Cronaca

Incontro in Regione sulla questione Rcf di San Benedetto del Tronto: l'azienda non chiude, anzi rilancia con la riconversione in un centro d’eccellenza

12 Febbraio 2021

la redazione

12 Febbraio 2021 10:33

Ancona - La RCF di San Benedetto non chiuderà ed anzi rilancia. Questo in estrema sintesi l’esito molto positivo dell’incontro di oggi in Regione, convocato dall’assessorato al Lavoro, al quale erano presenti l’assessore regionale al Lavoro , Stefano Aguzzi e l’assessore al Bilancio e alle Aree di crisi complessa, Guido Castelli.


le rappresentanze sindacali provinciali di FIOM Cgil UILM Uil e le Rsu locali, i vertici aziendali con l’AD Arturo Vicari e i dirigenti della RCF . L’Amministratore delegato, infatti, ha espresso la volontà di non chiudere il sito di San Benedetto ma anzi di aver pensato , dopo la visita allo stabilimento dei giorni scorsi e l’incontro con i lavoratori “ ragazzi in gamba e coscienziosi che mi hanno sorriso” e con “bravi sindacalisti” di riconvertire lo stabilimento in un Centro di eccellenza a livello internazionale, potenziandone il ruolo e quindi i livelli occupazionali. A tale proposito l’AD Vicari, 80 anni fra pochi mesi, ha chiesto alla Regione la possibilità di trovare canali di finanziamento per un progetto di riconversione industriale che si impegna a inviare fra due settimane sui tavoli degli uffici regionali.


“ Non abbiamo disponibilità per gli investimenti per un indebitamento pregresso e per la crisi che ci ha colpito dall’8 marzo scorso, ma vogliamo invertire la tendenza: non delocalizzare le produzioni , ma territorializzare in Italia quello che produciamo all’estero e avevamo già in programma di creare un centro d’eccellenza. La scelta è caduta su San Benedetto solo dopo aver incontrato le persone che lavorano con grande impegno e entusiasmo e perché le Marche hanno una vocazione e una specializzazione sulla componentistica elettronica di tutto rilievo.”


Insomma il contatto umano è stato essenziale per far cambiare decisione sulla ventilata chiusura con il trasferimento per accorpamento della produzione dei 23 dipendenti nella sede centrale di Reggio Emilia e un potenziale rischio di licenziamento. Una preoccupazione che era stata rimarcata dai Sindacati con la richiesta di un incontro in Regione per definire e dare forma a un accordo. “ C’è stata grande attenzione da parte della Regione- hanno affermato i Sindacati – e possiamo dire che la conduzione e quindi l’esito delle trattative è stata esemplare.”


“Vorrei che tutte le vertenze finissero così – ha commentato al termine della riunione l’assessore Aguzzi- con imprenditori illuminati che guardano al capitale umano come la più grande risorsa aziendale, valorizzandolo e potenziando le produzioni e le parti sociali aperte al dialogo costruttivo sempre nell’ottica di tutela dei livelli occupazionali prima di tutto . Sarebbe l’ideale in questo periodo di crisi, ma abbiamo fiducia che ci possa comunque essere un’inversione di tendenza non appena la situazione pandemica si alleggerirà con un effetto “rimbalzo” di segno positivo , dovuto anche al fattore psicologico delle persone più in tranquillità grazie alle vaccinazioni. Questo tavolo è stato definito dai Sindacati che ringrazio, così come i vertici aziendali per la disponibilità dimostrata , una “ buona prassi”. Sono molto lusingato e soddisfatto. Ecco vogliamo continuare su questa linea , sul confronto improntato al dialogo costruttivo e che la Regione possa svolgere un ruolo di intermediazione davvero concreto ed efficace.”


“Oggi abbiamo ravvisato il significato di cultura d’impresa – ha sottolineato l’assessore Guido Castelli - , avevamo già la percezione di una reputazione più che positiva dell’azienda di Reggio Emilia ed oggi ne abbiamo avuto conferma. “ Poi l’assessore Castelli ha ricordato alcune misure di sostegno alle imprese tra le quali una nuova che prevede la riprogrammazione delle vecchie risorse europee proprio in favore delle aziende che non hanno dismesso ma che mantengono l’occupazione riproponendo progetti di riconversione.    


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