Cultura

La Liberazione di Cecco ora raccontata dalle tele di Riccardo Ferretti

13 Giugno 2020

Gli eori di quelle gesta furono Nello Massignani, Nando Massignani, Umberto Cavallo , Checco Bonelli e Cecchino Paci.  

Gaetano Amici

13 Giugno 2020 10:32

Ascoli - Per la liberazione di Cecco D'Ascoli (Francesco Stabili) Riccardo Ferretti, medico e artista ascolano trapiantato al nord, ha voluto rendere omaggio ai cinque ascolani autori dell'impresa.


Ho scoperto che Nello Massignani è poi stato il maestro alle elementari di mio padre. - dice Riccardo Ferretti - Alle Canterine (scuola Malaspina, ndr). Checco Bonelli poi era il padre di Vincenzo Bonelli, il più grande amico di mio padre.

Erano veterinari e avevano fatto elementari, liceo ed università insieme. Era anche stato il testimone di nozze dei miei genitori. Non si era mai in qualche modo immortalata la Liberazione di CeccoMi è sembrato così di riparare ad un torto verso quei giovani autori della spedizione...che andavano ricordati”.



La Liberazione di Cecco


Il 13 settembre 1864 il Consiglio comunale di Ascoli Piceno deliberò di erigere "un monumento a Francesco Stabili, detto Cecco d'Ascoli, bruciato vivo nella pubblica Piazza di Firenze nel 1327, per sentenza del Sant'Uffizio".


Trascorsero molti anni e malgrado ripetuti tentativi e alterne vicende, l'opposizione dei clericali e altri ostacoli ne impedirono la realizzazione. Oltre cinquant'anni dopo, il conte Roberto Fiocca-Novi, ascolano residente a New York, fondò un comitato raccogliendo tra i conterranei ascolani emigrati negli Stati Uniti d'America, i fondi necessari per realizzare l'opera.


La statua di Cecco d'Ascoli, in bronzo, fu realizzata dallo scultore fiorentino Edoardo Camilli. Alta 3,40 metri, fu scoperta il 28 giugno 1919 a New York e successivamente imbarcata sulla nave Pesaro con destinazione Genova per poi giungere ad Ascoli Piceno tramite ferrovia nel novembre dello stesso anno, cioè a 55 anni di distanza dalla delibera comunale del 1864.


La statua fu subito collocata sull'alto piedistallo in marmo che era stato predisposto ai giardini pubblici nelle vicinanze del Forte Malatesta (attuale piazza Matteotti), nel centro storico della città ascolana e lì rimase in attesa dell'annunciata cerimonia ufficiale di inaugurazione. Il monumento in realtà non fu mai inaugurato, con polemiche e continui rinvii, a causa della contrarietà della Curia che non vedeva di buon occhio l'esaltazione dell'eretico Cecco d'Ascoli, morto scomunicato dalla Chiesa.

Fino a che durante una rocambolesca spedizione notturna organizzata per "liberare Cecco", i teli che coprivano la statua furono rimossi da cinque giovani ascolani armati di scala e coltelli. Era la notte del 31 dicembre 1920.


Gli eroi


Nello Massignani (1891-1953) aveva 29 anni, Nando Massignani (1902-1999) aveva 18 anni, Umberto Cavallo (1901-1983) aveva 19 anni, Checco Bonelli (1896-1976) aveva 24 anni e Cecchino Paci (1895-1966) aveva 25 anni.  


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