie delle ex due Camere di Commercio di Ascoli Piceno e di Fermo (4,26%), ed il Comune di Monteprandone (2,37%).

Tra i Soci Privati, citiamo la Banca Intesa San Paolo (1,84%), il C.O.C.S. Consorzio Ortofrutticolo Commercianti Sambenedettesi (0,73%), ConfEsercenti Provinciale di Ascoli Piceno (0,12%), ConfCommercio Provinciale di Ascoli Piceno (0,06%) ed altri Soci.

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A contrastare il parere manifestato da chi sta fuori al suo perimetro, ecco il punto di vista di chi lavora all’interno.

Gli articoli di stampa a volte un po’ screditanti degli ultimi mesi hanno lasciato nei lettori un’immagine del Centro Agro-Alimentare San Benedetto del Tronto non sempre piacevole.

Eppure dall’interno proviene una voce diversa, animata dalle azioni e dalle speranze di tanti Imprenditori che lavorano ogni giorno fianco a fianco.

Imprenditori sempre piĂą numerosi, per di piĂą.

All’interno del C.A.A.P., si susseguono importanti eventi: dalla “Borsa del Turismo e del saper fare del Centro Italia, Mula –Marche Umbria Lazio Abruzzo”, ai numerosi eventi di formazione professionale, espansioni aziendali, ristrutturazioni e implementazioni tecnologiche che hanno vivacizzato il complesso aziendale e visto nascere nuove collaborazioni, attraendo sinergie commerciali nel Territorio Nazionale. Sono stati siglati diversi nuovi contratti di locazione e numerose prenotazioni delle aule didattiche per corsi professionali o convegni, nelle sale riunioni e nella sala convegni del palazzo “Servizi Generali- Direzionale”.

Tra le 85 Aziende insediate ci sono poi le “veterane”, quelle Aziende - quelle decine e decine di Persone! - che da 10 o anche da oltre 20 anni svolgono la loro attività in quel di Via Valle Piana 80, e i cui marchi sono diventati molto affermati in tutto il Territorio.

Ecco l’elenco delle ditte insediate, per dare un’idea al lettore delle attività che si svolgono al CAAP, e dell’importanza che questo luogo dovrebbe avere riconosciuta:

Ci sono i “Big”: Multicash (ingrosso commerciale cash & carry ), Piattaforma distributiva Gruppo Sabelli, Piattaforma distributiva CARNI Magazzini Gabrielli, Piattaforma distributiva “Le Farine Magiche del Gruppo Lo Conte”, Piattaforma distributiva dei vini del Gruppo societario “Ciu’ Ciu’”.

All’interno del Mercato Ortofrutticolo citiamo Marchefrutta, Ortenzi-L’Oro della Terra, La Solefrutta, Adriatica Funghi, Piceno Group, e tanti produttori agricoli diretti.

Al Mercato ittico invece ecco le Aziende Euromar, Blueshark, Acquamarina, Ittitalia, Ittica M&G, ItticaLP, Tefalda, Centro Ittico, Sea Fish, Ittica Piu’ e Ferrara Patrizia.

Poi, in posizione centrale, nell’edificio “Direzionale-Servizi Generali” che accoglie uffici per attività di servizi vari, consulenza, direzionali, doganali, e aule didattiche, sale riunioni e una sala convegni. Si citano: Uffici della Regione Marche: Servizio Ambiente ed Agricoltura; P.F. Programmazione e Struttura decentrata di Ascoli Piceno-Fermo (Presidio decentrato di San Benedetto del Tronto); Uffici della Regione Marche: ASSAM (Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche) - Fitosanitario (Provincia di AP); Servizi di certificazione, Controllo e Vigilanza; Servizi Doganali Antonelli Srl; Truck Mobil; CentroLab; Global Concept; I-Strategies; Adriatech; Piceno Formazione; Cia-Lab; Sinergie; Tekno Ma.De; IAL Marche; STR di Riccardo Rossi; le start-up della Società RedOrange, e molte altre.

La forza della sua posizione strategica e la stupenda cornice paesaggistica territoriale nella Riviera delle Palme nella quale esso è inserito sono qualità di grande valore, ma c’è molto di più che ha da offrire. Il CAAP ha remato contro venti avversi e maree per fare la sua parte ed alimentare il fiorire di opportunità commerciali nel Piceno, ed è riuscito a vincere la fiducia di chi è venuto a conoscerne la realtà personalmente.

Esso promuove da oltre venti anni servizi e produzioni locali principalmente sul territorio nazionale, ed è impegnato a fare altrettanto in questo nuovo anno, e a confermarsi come polo lavorativo e commerciale che dà valore e futuro ai suoi Conduttori.


