Ambiente

Crisi idrica: attivazione livello di allarme codice rosso al 3° stadio con aggravamento per approvvigionamento idrico - sensibilizzazione delle utenze destinate ad attività pubbliche, commerciali e produttive

08 Luglio 2020

Guardate le immagini del filmato dalle quali capirete la situazione delle sorgenti in questo periodo.

La redazione

08 Luglio 2020 07:29

Il presidente Alati e il direttore Celani

Ascoli - La doglianza del presidente della Ciip Spa Giacinto Alati è che “nessuno ricordi nonostante questa crisi idrica che Ciip sta investendo 27 milioni di euro per la prima fase del nuovo acquedotto del Pescara che arriverà a vedere 100 milioni di euro di investimenti. Nessuno dice che in questo periodo la Ciip ha assunto per il turnover circa 65 persone. L'azienda sta cambiando volto. Basta parlarne male per convenienze politiche di bottega e elezioni locali o regionali in vista”.

Il presidente della Ciip Spa Giacinto Alati non fa complimenti quando si spara a zero senza motivi sull'azienda pubblica che oggi dà lavoro a circa 300 persone in modo diretto, fino a raggiungere le 1.000 unità con l'indotto.


I quattro i punti salienti della conferenza stampa nella quale Ciip Spa con il presidente Giacinto Alati, il direttore generale Giovanni Celani, l'ingegnere Carlo Ianni, responsabile dei lavori pubblici e il dirigente amministrativo Cesare Orsini hanno concordato: il fatto che l'acqua non c'è e si registra una crisi idrica come soltanto negli anni 1988-1990, che il terremoto ha modificato e in alcuni casi annullato la portata d'acqua delle sorgenti, che si è lavorato investendo milioni di euro per gli impianti di soccorso (Castel Trosino, Fosso dei Galli (AP) e Santa Caterina (Fermo) ) con il risultato di avere acqua potabile. Ultimo punto, e non meno importante, “quando la Ciip Spa, dopo aver scavato pozzi da 300 metri in zona Capodacqua con la possibilità di avere circa 90 litri al – spiega l'ingegnere Carlo Ianni - secondo pescando in realtà nello stesso acquifero di Capodacqua e Forca Canapine (che è scomparsa con il sisma), convalidato da diversi studi e analisi chimiche arriva il Comitato di Protezione Civile Regionale a bloccare tutto: dicono che occorrono analisi di almeno un anno. Intanto rinviano le riunioni con comodità nonostante la crisi idrica. Cosi, mentre da Roma il Governo parla di decreto semplificazioni sull'acqua del Piceno-Fermano affonda la sua scure la burocrazia, quella che addirittura nega studi universitari a supporto delle scelte. La prossima riunione del Comitato di Protezione Civile è fissata per il 17 luglio.


Carlo Ianni


Guardate questo filmato perché più delle parole a volte le immagini che sono poco interpretabili dicono quale sia la situazione delle sorgenti
 


E' sempre il Comitato di Protezione Civile insieme al Parco dei Sibillini che creerà obiezioni quando la Ciip pone sul piano la possibilità di trovare acqua a monte di Foce di Montemonaco. Come se scavare pozzi per l'acqua pubblica, senza innescare traumi ambientali nella zona, fosse come andare dall'estetista per una quindicenne: superfluo.”


Poi ci sono le lamentele per i colori dell'acqua, qualla che in alcuni casa esce rossastra da qualche rubinetto.


Due le questioni in che possono causare questo fatto: la clorazione dell'acqua e gli impianti privati che potrebbero avere delle problematiche.


L'esempio della clorazione arriva ad esempio per l'impianto di soccorso a Castel Trosino per il quale si è dimostrato che scavano pozzi ad una profondità di 400 metri e avendo trovato acqua potabile analizzata per n anno e tutte e quattro le stagioni, poiché di utilizzare 50 litri al secondo autorizzato dal Comitato di Protezione Civile regionale, allorché si è arrivati per necessità ad utilizzarne 150 litri di portata sempre della stessa acqua arriva l'imposizione di aggiungere cloro, anche se si tratta di acqua potabile e in questo caso si opera anche con impianti di purificazione a base di luce ultravioletta.


Cosa fa il cloro? Distacca con la sua azione nel tempo degli ossi di ferro dalle tubature e arriva il colore rossastro dell'acqua.


E su questo tema abbiamo difficoltà ad individuare le problematiche degli impianti privati – dice Giovanni CelaniL'altro giorno in via Boito ad Ascoli Piceno c'era una signora che lamentava l'uscita di acqua rossastra dal suo rubinetto mentre sullo stesso piano, nello stesso palazzo, in un appartamento contiguo usciva acqua normale.”


Un'altra lamentela che arriva dai social network è l'incredulità su un utile di bilancio di circa 6 milioni di euro. “In realtà – dice Cesare Orsini si tratta di un utile tecnico perché sono risorse che in realtà vengo formate da investimenti previsti dal piano di manutenzione. Non è che abbiamo 6 milioni di euro e andiamo a comprarci le banane. Tra l'altro la tariffa in bolletta viene calcolata non dalla Ciip Spa, ma dall'Agenzia nazionale, l'Arera che calcola costi di manutenzione, investimenti, costi energetici, quelli della depurazione.”


Cesare Orsini


Se le cose continuano così, con aumenti di temperatura e meteorologia avversa, cioè senza piogge, c'è il rischio di chiusure notturne per alcune zone del territorio. Su questo fronte notizie positive per Ascoli Piceno, Folignano e Maltignano che non avranno questa problematica. Se lo dovranno aspettare gli abitanti della vallata del Tronto, Grottammare, San Benedetto etc.


