Cronaca

Ecoforum Marche: Le Marche hanno bisogno di accelerare la corsa verso l’economia circolare

12 Gennaio 2021

Nelle Marche solo 8 i Comuni Rifiuti Free, premiati per aver tenuto insieme buona raccolta differenziata e poca produzione di indifferenziato, il 3% della popolazione.

La redazione

12 Gennaio 2021 22:04

Macerata - Diminuzione della produzione dei rifiuti, qualità della raccolta differenziata, passaggio alla tariffazione puntuale e realizzazione degli impianti per il recupero dei materiali sono obiettivi urgenti e non più rinviabili.


Nelle Marche solo 8 i Comuni Rifiuti Free, premiati per aver tenuto insieme buona raccolta differenziata e poca produzione di indifferenziato, il 3% della popolazione.


Legambiente: “Non ci siamo, è urgente mettere in campo azioni concrete per contrastare la produzione dei rifiuti, definire la tariffazione puntuale su tutto il territorio regionale e avviare l’impiantistica necessaria per chiudere la filiera dei rifiuti dentro i confini regionali. Le risorse del Recovery Plan dovranno essere utilizzate per accelerare questo percorso”


Economia circolare e civile, green public procurement, impiantistica, buone pratiche di gestione dei rifiuti, tariffazione puntuale e sviluppo delle aree interne. Questi i tanti temi trattati nella mattinata durante l’Ecoforum Marche, l’appuntamento di Legambiente dedicato al tema della gestione dei rifiuti e dell’economia circolare.


Siamo di fronte ad una fase epocale per le Marche. Mai come in questo particolare momento si concentrano in questa regione la necessità di avere scelte strategiche e lungimiranti, l’arrivo di moltissime risorse finalizzate alla realizzazione tempestiva di opere strategiche per la ripartenza e innumerevoli cantieri già avviati e in via di partenza – commenta Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche -. Per raggiungere gli obiettivi previsti dall’Unione Europea sull’economia circolare è necessario cambiare passo nelle Marche e accelerare su alcuni passaggi fondamentali, a partire dalla realizzazione degli impianti per il trattamento delle materie recuperate, accanto alla riduzione della produzione dei rifiuti, il passaggio alla tariffazione puntuale e il miglioramento della qualità della raccolta differenziata. Le risorse del Recovery Plan dovranno andare nella direzione di rafforzare questo percorso; solo in questo modo potremmo stare al passo con quanto richiesto dall’Europa, recuperare il ritardo accumulato nella gestione dei rifiuti in questi anni e far crescere il nostro territorio, attivare nuove e sane leve economiche e rendere così concreta la grande possibilità dell’economia circolare”.


Un esempio concreto di quanto si dovrebbe fare urgentemente in termini di impiantistica per il recupero dei rifiuti recuperati è proprio sul recupero della frazione organica. Secondo l’ultimo report della Regione Marche, nel 2017 sono stati raccolti in maniera differenziata oltre 66.000 tonnellate di verde ed oltre 150.000 tonnellate di organico, per una media di produzione di rifiuti pro capite di verde e umido superiore ai 140 kg/abitante*anno. Ad oggi oltre il 30% della frazione organica prodotta viene trattata fuori regione per mancanza di impianti e quelli a gestione pubblica nelle Marche riescono a coprire solamente il 38% del fabbisogno regionale di recupero della frazione organica, mediante producendo solo compostaggio.


Sono 8 i Comuni Rifiuti Free marchigiani che entrano nella classifica nazionale di Legambiente, cioè quelli in cui ogni cittadino produce al massimo 75 chili di secco residuo all’anno.

Vincitori assoluti sono il Comune di Torre San Patrizio (FM), con l’80,9% di raccolta differenziata e 56,3 kg/a/ab che si aggiudica la medaglia d’oro dei comuni al di sotto dei 5.000 abitanti. Segue Ponzano di Fermo (FM) con il 77,9% di raccolta differenziata e 65,4 kg/a/ab; Belforte all’Isauro (PU) con l’83,7% di raccolta differenziata e 71,1 kg/a/ab e Piandimeleto (PU) con l’85% di raccolta differenziata e 74,2 kg/a/ab.