LA VENDITA.

I Soci del C.A.A.P., in considerazione che le norme impongono ai Soci Pubblici l’alienazione delle rispettive quote azionarie, hanno deliberato la vendita in quanto non piu’ strettamente necessarie alle finalità istituzionali. Le procedure di vendita sono tutt’ora in corso e seguono le linee guida delle vigenti norme.

Indicativamente, il valore delle quote sociali/patrimonio netto residual di proprietĂ  del Centro Agro-Alimentare Piceno Spa, ammonta a circa 5,8 milioni di euro.


LE MISURE ADOTTATE.

L’attuale CdA di tre Consiglieri (il Presidente Dott. Roberto Giacomini/Commercialista, l’Amministratore Delegato Dott.ssa Francesca Perotti/Commercialista, mentre è in attesa di ratifica da parte dei Soci la nomina per cooptazione del Dott. Corrado Di Silverio/Imprenditore del setttore Agroalimentare, nominato al posto del dimissionario Vice-Presidente Luigi Travaglini) ha ereditato una situazione economico patrimoniale complessa, con alti costi di gestione ordinaria ed ulteriori costi per manutenzioni straordinarie, conseguenti alla vetustà del complesso immobiliare inaugurato a novembre dell’anno 1997, ed ha quindi messo in atto importanti azioni correttive. Alcuni spazi, non utilizzati da anni, sono stati messi a nuovo con formule contrattuali innovative, diversi sono stati dati in affitto. Molto richiesto l’uso per attività formative delle aule didattiche, delle sale riunioni e della sala convegni. Parallelamente sono state sviluppate azioni volte da un lato a dare servizi alle imprese che vi operano, dall’altro a creare occasioni di interesse capaci di proiettare l’attività del CAAP a livello Nazionale.


IL PIANO DI RISANAMENTO DEL C.A.A.P. (modificato al 28 giugno 2019)

Il Consiglio di Amministrazione C.A.A.P. ha implementato un Piano di Risanamento che costituisce una guida da attuare per riorganizzare il Centro Agro-Alimentare Piceno Spa (siglabile C.A.A.AP. SPA), per raggiungere un pareggio di bilancio e un successivo utile, pertanto oggetto di periodica revisione al fine di monitorare costantemente la situazione, valutare tutte le possibili variabili e raggiungere gli obiettivi prefissati. Tale strumento consente di raggiungere un assetto organizzativo ed un equilibrio economico – finanziario che consente di gestire sin d’ora qualsivoglia criticità e consente di essere uno strumento di allerta interno, al fine di tutelare l’azienda stessa, il proprio valore aziendale, la sua continuità ed il proprio patrimonio, nonché, conseguentemente tutelare i creditori.

Nell’attuale elaborato non sono stati modificati i dati relativi alla situazione storica, ma esclusivamente la parte descrittiva e numerica in riferimento agli anni 2019 – 2020 – 2021 a fronte di tali importantissime novità:

- Ampliamento del progetto fotovoltaico: realizzare tale opera su 15.000 mq dei tetti di copertura e su pensilini e per copertura di spazi fieristici, al fine di rendere il Centro Agroalimentare ad impatto zero e raggiungere l’autoproduzione stimata in circa 600-700 Kwp;

- Inserimento del Centro Agro-Alimentare Piceno nella Società Italmercati che è una Rete d’Imprese finalizzata a restituire centralità ai mercati Italiani e agli Operatori, garantendo l’accrescimento dell’impatto delle singole imprese attraverso una rappresentanza unitaria dei Mercati aderenti alla rete, nonché presso le istituzioni nazionali e comunitarie. Il tutto al precipuo scopo di ottenere il riconoscimento delle peculiarità e della funzione strategica di tutela e di controllo dei prodotti commercializzati nei Mercati agroalimentari nella filiera alimentare e distributiva nazionale e internazionale.

Il Dott. Fabio Massimo Pallottini, Presidente di Italmercati-Rete d’Imprese ha già presentato al Cda della predetta Società in data 25.06.19 e, di recente, il 6 agosto scorso nella Sala Consiliare del Comune di San Benedetto del Tronto il CAAP come prossimo membro che entrerà a far parte di questa importante rete a livello Nazionale e tutti i Soci hanno accolto la proposta in modo positivo. A breve completeremo la formalizzazione ufficialmente per l’ingresso ed esercitare in questa importantissima rete che oggi vanta ben 10 realtà importantissime.

