I primi cittadini di Ascoli e Folignano: "La provenienza del mosaico dà ancor più valore a storia e identità del Piceno, a lavoro con la Soprintendenza per rendere l'opera fruibile alle nostre comunità".
Il
sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, e il sindaco di Folignano,
Matteo Terrani, hanno incontrato nei giorni scorsi il direttore del
Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, per discutere in
merito alla reale provenienza del ‘mosaico con scena erotica’. Recenti
analisi, infatti, hanno dimostrato come tale mosaico, restituito lo
scorso anno allo Stato italiano dopo essere stato trafugato durante la
Seconda guerra mondiale, provenga da una villa romana situata a Rocca di
Morro, frazione di Folignano. Una scoperta arrivata a seguito di un
meticoloso lavoro congiunto tra il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale
dei Carabinieri, il Ministero della Cultura, il Parco Archeologico di
Pompei e l’Università del Sannio.
“La
reale provenienza del mosaico dà ancor più valore alla storia e
all’identità del territorio Piceno” hanno dichiarato i sindaci
Fioravanti e Terrani. “Grazie a una bella collaborazione con tutte le
realtà interessate, e all’intuizione dell’archeologa Giulia D’Angelo,
abbiamo scoperto la reale provenienza del mosaico da una villa romana di
Rocca di Morro. L’obiettivo, ora, è quello di valorizzare tale
scoperta: già da tempo lavoriamo in stretta collaborazione con la
Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Ascoli
Piceno-Fermo-Macerata, guidata dal Soprintendente Giovanni Issini: la
sinergia proseguirà anche per organizzare delle mostre nelle nostre
comunità al fine di rendere l’opera fruibile alla cittadinanza, con
l’auspicio in futuro di riuscire a riportare definitivamente il mosaico
nel territorio di appartenenza. Il lavoro interdisciplinare svolto da
esperti del settore ha consentito di ricostruire una storia complessa,
dimostrando come la collaborazione in ambito culturale possa portare a
risultati sorprendenti: ringraziamo di vero cuore il direttore Gabriel
Zuchtriegel per averci accolto nel Parco Archeologico di Pompei, per
aver condiviso con noi questa scoperta e per la fattiva collaborazione
che proseguirà nei prossimi mesi”.