Nella categoria dei comuni tra i 5.000 e 15.000 abitanti svetta il Comune di Terre Roveresche (PU) con l’81,8% di raccolta differenziata e 70,2kg/a/ab. Segue Camerano (AN) con l’82% di raccolta differenziata e 74,3 kg/a/ab e chiude la classifica il Comune di Fermignano (PU) con l’83,1% di raccolta differenziata e 75 kg/a/ab.

Unico al comando nella classifica dei comuni al di sopra dei 15.000 abitanti è il Comune di Castelfidardo (AN) con l’80,9% di raccolta differenziata e 75 kg/a/ab.

Nelle Marche, quindi, con 8 amministrazioni libere dai rifiuti, sono pronti alla sfida dell’economia circolare il 4% dei Comuni con il 3 % di popolazione coinvolta.

Questi i numeri marchigiani di Comuni Ricicloni 2020, l’indagine sull’Economia circolare dei rifiuti realizzata da Legambiente.


Secondo gli ultimi dati ISPRA disponibili (2018), nel complesso in Italia la produzione dei rifiuti rimane ancora alta, con 499,7 kg/ab/anno, e se la raccolta differenziata intercetta, mediamente a livello nazionale, oltre la metà dei rifiuti prodotti con il 58,1%, si registra ancora un forte divario tra Nord (67,7%), Sud (46,1%) e Centro Italia (54,1%). Nelle Marche molto buono il risultato della raccolta differenziata che si attesta a 70,47% di media regionale mentre è al di sopra della media nazionale la produzione pro capite di rifiuti che arriva a 520 kg/ab/anno, dati della Regione Marche relativi all’anno 2019.


Con il recepimento del pacchetto delle direttive europee sull’economia circolare - dichiara Marco Ciarulli, direttore di Legambiente Marche - si è definito il contesto in cui i Paesi Membri devono muoversi da qui ai prossimi anni. Tra gli obiettivi principali: il limite massimo del 10% di rifiuti conferiti in discarica, percentuali molto ambiziose di riciclo dei rifiuti prodotti e un tetto per abitante di 100 chili di residuo secco (indifferenziato) prodotti annualmente. Come fotografa il nostro rapporto Comuni Ricicloni 2020, ad oggi la produzione dei rifiuti non recuperabili e conferiti in discarica al di sotto dei 75 chili per abitante all’anno è raggiunta solo da 8 Comuni nella nostra regione, quasi dimezzati rispetto allo scorso anno quando erano 14. Un dato preoccupante che ci obbliga a cambiare marcia e mettere in campo proposte concrete per raggiungere l’effettivo riciclo di più materiali possibile e raggiungere gli obiettivi previsti dall’Unione Europea”.


La mattinata è stata introdotta da Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche a cui sono seguiti i saluti istituzionali dell’Assessore all’Ambiente della Regione Marche Stefano Aguzzi.


Alle due tavole rotonde, moderate da Enrico Fontana, segreteria nazionale Legambiente, hanno preso parte: Giuseppe Giampaoli, Direttore Cosmari; Giancarlo Marchetti, Direttore Generale ARPAM; Valeria Mancielli, Presidente Anci Marche; Roberto Ascani, Segretario Generale Fit Cisl Marche; Gian Mario Malagoli, Responsabile Impianto AIMAG sito di Finale Emilia; Stefano Ciafani, Presidenza nazionale Legambiente; Massimiliano Bianchini, Progetto Riesco Marche; Lorenzo Barucca, Responsabile nazionale Legambiente economia civile; Kessili De Berardinis, Responsabile progetto ECCO Legambiente Marche; Carlo Santulli, Università di Camerino; Daniele Boccetti, Segretario Generale Fillea Marche.

Il dossier di Legambiente Marche è stato presentato da Mariagiulia Lucchetti dell’ufficio scientifico di Legambiente Marche e la premiazione dei comuni rifiuti free è stata a cura di Marco Ciarulli, Direttore Legambiente Marche e Laura Brambilla, responsabile Comuni Ricicloni Legambiente.

A concludere i lavori della mattinata è stato il Direttore Generale di Legambiente Giorgio Zampetti.


Questa edizione di Ecoforum è stata promossa da Legambiente Marche, Cosmari e ètvmarche, nell’ambito del progetto Riesco Marche (Reti Inclusive e solidali per la comunità), Terzo Settore in rete per l’emergenza Covid 19, finanziato dalla Regione Marche con risorse statali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e con il contributo della Consulta Fondazioni Casse di Risparmio Marchigiane.




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