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Coronavirus, le Marche da domenica 15 novembre diventano zona arancione con tutte le limitazioni previste

13 Novembre 2020

La redazione

13 Novembre 2020 17:19

Roma - La Cabina di regia ha decisoda domenica 15 novembre passano in area rossa le regioni Campania e Toscana e in area arancione le regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche.

Il presidente della giunta regionale Francesco Acquaroli ha comunicato che il ministro Roberto Speranza gli ha anticipato la comunicazione ufficiale rispetto alla variazione della fascia di colore della nostra regione, che da “gialla” diventa “arancione".

"Una classificazione che fino a ieri non era prevista seppur negli ultimi due giorni i numeri dei positivi erano oggettivamente cresciuti - dichiara il presidente Acquaroli - in particolare quello dei sintomatici. Per questo stavamo studiando un’ordinanza anti-assembramento che a questo punto diventa inutile. Passando da regione “gialla” a regione “arancione” le restrizioni diventano più forti. Tra le misure principali, i bar e i ristoranti potranno lavorare solo con consegne a domicilio o d’asporto fino alle 22 e dovranno restare chiusi. È vietato spostarsi tra regioni e tra comuni se non per comprovati motivi di lavoro, di salute, di studio o necessità. Dispiace sicuramente veder ulteriormente compresse le nostre libertà e penalizzata la nostra economia, ma invito comunque a rispettare le misure previste dal Dpcm che avranno una validità di due settimane a partire da questa domenica compresa".


Spostamenti zona arancione


Lo spostamento tra Comuni, vietato in zona arancione e consentito in quella gialla. Ne consegue, ovviamente, che non è permesso neppure lo spostamento tra regioni. Il divieto non vale qualora ci si muova extra Comune o regione per "comprovate esigenze" lavorative, di salute e di urgenza, ma è necessaria l'autocertificazione.


Vale sempre il coprifuoco: ovvero, all'interno del proprio Comune, ci si può muovere liberamente solo fino alle 22 e dalle 5 del mattino. Nell'altra fascia oraria serve l'autocertificazione che, ricordiamo, può essere compilata anche direttamente in presenza delle forze dell'ordine.


Nelle ore dove non vige il coprifuoco, fatte salve le comprovate esigenze, ci si può recare nella propria seconda casa solo se questa si trova all'interno del Comune di residenza. Per quanto riguarda le cene tra amici, non ci sono limitazioni, anche se Conte nella conferenza stampa di presentazione del Dpcm ha raccomandato di limitare al massimo questo tipo di occasioni. Restano chiaramente intesi il coprifuoco e il divieto di spostamento tra Comuni. Per quanto riguarda invece l'andare a dormire da un'amica o un amico, rimane la raccomandazione del premier, ma non vige nessun divieto formale.

Consentito "ma fortemente sconsigliato" portare i figli dai nonni o andarli a prendere all'inizio/termine della giornata lavorativa. Nelle Faq del Governo si ricorda che "gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone".


Uno dei punti che condiziona maggiormente la vita quotidiana è quello della spesa. Ebbene, questa è consentita fuori dal proprio comune "per acquistare beni o usufruire di servizi" che non siano "disponibili nel proprio comune".


Sport e attività motoria

Chiuse palestre e piscine, l'attività motoria e quella sportiva sono consentite all'aperto, sempre osservando lo stop agli spostamenti tra Comuni e il coprifuoco. Resta il via libera agli eventi e alle competizioni di interesse nazionale riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva o da organismi sportivi internazionali. Siano essi organizzati al chiuso o all'aperto, ma sempre in assenza di pubblico. Ok agli allenamenti di atleti, professionisti o non professionisti, ma sempre a porte chiuse. Sospesa l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale.



Allenarsi fuori dal proprio Comune


Una domanda ricorrente riguarda la possibilità per gli atleti tesserati di allenarsi al di fuori del proprio Comune. La risposta pare affermativa: il ministero dello Sport chiarisce che come regola generale vale l'obbligo di allenarsi all'interno del comune di residenza, ma mette come eccezione il caso in cui si debba uscire "per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune". Un 'fatto salvo' che sembra scritto su misura per gli atleti tesserati che legano la propria attività sportiva a una determinata società o federazione.






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