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Prende il via da Ascoli Piceno, Officina Italia con la manifestazione 'Ricostruire il Piceno, riabitare l’Appenino'

12 Luglio 2020

Tanti i temi che si affronteranno nella manifestazione di Ascoli Piceno, dall’Ecobonus e Sismabonus alle richieste del territorio attraverso la voce dei sindaci, ci sarà spazio per gli ordini professionali, per le aziende partecipate, per la Camera di Commercio delle Marche, per Confindustria, per Ance Ascoli Piceno, per gli amministratori di condominio, per le università.

La redazione

12 Luglio 2020 17:43

Ascoli - Ricostruire il Piceno, riabitare l’Appenino, una grande manifestazione di carattere nazionale per fare il punto sullo stato dell’arte del processo di ricostruzione in atto nelle Marche che si svolgerà dal 14 al 16 di luglio ad Ascoli Piceno e che ha avuto un prologo fin dal 1 luglio.

Primo momento di riflessione del progetto Officina Italia, di Carsa in collaborazione con la Fondazione Symbola, Federparchi – Europark Italia, Ance, CGIL, CISL, Uil, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che inizia il suo percorso di conoscenza e di formazione proprio in terra marchigiana.

Una manifestazione, quella di Ascoli Piceno, che viste le disposizioni per gli eventi pubblici si svolgerà con una formula nuova e innovativa: in presenza e attraverso collegamenti in video attraverso la costruzione di un vero e proprio palinsesto che prevede sette incontri/dibattiti tra il 14 e il 16 luglio prossimi. Tanti gli argomenti che si affronteranno quasi tutti concentrati sul processo di ricostruzione in atto nel Piceno e nelle Marche, che avranno come protagonisti i principali attori del territorio e il Commissario straordinario per la ricostruzione nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, il senatore Giovanni Legnini.

L’iniziativa di Ascoli Piceno nasce dalla volontà del sindaco della città, Marco Fioravanti, di accelerare il processo di ricostruzione e contribuire a creare una rete in cui tutti i soggetti interessati possano riconoscersi e nella quale avanzare proposte, esprimere dubbi in un rapporto dialettico che avrà il suo culmine nell’incontro del 16 luglio, Le Marche e la sfida della ricostruzione.

Marco Fioravanti: «A quattro anni dal drammatico sisma che ha messo in ginocchio il centro Italia, ancora tanto – troppo – resta da fare per sostenere concretamente il rilancio delle aree martoriate dal terremoto. La situazione di profonda emergenza non accenna a migliorare: le popolazioni si sentono abbandonate, chi doveva favorire la rinascita di tali territori sembra aver voltato lo sguardo altrove. Ma il periodo delle promesse è terminato già da tempo: servono azioni concrete, altrimenti il rischio è quello di veder scomparire quelle comunità dell’entroterra che rappresentano le radici, le tradizioni e il cuore pulsante del nostro Paese. Ecco perché ritengo fondamentale la capacità di fare squadra: solo lavorando tutti insieme, nell’unico interesse della collettività martoriata dal sisma, sarà possibile sollecitare la sburocratizzazione e velocizzazione di quegli iter necessari per dare – finalmente – una sterzata alla ricostruzione pubblica e privata».

Tanti i temi che si affronteranno nella manifestazione di Ascoli Piceno, dall’Ecobonus e Sismabonus alle richieste del territorio attraverso la voce dei sindaci, ci sarà spazio per gli ordini professionali, per le aziende partecipate, per la Camera di Commercio delle Marche, per Confindustria, per Ance Ascoli Piceno, per gli amministratori di condominio, per le università.

Così il presidente di Carsa e coordinatore di Officina Italia, Roberto Di Vincenzo: «Grazie alla decennale esperienza di accompagnamento della ricostruzione aquilana, ci siamo incontrati con il Sindaco di Ascoli e con le istituzioni locali. Un incontro proficuo che ci ha permesso di conoscere ed apprezzare la capacità di fare rete di questo territorio e la qualità dei singoli interlocutori che lo rappresentano. Questo ci ha indotti ad impegnarci per avviare una manifestazione che desideriamo possa accompagnare nel tempo la ricostruzione fisica, ma che permetta anche di progettare assieme a tutti un nuovo modo di abitare questi territori che crei i presupposti per superare la crisi che già prima del terremoto li attraversava».

Uno dei temi di cui più si sta dibattendo a livello nazionale è la questione legata all’abitare, al ruolo che possono giocare nei nuovi scenari economico sociali che si vanno delineando anche dopo la pandemia di Covid-19, i comuni dell’Appennino. Questioni annose che hanno origine ben prima degli ultimi eventi sismici e che anzi da questi sono stati accentuati. Per questa ragione uno dei focus di approfondimento sarà dedicato alla crisi climatica e a come città e territori si attrezzano per affrontare questa sfida che non riguarda solo le Marche o l’Italia, ma l’intero pianeta.