Altra notizia da smentire è che l'acqua dei Sibillini vada nel Fermano: non ce ne arriva neppure un terzo.



Una nota esplicativa della Ciip Spa dice:

Facendo seguito alle precedenti comunicazioni, si conferma l’estrema criticità della situazione idrica, sia per i quantitativi emunti in sorgente che presso gli impianti di soccorso. Come emerge proiettando al 2020 i trend di ricrescita/decrescita del 2019 delle sorgenti principali, si può prevedere un deficit di circa 145 l/s nel periodo dei massimi consumi (statisticamente in tutto il mese di agosto).

Pertanto, secondo la nostra procedura del Sistema di Gestione Integrato Qualità, Ambiente e Sicurezza “P24: Gestione Emergenza Idrica”, con la quale viene normata l’attività dell’Azienda in casi come questi, si CONFERMA il “Livello di ALLARME - codice ROSSO - 3° STADIO”.

Si ricorda, come da precedenti comunicati, che l’Azienda ha già attivato le seguenti azioni:

1.     chiusura delle fontane monumentali senza ricircolo;

2.     in zone agricole, non facilmente controllabili, chiusura progressiva delle fontane pubbliche (fino al 100% della totalità delle fontane per ogni Comune);

3.     nei centri abitati, limitazione tramite l’apposizione di dischetti limitatori e/o chiusura delle fontane pubbliche (fino al 100% della totalità delle fontane per ogni Comune); costante monitoraggio del consumo delle fontane pubbliche e degli idranti antincendio in esercizio presenti nel territorio gestito dall’azienda;

4.     incremento della disponibilità di mezzi meccanici di soccorso per la gestione delle emergenze localizzate (autobotti e macchine per il confezionamento e conservazione di acqua potabile in buste igieniche);

5.     potenziamento delle attività di regolazione e monitoraggio dei livelli dei serbatoi;

6.     attivazione di tutti gli impianti di soccorso per la loro massima potenzialità e utilizzo di tutti gli apporti delle sorgenti minori;

7.     mantenimento del prelievo fino a 150 l/s per la captazione di Castel Trosino; l’utilizzo delle acque di Castel Trosino per il massimo della potenzialità potrà creare qualche disservizio localizzato in punti specifici della rete di distribuzione, dovuto all’inversione dei flussi;

8.     utilizzo di Fosso dei Galli al massimo della potenzialità dell’impianto (70-75 l/s), l’utilizzo di tali acque per il massimo della potenzialità potrà creare qualche disservizio localizzato in punti specifici della rete di distribuzione legato all’inversione dei flussi;

9.     mantenimento del prelievo fino ad 80 l/s per la captazione di S. Caterina; 

Tutto ciò premesso, per garantire una equa distribuzione della risorsa idrica disponibile, la CIIP spa provvederà, in relazione ai consumi di utenza e previa comunicazione puntuale alle Amministrazioni, alla cittadinanza, alle associazioni di categoria ed ai diretti interessati, a porre in essere le seguenti ulteriori attività:

10.  richiesta autorizzazione alla messa in esercizio, con relative opere, del Sondaggio idrogeognostico denominato Pozzo 7 ai fini dell’alimentazione dell’abitato di S. Pellegrino di Norcia e di Forca Canapine di Arquata del Tronto nonché a rinforzo della captazione di Capodacqua quale surrogato del contributi della sorgente di Forca Canapine e allestimento e messa in esercizio del sondaggio idrogeognostico denominato pozzo 6 con relative opere (come da progetto presentato);

11.  richiesta autorizzazione alla realizzazione di 2 sondaggi idrogeognostici in località Piano della Gardosa di Foce di Montemonaco;

12.  richiesta autorizzazione al trasferimento di risorsa tra ambiti in zona Lido tre Archi del Comune di Fermo (tra Ato 4 e Ato 5) e condizione permanente di necessità,

13.  attivazione di convenzione con autotrasportatori di cisterne, di diverse capacità, idonee al trasporto di acqua potabile per la distribuzione in frazioni, zone isolate e di difficile raggiungimento;

14.  avvio della comunicazione istituzionale e campagne informative tese a sensibilizzare l’utenza a:

            a.    contenere i consumi, utilizzando la risorsa idrica distribuita per gli usi strettamente igienici potabili;

             b.    messa in esercizio ove disponibili e nuova istallazione di sistemi ad accumulo locale ed autoclave;

             c.    repressioni di ogni abuso o errato utilizzo della risorsa idrico-potabile, richiedendo ordinanze sindacali e l’utilizzo della sorveglianza da parte della polizia locale;

15.  informazione e sensibilizzazione dell’utenza commerciale e produttiva, a porre particolare attenzione alla manutenzione degli impianti ad autoclave (serbatoi e pompe), ove presenti e, nel caso in cui non si disponga degli stessi, raccomandazione di installazione impianti ex-novo ed attivazione;

16.  limitazione, tramite l’apposizione di dischetti limitatori, e/o sospensione della fornitura idrica alle utenze non domestiche;

17.  razionamento, in zone territoriali specifiche NON servite dagli impianti di soccorso, della risorsa idrica distribuita dall’acquedotto pubblico tramite la chiusura di una prima serie di serbatoi in ore notturne e/o diurne e/o a giorni alterni, in relazione alla gravità della crisi idrica stessa e dei consumi di utenza; tale misura, da adottare come ultima ratio, verrà dettagliata entro il prossimo 15 luglio.

 Sarà cura di questa azienda informare per tempo gli Enti Istituzionali, di controllo e gli organi di stampa di quando verranno poste in essere le ulteriori azioni relative alla chiusura dei serbatoi. Inoltre la CIIP spa provvederà ad avvisare la popolazione del razionamento della risorsa idrica attraverso l’invio di SMS informativi.



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