Cronaca

Il Patron Pulcinelli riduce un licenziamento ad un risparmio societario, la verità è un'altra e Giuliano Tosti resta socio ma non ha alcuna intenzione di fare più il presidente

22 Ottobre 2019

Marco Arturo Costantini mercoledi scorso trattato come un delinquente e spinto fuori dall'ufficio dopo che gli avevano cambiato password e l'accesso ai computer della società. L'Ascoli Calco 1898 spende 2 milioni di euro in più dalla campagna acquisti passata a quella recente e il suo obiettivo è risparmiare 100 mila euro all'anno sulla persona di fiducia di Giuliano Tosti dal punto di vista finanziario nella società. Pulcinelli rinnova l'appello a Tosti di tornare indietro sulla decisione.

Gaetano Amici

22 Ottobre 2019 20:45

Massimo Pulcinelli

Ascoli - “Le dimissioni del nostro Presidente, mi hanno colto abbastanza di sorpresa poiché arrivo ad Ascoli grazie a Giuliano Tosti e, oltre ad averglielo scritto ieri via Whatsapp, glielo comunico di nuovo perché credo corretto che per questa città, per questa società, per questa squadra di calcio e anche per questo progetto che lui possa tornare indietro sulle sue decisioni. - dice il Patron Massimo Pulcinelli - Non credo che il fatto di trovarci in disaccordo sul fatto che io volessi gestire la società da buon padre di famiglia riducendo un costo non fondamentale e trovandoci in disaccordo sul tema dopo quattro mesi abbiamo appunto preso all'interno del nostro gruppo questa decisione che dispiace fortemente in quanto sopprimere un posto di lavoro non fa piacere a nessuno, ma trovarci sulle pagine di ogni giornale e sicuramente sembra che sia accaduta la fine del mondo: trasferiamo la sede a Roma, non ho sentita di ogni colore, onestamente mi sembra quasi incredibile. Perciò il mio messaggio semplicemente rivolto a Giuliano Tosti, visto che ho iniziato questo progetto con lui, che possa ritornare indietro sulla sua decisione. Ovviamente è chiaro che se sarà irrevocabile saremo costretti a trovare delle soluzioni. Non possiamo chiudere qui il progetto Ascoli Calcio”.


In questo filmato le domande che abbiamo posto al Patron Massimo Pulcinelli (le immagini sono state riprese dalla diretta Facebook dell'Ascoli Calcio 1898)



Questo è l'esordio del Patron dell'Ascoli Calcio FC 1898. Ora però veniamo ai particolari della storia che cioè quella che è il vertice dell'iceberg, cioè il licenziamento in tronco del direttore finanziario dell'Ascoli Calcio, Marco Arturo Costantini.


Questa è una storia che non troverete scritta nella sua drammaticità e il Patron Pulcinelli ha preferito non farne menzione durante la conferenza stampa seppure più volte sulle modalità di licenziamento si sia fatto cenno.
Due persone mandate dal Patron Pulcinelli arrivano da Roma ad Ascoli Piceno mercoledì scorso e chiedono di parlare con il dott. Marco Arturo Costantini. Quest'ultimo pensava (da quanto alcune fonti ci raccontano) che si trattasse di dare seguito ad una trattativa o definirla proprio sul suo contratto con l'Ascoli Calcio: stabilire cioè piani o altre forme economiche per far risparmiare una decina di migliaia di euro all'anno alla società. Nulla di tutto questo al dott. Costantini i due personaggi romani, dei quali non conosciamo le generalità ma è certo che fossero li per conto del Patron Pulcinelli, hanno sottoposto una lettera di licenziamento in tronco al direttore finanziario dell'Ascoli Calcio.

Spinto fuori dalla porta della società. “Cacciatelo, mandatelo via, urlava una dirigente”. Questa drammatica situazione è accaduta di fronte ad altri dipendenti della società. Costantini si sarebbe rifiutato di firmare quindi accogliere il licenziamento. A quel punto ci sarebbe stata un'ulteriore azione. Sono state bloccate le password e ogni altra possibilità di far accedere il direttore finanziario ai computer. Insomma un'azione che di solito si compie per un dipendente infedele, colpevole di aver sottratto somme di danaro alla società. Ci si comporta così di fronte ad un delinquente. Ma Pulcinelli ci dice in conferenza stampa che Costantini è una bravissima persona. Alla faccia. Finisce tutto con la classica immagine che siamo stati abituati a vedere prima nei film, poi nella realtà della crisi americana dei mutui subprime: i dipendenti con una scatola in mano che escono dagli uffici. E' questa l'immagine dell'imprenditore che sostiene di aver creato, e per carità non lo contestiamo, 2 mila posti di lavoro?


L'aspetto umano di questa vicenda cozza con il mondo dorato del calcio italiano a tutti i livelli.

Pulcinelli nell'intervista ci dice che non ha mai comprato giocatori per due milioni di euro, noi gli abbiamo in realtà detto che risparmiare 100 mila euro in un anno quando da una campagna acquisti complessiva all'altra sono stati spesi 2 milioni di euro in più appariva poco credibile come risparmio. In realtà la storia del risparmio ci pare solo un pretesto per eliminare una persona di fiducia di Giuliano Tosti all'interno della società facendone un Presidente, quindi un responsabile legale, con solo responsabilità senza un controllo affidabile dal suo punto di vista e a nostro avviso più che giustificabile.



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