Attualmente la rete di Italmercati, copre le seguenti città: Verona, Milano, Genova, Cagliari, Firenze, Catania, Padova, Napoli, Roma, Torino, Bologna. Osservando la penisola Italiana, emerge palesemente la posizione strategica del C.A.A.P., che si conferma anche tale, anche in questa circostanza. Saremmo gli unici su tutto il litorale Adriatico, garantendo così un molteplice sviluppo su vari settori;

- Collaborazione con il CAR, ossia il Centro Agroalimentare di Roma: leader in Italia per il suo mercato, ha proposto, proficui scambi commerciali per le nostre aziende. L’interesse emerge soprattutto per il mercato dell’ittico, ove loro a Roma hanno una forte richiesta in tale settore, promuovendo in tal senso un nuovo asse tra Roma – San Benedetto del Tronto – Balcani. Ovviamente tale progetto, consentirebbe uno sviluppo importante ed estremamente proficuo che potrebbe interessare non solo il settore ittico in tutte le sue fasi (lavorazione, produzione, prodotto fresco, congelato e semi lavorato ecc.) ma anche il mercato ortofrutticolo valorizzando i prodotti territoriali, dando la possibilità di creare una filiera che si potrà rivolgere ad un mercato più ampio e più strutturato. Infine, la valorizzazione del caap come snodo logistico per le piattaforme della GDO.

- Imu: tale imposta è sempre stata estremamente gravosa per il Caap. Ad oggi, si prospetta la concreta fattibilità, già attuata da altri mercati agroalimentari italiani di interesse pubblico, poiché creati con la legge del 28.02.86 articolo 11, comma 15, al fine di proporre una rettifica della categoria catastale da D ad E che permetterebbe di non pagare l’IMU. L’interesse pubblico del Caap emerge per molteplici motivi: sia per la propria funzione pubblica(presenza servizio pesa pubblica, servizi Doganali, Assam, mercato ittico ed ortofrutticolo per il loro ruolo, il banco alimentare, struttura che opera nel sociale, è ospitata gratuitamente dal lontano 2001.

Si aggiunge inoltre che in data 27.06.2019 è stato definitivamente approvato dal Senato il Decreto Crescita n.34/2019 che prevede a partire dall’anno 2023 l’esenzione IMU dei fabbricati industriali.


CENTRO AGROALIMENTARE PICENO: SVILUPPO 4.0 - alcuni cenni.


-Sviluppo dell’impianto fotovoltaico: consente di raggiungere l’autoproduzione di circa 600-700 kw. Si utilizzerà lo strumento del project financing.

-Spazio fiera: il CA.A.P. per la sua posizione logistica, nel Centro Italia e sullo svincolo autostradale, si presta con estremo favore per ospitare al contempo, eventi di ogni genere, come ad esempio: fiere e convegni. Lo spazio fieristico è tra le vocazioni del C.A.A.P., nonché attività promossa e svolta sin dalla sua origine.

-Creazione di un marchio di qualità sui prodotti del Centro Agroalimentare (ittico, carne e ortofrutta) che rispettano caratteristiche ben precise ed individuare un percorso per qualificare i prodotti individuati con il marchio “Centro Agroalimentare” in una filiera agroalimentare virtuosa, asse Piceno – Roma.

-Sviluppo piattaforma logistica agroalimentare. CAR Centro AgroAlimentare Roma e ITALMERCATI – Rete d’impresa

-Sviluppo settore Ittico, asse Piceno – Roma.

-Sabato Contadino al Centro Agro Alimentare: iniziativa che consente di sensibilizzare il consumatore finale offrendo prodotti del territorio, marchigiano ed abruzzese, tra i quali biologici, a km zero, integrali. Tale attivitĂ  che avrĂ  inizio il 14 settembre prossimo e si ripeterĂ  ogni secondo sabato del mese, organizzata grazie alla preziosa collaborazione della Coldiretti, Copagri, Cia e Confagricoltura ha lo scopo di avvicinare anche i bambini ad una educazione alimentare, infatti ogni sabato ci saranno eventi e laboratori didattici

-Il mercato quotidiano dei contadini, che si svolge dalle ore 05 alle ore 08 circa, può essere incrementato offrendo la possibilità di nuovi insediamenti agli imprenditori agricoli.

-Rifiuti: strutturare e migliorare la raccolta differenziata, sensibilizzazione all’ambiente e crearne un ciclo virtuoso recuperando gli scarti.

-Protocollo d’Intesa con l’Università di Camerino.

