Cronaca

Intervento record eseguito dal dott. Marco Grassi al Mazzoni: Donna partorisce il settimo figlio grazie al settimo cesareo

24 Novembre 2020

Eseguito su una donna all’ottavo mese e mezzo di gravidanza un settimo taglio cesareo. Intervento molto complesso ma ben riuscito. La donna, una signora catanese di 34 anni, ha dato alla luce il suo settimo figlio, uno splendido bambino di 2,700 chili.

La redazione

24 Novembre 2020 23:13

Ascoli - Venerdì 20 novembre alle ore 20.15 il dott. Marco Grassi, dirigente medico dell’unità operativa complessa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale ‘Mazzoni’ di Ascoli Piceno, e la sua equipe, ha eseguito su una donna all’ottavo mese e mezzo di gravidanza un settimo taglio cesareo. Intervento molto complesso ma ben riuscito. La donna, 34enne di Catania, ha dato alla luce il suo settimo figlio, uno splendido bambino di 2,700 chili.


Un’ operazione straordinaria svolta nel migliore dei modi, che consente al dr. Marco Grassi di entrare a pieno titolo nella rara casistica italiana, nella quale si registrano solo altri quattro casi analoghi.


"Venerdì ero di turno in reparto – racconta Grassi – quando alle 18 è arrivata la chiamata da un Centro (di accoglienza per donne ndr) di Spinetoli con la quale mi veniva riferito che una donna all’ottavo mese e mezzo di gravidanza aveva le contrazioni e doveva effettuare il settimo parto cesareo.

Inizialmente ho stentato a credere che avesse già fatto altri sei cesarei, ma tramite il 118 l’abbiamo trasportata in ospedale intorno alle 19.


Vedendo che contraeva, eseguite tutte le valutazione di caso e accertatomi da lei stessa che davvero aveva già eseguito sei tagli cesarei e che al quinto aveva subito anche una rottura dell’utero, non ho perso tempo ed ho dichiarato l’emergenza. L’abbiamo portata in sala operatoria e alle 20.18 è nato un maschietto che pesa poco più di 2,7 chili. L’intervento – continua il dottor Grassi, pugliese e da 12 anni in servizio nel reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Ascoli – è stato più semplice di quello che pensassi, nonostante i rischi di trovare di nuovo la rottura dell’utero e anche delle aderenze erano alti. La donna e il suo bimbo stanno bene, e sono ancora ricoverati. E’ un caso rarissimo, il quinto in Italia, oltreché un intervento ad elevato rischio perché dopo il terzo cesareo aumenta la probabilità di rottura, appunto, dell’utero".


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