Cronaca

Il comitato d'innovazione strategica presentato in Comune parte con le migliori intenzioni per il rilancio non solo della città ma del territorio

25 Novembre 2019

Sulla base delle progettualità e delle esigenze da parte di tutti gli stakeholder non si dovranno più avere sovrapposizioni e quindi sprechi di risorse. Un rafforzamento di sinergia tra pubblico e privato diventerà terreno virtuoso per uscire dalla palude.

Gaetano Amici

25 Novembre 2019 01:16

Ascoli - La formalizzazione di una cabina di regia per lo sviluppo, cioè il Comitato d'innovazione strategica voluto dal sindaco Marco Fioravanti per coinvolgere tutti gli attori vocati al rilancio della città, del territorio, riunitosi all'Arengo, è la terapia da cavallo necessaria ed efficace per uscire dalla palude?

Gli appuntamenti avranno d'ora in pii avranno cadenza mensile.


Intanto si è tracciato un itinerario che prevede delle tempistiche. Il sindaco Fioravanti vuole concretizzare ascoltando tutte le associazioni, quindi dal basso tutte le istanze che poi verranno valutate per capire quale dovrà esser l'indirizzo di Ascoli Piceno per i prossimi 5 anni. Simone Mariani per Confindustria Centro Adriatico parla di un masterplan di medio lungo periodo per costruire il quale ci sarà l'affiancamento anche di intelligenze esterne.


E' una logica, quella di evitare la dispersione delle poche risorse presenti, che da tempo Angelo Galeati, presidente della Fondazione Carisap, va ripetendo. Lo ha fatto anche alla vigilia del piano pluriennale varato dalla stessa Fondazione. Non a caso c'è una voce, quella dello sviluppo economico, che ha un forte impatto nel triennio, una voce che prima non c'era.


In pratica si stanno piantando i semi di una particolare “pianta” che in questo territorio ha prodotto finora pochi frutti: la sinergia.


Un concetto coniato dagli antichi greci che vuol dire lavorare insieme, in modo più estensivo oggi è fare rete.


Battista Faraotti ha esemplificato in modo chiaro comportamenti che non faranno crescere. E' il caso della costa che si tiene stretti i turisti per non farli arrivare all'interno, non rendendosi conto che così facendo non si creano flussi economici di ritorno dall'interno verso la costa. E un altro esempio quello di un altro nemico giurato delle crescita: la burocrazia. In questo caso arriva l'esempio dell'Autorità di Bacino che finché era ad Ascoli ci si poteva ragionare, ora per fare interventi di allargamento di un'azienda ci vogliono anni. Così si perde economia e l'occasione di creare nuovi posti di lavoro.


Ecco se la rete sarà a maglie molto fitte sarà imbattibile, dentro potranno essere catturati “pesci” di tutte le grandezze, per rispondere ad ogni gusto.


Ora dipende dall'equipaggio di questo peschereccio appena varato che al momento di lanciare la rete si siano scelte traiettorie giuste perché la rete non si impigli nei soliti scogli e la barca non si areni senza portare a termine alcuna cattura.


Di esempi purtroppo ne abbiamo a iosa. Il progetto di riqualificazione dell'ex Sgl Carbon è per noi un caso di studio: battaglie politiche e fughe imprenditoriali. Alcuni ci hanno messo la faccia altri pur potendo impegnare risorse economiche di rilievo hanno preferito voltare le spalle.

Oggi l'on. Rachele Silvestri (M5S) assicura che forse entro l'anno il generale Vadalà farà partire il primo step di bonifica, quello della vasca di prima pioggia. Incrociamo le dita, perché tra l'altro proprio quella è una storia kafkiana tutta giocata su fronti opposti dalla politica come se le conseguenze economiche, quindi di occupazione, di tenuta delle aziende fosse interesse asiatico e non del Piceno.


Il presidente dei Commercialisti marchigiani, Carlo Cantalamessa, oltre ad evidenziare il completo appoggio a questa cabina di regia, ha suggerito di agire secondo visioni più ampie sulla stregua di quanto fatto da Barcellona e dal Trentino con una programmazione economica fatta sulla base di un marketing di alta qualità.


Con il sindaco Fioravanti all'incontro c'erano gli assessori Monica Acciarri, Massimiliano Brugni, Dario Corradetti e Nico Stallone, poi i parlamentari Giorgia Latini (Lega), Roberto Cataldi e Rachele Silvestri (M5S).






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