Dagli scarti alle risorse: a Pesaro nasce il distretto del riciclo

Dagli scarti alle risorse: a Pesaro nasce il distretto del riciclo

Si è svolto ieri al Pesaro l’incontro Chiudere il ciclo, creare valore promosso dall’Unione Pian del Bruscolo e dal Comune di Pesaro, in collaborazione con Marche a rifiuti zero e Zero Waste Italy. Un appuntamento dedicato al futuro della gestione dei rifiuti e alle opportunità dell’economia circolare.

Durante il convegno è stato presentato il Distretto del Riciclo, un’iniziativa innovativa che punta a trasformare gli scarti in risorse, favorire la collaborazione tra imprese, creare occupazione e rafforzare la sostenibilità del territorio.

Dal dibattito è emersa una narrazione comune: il Distretto viene visto come il passaggio da una gestione difensiva dei rifiuti a una politica industriale capace di generare valore, occupazione e autonomia nelle materie prime.


Maria Rosa Conti: il riciclo come leva di sviluppo territoriale - L'Assessora sposta il tema dei rifiuti fuori dalla sola dimensione ambientale, percorso già avviato con l'adesione alla Rete dei Comuni Rifiuti Zero e rafforzato attraverso progetti di educazione ambientale come Ambiente bene comune – ABC di Pesaro, coinvolgendo cittadini, scuole, imprese e gestori dei servizi pubblici. Il Distretto viene presentato come uno strumento per aumentare competitività, attrattività e innovazione del territorio, creando un modello esportabile anche altrove.

Palmiro Ucchielli: senza governance non si va da nessuna parte - Il Presidente dell'Unione insiste su un concetto chiave: la sfida non è tecnica ma di governo dei processi. Con migliaia di imprese coinvolte, il Distretto può funzionare solo se si costruisce una regia condivisa che faccia dialogare amministrazioni, imprese e cittadini.

Rossano Ercolini: il Distretto come risposta alla crisi delle materie prime - Ercolini allarga lo sguardo al quadro globale. La sua tesi è che il riciclo non sia più soltanto una scelta ecologica, ma una necessità economica e geopolitica. Recuperare materiali significa ridurre la dipendenza da filiere fragili e spesso segnate da conflitti e sfruttamento. Per questo definisce il Distretto un'idea "importante e imponente": uno strumento concreto per accompagnare la transizione dall'economia lineare a quella circolare.

Elena Viganò: serve una rivoluzione culturale prima ancora che tecnologica - La Prorettrice dell'Università di Urbino richiama i limiti ambientali ormai superati e sottolinea che il Distretto potrà avere successo solo se accompagnato da ricerca, innovazione e cambiamento culturale. L'università può fornire competenze, progettazione e accesso ai finanziamenti europei, ma soprattutto contribuire a cambiare mentalità.

Enrico Perelli: partire dai grandi numeri dei rifiuti speciali - L'intervento di Confindustria riporta il dibattito sul terreno della concretezza. Se si vuole costruire una filiera del recupero efficace, bisogna partire dai flussi più consistenti, e cioè dai rifiuti dell'edilizia, che rappresentano oltre la metà dei rifiuti speciali, e promuovere impianti in grado di trasformare gli scarti in nuove risorse o smaltirli in modo sicuro. Da anni Confindustria Pesaro Urbino organizza una serie di eventi per le aziende, proprio per promuovere le 5R.

Rodolfo Brandi: il riciclo deve diventare un mercato - Per il Presidente di ANCE il problema non è tanto recuperare i materiali, quanto creare le condizioni economiche per riutilizzarli. La sua proposta di istituire aree controllate per il conferimento dei rifiuti edili nasce da un'esigenza pratica: evitare abbandoni e trasformare gli scarti da costo a risorsa. Il messaggio centrale è chiaro: senza domanda di materiali riciclati, il recupero rischia di fermarsi.

Franco Macor: non basta raccogliere, bisogna dare uno sbocco ai materiali -Il Direttore Ambiente di Marche Multiservizi porta la voce di chi gestisce quotidianamente i rifiuti. La sua preoccupazione riguarda soprattutto le plastiche, per le quali oggi manca un mercato. Per questo vede nel Distretto un'opportunità per costruire filiere industriali che rendano economicamente sostenibile il recupero.

Michele Altomeni: prima il riuso, poi il riciclo - La prospettiva della Cooperativa Contatto introduce un elemento spesso trascurato. Il vero salto di qualità consiste nel valorizzare il riuso, che conserva il valore degli oggetti senza doverli trasformare. Il Distretto dovrebbe quindi essere non solo del riciclo, ma dell'economia circolare in senso più ampio.

Rosalia Cipolletta: il Distretto come alternativa all'incenerimento - La Presidente di Legambiente vede nel progetto una scelta coerente con il percorso fatto sulla raccolta differenziata e sull'economia circolare. Esprime invece preoccupazione per le ipotesi di incenerimento, ritenute in contrasto con gli obiettivi del recupero di materia.

Pierluigi Ferraro: il Distretto deve essere sostenuto da politiche coerenti - Il rappresentante del Movimento 5 Stelle si dichiara favorevole e collega il progetto a strumenti concreti come la tariffazione puntuale e la riduzione dei rifiuti. Il Distretto viene visto come una naturale evoluzione di politiche già orientate alla prevenzione.

Mario Di Palma: il riciclo genera lavoro e inclusione - L’associazione Bracciaperte parte dall'esperienza con il recupero degli elettrodomestici e il reinserimento dei detenuti per mostrare come il Distretto possa creare nuove professioni e nuove opportunità sociali. La formazione diventa quindi una componente essenziale della circolarità.

Lorenzo Lugli: una proposta coerente con gli obiettivi ambientali del territorio - Il Presidente della Commissione Ambiente di Pesaro considera il Distretto uno strumento adeguato per aumentare l'impiego di materiali riciclati e rafforzare una strategia alternativa all'incenerimento.

Paolo Tabarretti: nessuno può essere lasciato solo - La UIL pone l'accento sul sistema. Per funzionare, il Distretto deve essere sostenuto da norme, strumenti economici e politiche pubbliche che accompagnino gli investimenti di imprese, gestori ed enti locali. Ricorda poi la questione amianto, in attesa di soluzione.

Flavio Angelini: ricordiamoci la gerarchia dei rifiuti - L'intervento della Lupus in Fabula rappresenta un richiamo alla coerenza. Prima ancora del riciclo occorre lavorare su prevenzione, riduzione degli imballaggi, lotta all'usa e getta e agli sprechi. Il Distretto deve inserirsi dentro questa visione.

Andrea Baroni: gli investimenti arriveranno se ci saranno le condizioni - Il Direttore di Confindustria sintetizza la posizione del mondo produttivo: le imprese sono disponibili a investire, ma servono regole chiare, stabilità e convenienza economica.

Le conclusioni di Ucchielli e Brandi: passare dalle idee alle soluzioni - Nelle battute finali emerge il filo conduttore dell'intera giornata. Ucchielli si assume la responsabilità politica di tradurre il confronto in decisioni operative, mentre Brandi richiama la necessità di affrontare un problema alla volta, costruendo soluzioni concrete e immediatamente utili per imprese e lavoratori.

Il messaggio che emerge dal convegno

Al di là delle diverse sensibilità, quasi tutti gli interventi convergono su una stessa idea: il Distretto del Riciclo è una politica industriale territoriale. La sfida non è soltanto gestire meglio i rifiuti, ma trasformare ciò che oggi viene scartato in materie prime, lavoro, innovazione e competitività. La direzione di marcia è stata tracciata.