Fabio Renzi, segretario generale Fondazione Symbola: «L’Appennino, come molte altre aree montane rimaste ai margini della modernità, oggi ha un nuovo appuntamento con la storia. Se la sfida della nostra contemporaneità è la sostenibilità; se mutano gli orientamenti etici e culturali; se cambiano i nostri stili di vita a favore di una maggiore sobrietà, condivisione e responsabilità; se cresce la domanda di biologicità, di salubrità, di autenticità e di originalità; se l’universo digitale nel quale sempre più siamo immersi restituisce prossimità, accessibilità e agibilità relazionale, produttiva ed economica a territori che la modernità ha reso remoti e marginali, allora l’Appennino ha tutte le risorse, le precondizioni favorevoli, per rispondere a questa domanda di cambiamento, per interpretarla e rappresentarla. Abbiamo la tragica opportunità, e la conseguente responsabilità, di fare un salto di contemporaneità, o meglio nella contemporaneità. L’urto provocato dalla serie di eventi sismici che ha squassato l’Appennino centrale ha condensato e accelerato dinamiche, che da qui a quindici/venti anni, sarebbero comunque venute a maturazione lungo un piano inclinato di progressivo indebolimento demografico, sociale ed economico. Si comprende meglio allora la necessità e l’urgenza di quel progetto strategico nazionale per l’Appennino che abbia nell’area centrale colpita dal sisma del 2016 il suo laboratorio territoriale di valore euromediterraneo. Un progetto di rigenerazione territoriale, prima ancora che di ricostruzione, nel segno di condizioni di sicurezza delle abitazioni civili, delle infrastrutture, degli edifici pubblici e del patrimonio storico e artistico. Il più grande cantiere in Europa - sostenuto da uno dei più ingenti investimenti pubblici nella storia della Repubblica italiana - dove sperimentare innovazioni sociali, tecnologiche ed estetiche».

Ascoli Piceno dunque prima tappa di un percorso che attraverserà tutta l’Italia e che troverà nel Forum mondiale dell’Abitare previsto per il 2023 un primo e grande momento di verifica del percorso intrapreso.


Tantissimi i protagonisti attesi ad Ascoli Piceno per il 14, 15 e 16 di luglio nella Pinacoteca civica e presso la sede dell’Ance e in collegamento video. Tra gli altri, Stefano Babini (Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ascoli Piceno), Leo Crocetti (Presidente provinciale del Collegio dei Geometri Ascoli Piceno), Augusto Curti (Coordinatore dei piccoli comuni di Anci Marche), Angelo Galeati (Presidente Fondazione Cassa di Risparmio Ascoli Piceno), Gian Luca Gregori (Rettore Università Politecnica delle Marche), Dario Nanni (Presidente Ordine degli Architetti della Provincia di Ascoli Piceno), Marco Bussone (Presidente Nazionale UNCEM), Guido Castelli (Presidente Fondazione IFEL), Alessandra Faggian (Prorettrice Gran Sasso Science Institute), Gianna Fracassi (Vicesegretaria generale CGIL), Sergio Galbiati (Presidente Fondazione Hubruzzo), Lelio Iapadre (Università degli Studi dell’Aquila), Giampiero Lupatelli (Economista, vicepresidente CAIRE), Donatella Ferretti (Assessore alla Cultura di Ascoli Piceno), Stefano Battista (Area manager Enel X), Paolo Clemente (Dirigente di Ricerca ENEA, Centro Ricerche Casaccia), Flavio Monolisio (Direzione Affari Economici e Centro Studi, Ance), Antonio Piciocchi (Partner STS-Deloitte), Giuseppe Amici (Presidente dell’Unione Montana del Tronto e Valfluvione), Franco Gaspari (Presidente Restart), Massimiliano Ossini (Conduttore televisivo, Rai Uno), Alberto Romagnoli (Delegato alla Ricostruzione, Camera di Commercio Marche), Massimo Ubaldi (Presidente Ance Ascoli Piceno), Achille Buonfigli (Presidente Consorzio Universitario Piceno, Ascoli Piceno), Luigi Contisciani (Presidente BIM Tronto), Simone Mariani (Presidente Confindustria Centro Adriatico), Stefano Papetti (Direttore della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno), Lucia Pietroni (Università degli Studi di Camerino), Pietro Marcolini (Presidente ISTAO), Claudio Pettinari (Rettore Università di Camerino), Gino Sabatini (Presidente Camera di Commercio Marche), Alessandro Bono (Presidente del Consiglio Comunale di Ascoli Piceno).

Oltre ovviamente al sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, al Coordinatore di Officina Italia, Roberto Di Vincenzo, al segretario generale della Fondazione Symbola, Fabio Renzi e al Commissario straordinario per la ricostruzione nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, senatore Giovanni Legnini.

Tutti i convegni della manifestazione sono accreditati presso gli ordini professionali deli ingegneri, architetti, geometri e geometri laureati.

Il programma completo e le tappe di avvicinamento alla manifestazione è possibile consultarle sui canali social di Officina Italia, facebook e youTube, e sul sito internet, www.officinaitalia.org

#ricostruireilpiceno


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