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Valentino Fenni, presidente Calzaturieri di Confindustria Centro Adriatico: Appello ai big delle scarpe, 'diventino i capofila di filiere produttive nel distretto'

30 Gennaio 2021

la redazione

30 Gennaio 2021 07:31

Valentino Fenni
Fermo - “Fiere sì, fiere no? Siamo in balia del Covid 19, della campagna di vaccinazione, delle strategie di ogni Paese europeo. Non è facile orientarsi in questo momento”, sottolinea Valentino Fenni, presidente della sezione calzature di Confindustria Centro Adriatico e vicepresidente nazionale di Assocalzaturifici.


I calzaturieri vogliono guardare al domani, alla ripresa che dovrà arrivare: “Regione e Governo, sperando che si superi in fretta questa crisi irreale e lontana dai problemi del Paese, devono pianificare azioni mirate che vadano incontro alle necessità. I ristori sono necessari, perché se uno sta chiuso è giusto che venga tutelato, ma poi servono finanziamenti per lo sviluppo. Un punto su cui agire è quello delle reti, delle filiere produttive” prosegue Fenni.


“Filiera significa dare incentivi e crediti agevolati a chi si mette insieme, a chi crea una catena produttiva che coinvolga ogni settore, dalle scarpe agli accessori e le pelli. Per farlo, però, serve che i ‘big’ del nostro settore si mettano in gioco. Dalla Tod’s a Fendi passando per Prada e Valentino, che producono nel nostro territorio, è necessario che gli imprenditori che rappresentano le realtà produttive più dinamiche e solide decidano di puntare con forza sulle maestranze del distretto. Umanamente già sono pronti, lo sappiamo, ma poi ci sono i numeri. Qui si può intervenire, con fondi che diventano in realtà investimenti. Mi appello ai colleghi, ma soprattutto alla politica perché trovi bandi e soluzioni. Inutile inseguire maxi sgravi, qui parliamo di azioni concrete”.


Il presidente dei calzaturieri sa bene che il tema delle ‘reti e della filiera’ è una costante “ma questa volta – riprende – non possiamo rinviare la questione. Qui nessuno ripartirà da solo”.


A tutto questo, Confindustria Centro Adriatico aggiunge un’altra richiesta semplice: “Il credito. Anche nei confronti delle banche la filiera potrebbe diventare un riferimento, una garanzia. Senza ordini, con le produzioni ai minimi, investire sulla digitalizzazione delle imprese è necessario. Ancora di più fino a quando non torneremo a viaggiare, a incontrare i buyer, a far toccare i nostri campioni. Ma per questo servono risorse e subito”.  


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