-Collaborazione con Legambiente per:

Formazione dei nuovi addetti del settore sulla normativa sugli ecoreati, attualmente la regione Marche è al 14esimo posto sul rapporto Ecomafia di Legambiente che racconta i numeri dei reati a scapito dell’ambiente, tra cui il settore agroalimentare

Attività didattiche nelle scuole del territorio per informare sull’importanza del settore dell’agricoltura nella lotta ai cambiamenti climatici;

Avallo sul percorso per qualificare e marchiare i prodotti di una filiera agroalimentare virtuosa;

Progettazione locale ed europea sui temi dell’agricoltura e le possibili innovazioni a partire dall’utilizzo di nuovi materiali a basso impatto ambientale.

Orto didattico per bambini

Orto affidato alla collettivitĂ : concedere gratuitamente un piccolo appezzamento a soggetti svantaggiati

Pollaio sociale: iniziativa già sviluppata in altre sedi in Italia, costruire un pollaio e fornire la possibilità di adottare una gallina che vive libera ed in spazi aperti e garantirne un quantitativo minimo di uova annuo; l’attività sarà affidata ad una cooperativa che ha per oggetto l’inserimento di soggetti svantaggiati.

Si precisa che Legambiente avrà a far data, un ufficio all’interno degli spazi amministrativi del Caap al fine di procedere in modo concreto ed efficace alle iniziative di cui all’oggetto.


La FUNZIONE PUBBLICA DEL C.A.A.P.

Inquadramento e natura del C.A.A.P. SPA in relazione ed in funzione del D.Lgs n. 175/2016 e succ. m.e i. (Legge MADIA sulle SocietĂ  Partecipate Pubbliche).

Il Consiglio di Amministrazione del C.A.A.P. ha di recente fornito ai Soci alcuni elementi di giudizio e degli spunti legislativi talmente chiari che nessuno possa aver alcun dubbio in merito alla funzione pubblica esercitata dal C.A.A.P.

Quanto affermato dal C.A.A.P. trae origine dall’art. 4, comma 7 del D.Lgs. n. 175/2016, come integrato dal decreto legislativo 16 giugno 2017, n. 100, che recita:

<

Pubbliche - …omissis… comma 7. Sono altresì ammesse le partecipazioni nelle società aventi per oggetto sociale prevalente la gestione di spazi fieristici e l'organizzazione di eventi fieristici ...omissis...>>.

Che il CAAP rientri in questa categoria è chiaro, evidente e non contestabile.

A sostegno di quanto affermato dal CdA C.A.A.P., è stata prodotta ampia documentazione,per i capi sotto riportati:


- la legge statale istitutiva dei Centri Agro-Alimentari Italiani, con le agevolazioni previste dall’art. 11, commi 15 e 16, della Legge 28 febbraio 1986, n.41 (legge finanziaria 1986), che al comma 16 dell’art. 11 recita:

<>;


-Regolamento del Centro Agro-Alimentare in uso dal 1997 e succ. agg., nel quale, all’art.1 – IDENTIFICAZIONE GIURIDICA DEL CONDOMINIO -

…..omissis…..3°punto) –“la gestione del Centro Agro-Alimentare all’ingrosso di interesse nazionale o regionale, di San Benedetto del Tronto, promuovendo, a tal fine lo sviluppo di azioni promozionali in ordine al funzionamento ed all’utilizzo di tale struttura”, compreso l’organizzazione, la gestione o comunque l’ospitalità per attività di Convegni, fiere, mercati promozionali agro-alimentari, eventi expo ed altri eventi, da svolgere all’interno dell’area CAAP (nel mercato ortofrutta, sulle aree esterne del Centro Agro-Alimentare o sulla Sala convegni e sale riunioni poste nel Palazzo Servizi Generali e Direzionale), in conformità all’oggetto sociale. .etc…omissis……


-Visura Camerale CCIAA del CAAP, dalla quale (alla pag. 12) si evincono le attivitĂ  esercitate:

1) GESTIONE AGRO-ALIMENTARE ALL'INGROSSO DI PRODOTTI ITTICI, ORTOFRUTTICOLI, CARNI, FLOROVIVAISTICI E SERVIZI INERENTI (dal 17/3/1997);

2) ORGANIZZAZIONE, PROMOZIONE E/O GESTIONE DI EVENTI, QUALI FIERE, CONGRESSI, CONFERENZE E MEETING, INCLUSA O MENO LA GESTIONE E LA FORNITURA DI PERSONALE OPERATIVO NELL'AMBITO DELLE STRUTTURE IN CUI HANNO LUOGO GLI EVENTI ;


3) PUBBLICITA', PROMOZIONE PUBBLICITARIA, ORGANIZZAZIONE E SVILUPPO, MARKETING PUBBLICITARIO E SERVIZI CONNESSI RIVOLTI ALLE IMPRESE DEL SETTORE AGRO-ALIMENTARE

classificazione ATECORI 2007 - Codice: 82.99.3 - servizi di gestione di pubblici mercati e pese pubbliche


-Parere dello Studio legale “BONURA /FONDERICO” sui Centri Agro Alimentari, fornitoci di recente da ITALMERCATI –Rete d’Imprese.


