Lavoro

Le dichiarazioni di Simone Mariani a chiarimento del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulle nuove limitazioni per il contrasto alla diffusione del coronavirus

09 Marzo 2020

La redazione

09 Marzo 2020 20:02

Simone Mariani

Ascoli - Questi ultimi sono stati giorni complessi e di intenso confronto e collaborazione con il governo per la gestione e il superamento dell’emergenza sanitaria e della conseguente emergenza economica. I provvedimenti assunti, in particolare il DPCM di ieri, prevedono rigorose misure restrittive in particolare con riferimento a una area estesa del paese, un’area densamente popolata e soprattutto ad alta intensità industriale.


Con la scelta di derogare alle restrizioni per “comprovate esigenze lavorative” il Governo

riconosce l’importanza per l’intero Paese della continuità di tutte le attività economiche,

produttive e lavorative e testimonia la sensibilità verso il sistema economico e la

consapevolezza della sua centralità per garantire la funzionalità del paese, delle famiglie e

delle imprese.


Per questa ragione Confindustria ringrazia il Presidente del Consiglio, i ministri, i governatori delle regioni con cui è stato costante il confronto in questi giorni.


Il Presidente di Confindustria Centro Adriatico, Simone Mariani, ha lavorato durante il fine settimana in continuo aggiornamento con i colleghi del Sistema per giungere a dei chiarimenti per il sistema industriale ed essenziali alla continuità produttiva delle imprese che determina, importante ricordarlo, anche la normale prosecuzione di attività fondamentali come l'approvvigionamento di merci e servizi di prima necessità.


Nello specifico – dichiara Mariani - le nuove disposizioni non limitano gli spostamenti verso e di ritorno dal posto di lavoro, fatti salvo i presupposti del divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora, applicabile ai soggetti sottoposti a quarantena o risultati positivi al virus. Si evidenzia che gli spostamenti (in riferimento ai comprovati motivi di lavoro) sono consentiti anche da e verso l’esterno delle aree territoriali interessate.

In attesa di eventuali ulteriori disposizioni nel merito, che auspichiamo omogenei e di valenza nazionale onde evitare confusione, gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con opportuni mezzi come il cedolino paga, il tesserino di identificazione aziendale o anche una semplice dichiarazione del datore di lavoro su carta intestata che attesti l’esigenza del viaggio.

Inoltre le nuove limitazioni non determinano il blocco delle merci, in entrata e in uscita dai territori interessati e circolanti all’interno degli stessi. Pertanto, il personale addetto alla conduzione dei mezzi di trasporto potrà fare ingresso dalle aree richiamate e uscire da esse, per svolgere le operazioni di consegna o prelievo delle merci stesse. Anche in questo caso, le comprovate esigenze di trasferimento potranno essere oggetto di verifica da parte delle Autorità competenti, mediante l’esibizione di idonea documentazione, tra cui i documenti di trasporto o le fatture di accompagnamento. Suggeriamo comunque di adottare le seguenti misure di prevenzione e cautela nei confronti dei trasportatori, ovvero di limitare la discesa dai mezzi degli autisti e munirli di dispositivi medici a protezione di mani, naso e bocca, qualora il carico/scarico richieda la discesa dal mezzo rispettare, in aggiunta, la misura di sicurezza della distanza di un metro tra le persone e possibilmente di trasmettere in via digitale in anticipo al destinatario la documentazione di trasporto.


Secondo Confindustria occorre proseguire con l’azione di sostegno all’economia sia attraverso provvedimenti urgenti volti a gestire l’emergenza, che con le azioni quali quelle illustrate al governo nell’incontro di mercoledì scorso a palazzo Chigi per compensare l’arretramento della domanda privata, seguendo la linea di un piano di convergenza nazionale in un momento delicato della vita del Paese tra parti sociali, forze politiche, governo e istituzioni territoriali.


Ovviamente ci troviamo davanti a scenari del tutto nuovi dove occorrerà avviare una riflessione più profonda anche sul futuro della nostra economia. Per questo nelle attività di confronto con il Governo abbiamo proposto un piano massivo e straordinario che si snoda su sei grandi assi – dichiara il Presidente di Confindustria Centro Adriatico, Simone Mariani – e che prevede:


  1. il rilancio degli investimenti pubblici e delle infrastrutture, come primo motore della crescita economica da attuarsi attraverso un piano triennale che parta dall’avvio di tutti i cantieri e punti a realizzare tutte le opere programmate, anche attraverso l’introduzione di apposite misure di carattere organizzativo, tra cui la nomina di commissari straordinari e la costituzione di task force multidisciplinari di esperti, che supportino “in loco” le amministrazioni nell’accelerazione delle procedure;

  2. il raccordo di questo piano triennale all'interno di un piano pluriennale di valenza europea che garantisca anche con strumenti finanziari il sostegno delle infrastrutture in opera e che potrebbero esse stesse esserne (come nel caso di Eurobond) garanzia reale;

  3. misure volte a garantire liquidità alle imprese, come il potenziamento delle attività del Fondo di garanzia per le PMI, una procedura speciale che consenta alle imprese di dilazionare, in un maggior lasso temporale (10 anni) rispetto a quello vigente, il pagamento dei debiti tributari, prima dell’avvio di azioni accertative o esecutive, senza applicazione di sanzioni o ancora nuove linee di credito garantite da immobili aziendali e con il sostegno del succitato Fondo di garanzia;

  4. l’avvio di un nuovo e vasto programma di semplificazioni, per liberare, attrarre e fidelizzare investimenti tra cui, immaginiamo, un pacchetto di semplificazioni per liberare il potenziale di investimento necessario alla transizione energetica, alla decarbonizzazione e all’economia circolare;

  5. Il disegno di incentivi all’occupazione giovanile che rafforzino, rispetto a quelli attualmente previsti, la probabilità per i giovani di “imparare lavorando” e in tal senso uno sgravio totale dei contributi per cinque anni, a condizione che l’impresa medesima partecipi al sostegno economico della Fondazione ITS o concorra alle spese per la dotazione laboratoriale degli ITIS;

  6. infine, ma non da ultimo, un piano di azioni volte ad attrarre, stimolare e rilanciare gli investimenti privati, italiani ed esteri (InvestItalia), che includa misure di carattere fiscale, societario e finanziario. L’idea è, anzitutto, di dare continuità e sistematicità all’impianto agevolativo vigente, attraverso un accurato potenziamento degli incentivi fiscali.


L’obiettivo, in questa fase delicata, - conclude Mariani - è di recuperare senso e spirito di comunità nel Paese e pertanto resta l'appello al buon senso nell'adottare tutte le azioni e i comportamenti utili a limitare la diffusione del contagio. Per quanto riguarda le imprese ribadisco che Confindustria ha attivato sin dalle prime ore dell'emergenza una task force a disposizione praticamente h24 e che gli imprenditori che necessitano supporto in tal senso possono contattare i nostri uffici.”


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