"Il primo semestre 2026 – ha esordito il presidente Gino Sabatini - ci consegna dati che, come Camera di Commercio delle Marche, osserviamo con attenzione: l’agroalimentare regionale cresce in modo significativo sui mercati esteri, con i prodotti alimentari a +8,7% e l’agricoltura e silvicoltura a +32,9%. Sono dati che confermano la centralità di questo comparto per la nostra economia e spiegano perché rappresenti una priorità strategica per la Camera di Commercio delle Marche, anche attraverso l’attività della nostra azienda speciale.
Il tartufo bianco pregiato di Pergola rappresenta in modo concreto questo legame tra prodotto, territorio e identità. È un’eccellenza profondamente legata al luogo in cui nasce, difficile da replicare altrove e capace proprio per questo di raccontare una parte distintiva delle Marche. Alla vigilia del trentesimo anniversario, la Fiera compie un ulteriore passo verso una dimensione internazionale, aprendosi al confronto con territori europei come
Gernsbach e Château-Thierry, che hanno saputo costruire attorno alle proprie eccellenze una forte identità territoriale.
La Fiera del Tartufo è anche un importante strumento di promozione turistica. Chi arriva a Pergola per il tartufo entra in contatto con un borgo, con la sua ristorazione, con il paesaggio e con un territorio che altrimenti potrebbe non conoscere. È questa la forza dell’autunno marchigiano che vogliamo raccontare: una stagione da vivere attraverso i borghi, le escursioni, l’enogastronomia e quel patrimonio diffuso di esperienze che rende le Marche una destinazione da scoprire con tempi e modalità diverse. Per questo, come Camera di Commercio delle Marche, siamo orgogliosi di essere al fianco della Fiera del Tartufo di Pergola. Sostenere il tartufo significa sostenere un intero modello di sviluppo territoriale, nel quale economia, identità, paesaggio e attrattività turistica possono crescere insieme"
E’ stato il sindaco di Pergola Diego Sabatucci ad illustrare le principali novità della kermesse: “Nel 2013, la nostra amministrazione, guidata dall’allora sindaco Francesco Baldelli, trasformò una fiera locale in un evento nazionale. Ora compiamo un ulteriore step: la manifestazione diventa internazionale e si apre al mondo. Il nostro tartufo bianco pregiato sarà abbinato allo champagne e in vetrina avremo anche i prodotti della Foresta Nera, grazie al gemellaggio con Gernsbach. Una scelta strategica con un obiettivo chiaro quanto importante: continuare a promuovere e valorizzare la nostra meravigliosa città e le sue tante eccellenze per lo sviluppo turistico ed economico di Pergola e del territorio”.
Il vicesindaco e assessore ai Grandi Eventi, l’onorevole Antonio Baldelli ha fatto pervenire un videomessaggio: “1.355 chilometri è la distanza che segna l’ingresso della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola nella nuova dimensione internazionale. È la distanza che separa Pergola da Château-Thierry. È la strada che, quest’anno, unirà il nostro tartufo bianco pregiato allo Champagne: due eccellenze nate dalla terra e diventate ambasciatrici dei propri territori nel mondo. E per percorrere oltre 1300 chilometri di strade, paesaggi, storie e sapori, quest’anno basterà arrivare a Pergola. Mi dispiace non essere con voi. Gli impegni alla Camera dei deputati mi trattengono a
Roma, ma desideravo farvi arrivare il mio saluto e condividere l’entusiasmo per un’edizione che apre un capitolo nuovo nella storia della manifestazione. Ringrazio il sindaco del tempo, Francesco Baldelli, che nel 2013 ebbe la visione di trasformare una fiera locale in un evento nazionale. Ringrazio il sindaco Sabatucci e la nostra Giunta di oggi, che hanno saputo raccogliere quell’eredità e condurla oggi oltre i confini italiani. Perché una manifestazione cresce quando trova una visione per il futuro e trova il coraggio di porsi nuovi obiettivi. Pergola dunque parte dalle sue radici per aprirsi al mondo. Perché soltanto chi possiede radici solide può incontrare altre culture senza
perdere la propria identità. Anzi, può renderla più forte, più riconoscibile, più preziosa. In questa dimensione internazionale Pergola incontrerà la Germania con la città di Gernsbach, città legata a noi da uno storico gemellaggio, portando i sapori della Foresta Nera. La Francia, come anticipato, porterà invece il fascino, la storia e la grande tradizione dello Champagne con Chateau-Thierry. A Pergola nascerà così uno straordinario incontro unico tra il diamante della terra e le bollicine che fecero innamorare la corte di Versailles. Tre territori. Tre comunità. La stessa capacità di trasformare tradizione, lavoro e bellezza in valore. La nostra sfida non è dunque portare il mondo a Pergola ma portare Pergola nel mondo. E allora il claim di questa edizione non può che essere: “Pergola, dove il gusto diventa viaggio.” Il 4, 11 e 18 ottobre non visiterete solo una Fiera ma partirete per un viaggio meraviglioso. E sul vostro navigatore dovrete scrivere solamente una sola parola:
Pergola”.
Convinto il sostegno della Regione Marche, intervenuta alla presentazione con il
vicepresidente Enrico Rossi e l’assessore Francesco Baldelli.
“29 edizioni raccontano quanto la Fiera del Tartufo bianco pregiato di Pergola – ha evidenziato Rossi - concorra a rappresentare la nostra identità rurale, indagata, in questo caso, attraverso uno dei principali ambasciatori delle Marche nel mondo. Ed è rilevante in questo senso il fatto che da quest’anno si caratterizzi per la denominazione internazionale, un ulteriore salto di qualità che permetterà di stringere legami economici e turistici. Mi complimento quindi con l'amministrazione per la visione e la consapevolezza che hanno portato ad aprirsi al mondo. La Regione, al fianco dell’evento, ha avviato nell’ambito della tartuficoltura un percorso di strategia comune con tutti i partners istituzionali, scientifici ed economici, perché siamo convinti che attraverso iniziative innovative si possano e si debbano raggiungere obiettivi di coltivazione, di produzione, di filiera e di tipo agroturistico che riteniamo possano avere, soprattutto per il nostro entroterra, riflessi importanti a livello economico e occupazionale, contribuendo dunque alla crescita delle Marche”.