-delibera CdA CAAP del 11/07/2019, in cui al punto 6 OdG “ Inquadramento e natura del C.A.A.P. SPA in relazione ed in funzione del D.Lgs 175/2016 e succ. m.e i.”, nella quale il CDA ha deliberato l’elenco, le puntualizzazioni e le precisazioni delle funzioni e finalità pubbliche che il CAAP esercita fin dalla sua costituzione; (riferimento fonte: Atto pubblico notaio Francesco Barmann Rep. n. 39748 – Racc. N. 8834 del 05 luglio 1995 – Cessioni volontarie di terreni soggetti ad esproprio per fini di pubblica utilità. Il citato atto pubblico si allega alla presente lettera), tenuto conto che:

- con Decreto del Ministero dell’Industria, Commercio, Artigianato del 21 dicembre 1990, la società “Centro Agro-Alimentare Piceno S.c.r.l.” con sede in San Benedetto del Tronto, fu ammessa alle agevolazioni previste dall’art. 11, commi 15 e16, della Legge 28 febbraio 1986, n.41, a favore delle società promotrici di centri commerciali all’ingrosso e delle società Consortili con partecipazione maggioritaria pubblica, che realizzavano mercati agroalimentari all’ingrosso;

- con Deliberazione del Consiglio Regionale Marche n. 76 del 14 maggio 1987, è stata riconosciuta la rilevanza regionale del Centro Agroalimentare (ortofrutticolo –ittico) di San Benedetto del Tronto;

- con deliberazione Consiglio Regionale Marche n. 19 del 26 febbraio 1991, è stato espresso parere favorevole in ordine alla localizzazione nel Comune di San Benedetto del Tronto del mercato agro-alimentare all’ingrosso di rilevanza regionale;

-con una prima deliberazione del Consiglio Comunale di San Benedetto del Tronto del 3 luglio 1984, n. 184, esecutiva ai sensi di legge, venne approvato un primo progetto del Centro Agroalimentare di Porto d’Ascoli, ai fini della dichiarazione di pubblica utilità e d’urgenza e indifferibilità dell’opera per l’espropriazione, dando atto, nella medesima delibera, che al finanziamento di tutta la spesa necessaria sia all’acquisizione dell’area che alla costruzione della opera, avrebbe provveduto il centro agroalimentare, il quale venne altresì autorizzato a compiere gli atti necessari, tra l’altro, all’acquisizione dell’area;..etc…omissis……

- Accertato che il 16 novembre 1997 il Centro Agro-Alimentare di San Benedetto del Tronto, fu il primo Centro inaugurato in Italia tra quelli finanziati e realizzati con le agevolazioni previste dall’art. 11, commi 15 e 16, della Legge 28 febbraio 1986, n.41.

Per definirne l’inquadramento, si prende atto che il CAAP ha all’interno del proprio statuto:

1) la fornitura di servizi ad operatori del settore industriale, commerciale e terziario in generale e del settore agro-ittico in particolare;

2) la gestione del Centro Agro-Alimentare all'ingrosso, di interesse nazionale o regionale, di San Benedetto del Tronto, promuovendo, a tal fine, lo sviluppo di azioni promozionali in ordine al funzionamento ed all’utilizzo di tale struttura…etc.….

3) l’organizzazione, la gestione o comunque l’ospitalità per attività di Convegni, fiere, mercati promozionali agro-alimentari, eventi expo ed altri eventi, da svolgere all’interno dell’area CAAP, in conformità all’oggetto sociale.


In conclusione, per quanto sopra evidenziato e circostanziato, il CdA del C.A.A.P. ritiene provato che in capo alla Partecipata Pubblica C.A.A.P. SPA NON si applichino le norme di cui ai commi 4 e 5 dell’articolo 24 TUSP, e quindi non vi sia obbligo di recesso nè la perdita dei diritti sociali da parte dei Soci pubblici.

Esplicitando il concetto di cui sopra, i Soci non solo non sarebbero obbligati alla vendita delle quote del CAAP, ma conserverebbero tutti i loro diritti di Soci, tra i quali ovviamente quello di partecipare alle Assemblee”.



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