Lucignolo: Ascoli Calcio, era ora!!!!!!

Lucignolo: Ascoli Calcio, era ora!!!!!!

Già dai tornei datati a 16 squadre della massima serie calcistica italiana, cioè la serie A, si intravedeva nell’Ascoli Calcio la particolarità del miracolo; così mi raccontano alcuni rappresentanti degli attuali club del Picchio.

La particolarità si trasformava in sogno e combattere contro le corazzate e blasonate formazioni del calcio professionistico ha determinato nel tempo nel cuore dei tifosi, ed ora anche nel mio, non solo l’orgoglio ma anche la consapevolezza del vero miracolo.

Giocatori di livello nazionale che scendevano al Del Duca per difendere da uomini super, i colori bianconeri con tutti gli annessi e connessi; questo ha rappresentato il vero calcio di provincia (nel caso dell’Ascoli Calcio il vero calcio di Regione) che ammaliava i desideri dei tifosi.

Ricordo che dal ricco all’uomo umile il calcio per Ascoli Piceno ha interrotto il classismo sociale e tutti insieme per un solo scopo ed un solo amore: il bene dell’Ascoli Calcio che rendeva orgogliosi i suoi tifosi e non solo.

Questo è ciò che mi è stato raccontato in ampie chiacchierate cittadine che hanno profuso la mia attenzione e curiosità anche da ragazzino scapestrato quale sono.

Oggi nel vedere la missione della nuova società intravedo lo stesso scenario fatto di elementi costituitisi in un unico blocco di amore viscerale per l’amata squadra di calcio che è riuscita a far sottoscrivere, in questa stagione agonistica, oltre 10.000 abbonamenti.

Naturalmente il merito va iscritto alla nuova società ma soprattutto, secondo me, al nuovo Mister, un uomo vero che ha acceso di nuovo la luce negli occhi dei tifosi ascolani e dell’Ascoli Calcio in generale.

Sono troppo discolo per poter esprimere giudizi storiografici di benevolenza nei confronti degli allenatori succedutisi nel tempo; ma certamente il nuovo allenatore sta tracciando il solco di un vero ciclo come fu inizialmente quello di Carlo Mazzone osannato anche dalle storia.

La differenza sostanziale è che oggi la squadra scende in campo sempre per vincere a discapito di quel gioco sparagnino che in qualche modo testava le coronarie dei tifosi; in altre parole, chiunque sia stato o sarà l’avversario dell’Ascoli, si gioca per vincere come concetto dominante dello stare in campo.

Oggi ho fatto un discorso troppo serio ma propormi anche come personaggio intergenerazionale mi fa divertire e valutare senza scrupoli ciò che vedo e soprattutto quello che mi viene riferito a cui, quasi mai, credo.

Il condottiero Tomei merita un approfondimento sociologico del ruolo che sta “grattando” giorno per giorno in città e nel calcio in generale. Sarà motivo valido poterlo difendere in ogni dove anche dalla solita spocchia che viene attribuita agli ascolani in genere anche se mi dicono che si sentono orgogliosi di essere esistiti, complementari al popolo piceno, prima che nascesse Roma.

Anche io mi sto innamorando di questa città che include, come parte indissolubile, l’Ascoli Calcio.

Naturalmente ho scherzato, come mio solito, e mi sono divertito........ spero che anche voi lettori, senza riflettere troppo, possiate divertirvi...