Politica

Piergallini: 'Il Comune di Grottammare sospende le scadenze dei tributi comunali fino a dopo l’estate'

27 Marzo 2020

Naturalmente tra questi non è ancora compresa la tassa sui rifiuti, perché al momento non è stata inviata nessuna richiesta di pagamento né alle famiglie, né alle attività economiche. L’intenzione è quella di rimodulare le scadenze con una delibera di consiglio comunale, spostando anche queste a dopo l’estate.

La redazione

27 Marzo 2020 11:42

Enrico Piergallini

Grottammare - In questo momento di difficoltà economica per le famiglie e per le attività economiche, una dolorosa conseguenza dell’emergenza sanitaria, il Comune sta lavorando - dice il sindaco Enrico Piergallini - per cercare di attenuare quanto più possibile gli effetti negativi.

Le risposte che può dare un Comune sono limitate. Sono necessari infatti provvedimenti a livello nazionale sostenuti anche dalle Istituzioni internazionali.

La Giunta comunale, in collaborazione con l’Area finanziaria, ha predisposto una delibera per sospendere le scadenze dei tributi comunali fino a dopo l’estate. Si sta inoltre lavorando sulla possibilità di una riduzione dell’imposta sulla pubblicità e dell’occupazione suolo pubblico proporzionale al periodo oggetto di chiusura obbligatoria delle attività produttive.

Naturalmente tra questi non è ancora compresa la tassa sui rifiuti, perché al momento non è stata inviata nessuna richiesta di pagamento né alle famiglie, né alle attività economiche. L’intenzione è quella di rimodulare le scadenze con una delibera di consiglio comunale, spostando anche queste a dopo l’estate.

È da tener presente che la tassa rifiuti per legge deve coprire il 100% dei costi, per cui le richieste che informalmente sono giunte in questi giorni di cancellazione o riduzione della tassa per alcune categorie, come le attività economiche che sono costrette alla chiusura, potrebbero essere accolte soltanto in caso di provvedimenti adottati dallo Stato centrale.

Attualmente, se tali richieste fossero accolte, alleggerirebbero il peso che grava sulle attività economiche, ma esse avrebbero comunque ripercussioni sull'imposta pagata dalle famiglie. Parliamo di cifre molto alte: basti pensare che il costo per la sola raccolta di carta, plastica, umido e indifferenziato è di circa € 200.000 al mese.

Dobbiamo tutti comprendere appieno che le conseguenze economiche di questa emergenza sono di livello nazionale. Non esistono strumenti finanziari e amministrativi a livello comunale per affrontare una crisi di simili proporzioni.

Aspettiamo pertanto nuovi provvedimenti da parte del Governo a sostegno degli Enti locali, delle famiglie e delle attività economiche, sperando che recepiscano tutte le istanze presentate attraverso l’ANCI (associazione nazionale comuni italiani)


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