Non è solo una sfida elettorale, ma una battaglia culturale quella che Matteo Cicconi, segretario cittadino di Rifondazione Comunista, intende portare avanti nel consiglio comunale di San Benedetto del Tronto. Candidato nella lista "Cambia San Benedetto", Cicconi si presenta come espressione di una coerenza politica che non accetta compromessi al ribasso, confermando il sostegno a Giorgio Fede come figura di garanzia per un’ampia coalizione di centrosinistra.
Continuità e Alleanza: il progetto per Giorgio Fede
La lista "Cambia San Benedetto" non è un esperimento dell'ultima ora. Cicconi rivendica con orgoglio il percorso iniziato quattro anni fa: un segnale di stabilità in un panorama politico spesso frammentato. L’intesa con il Movimento 5 Stelle viene raccontata come qualcosa di più di una semplice alleanza elettorale: un dialogo proficuo sui temi della trasparenza e dell’ecologia integrale. In questo schema, Giorgio Fede rappresenta il collante capace di tradurre queste istanze in un'azione amministrativa concreta e coordinata.
L’emergenza urbanistica: il nodo del cemento a San Benedetto
Il punto più critico del programma riguarda la gestione del territorio. Cicconi lancia un allarme chiaro: San Benedetto ha raggiunto il triste primato di città più cementificata delle Marche. "Il consumo di suolo non è solo un dato statistico o un vezzo per ambientalisti", spiega il candidato, "ma un problema che incide direttamente sulla sicurezza e sulla qualità della vita". La saturazione degli spazi non solo aggrava il rischio idrogeologico, ma mette sotto scacco infrastrutture già fragili, rendendo la città meno vivibile per chi la abita tutto l'anno.
No alla "Montecarlo dell'Adriatico", sì alla Giustizia Sociale
La critica di Cicconi colpisce duramente il modello di sviluppo turistico-immobiliare che punta esclusivamente al lusso. Cicconi rifiuta l'idea di trasformare San Benedetto in una "nuova Montecarlo", una sorta di scenografia dorata per persone ad alta capacità economica, mentre i residenti storici lottano con il caro affitti e l'assenza di alloggi popolari.
"Noi decidiamo di stare dalla parte di quelli che hanno meno, non da quella di chi ha già di più", dichiara Cicconi, ponendo l'accento sulla necessità di una città accogliente che rimetta al centro la solidarietà e il mutuo soccorso.
Una chiamata alla partecipazione
Il programma per i prossimi cinque anni mira a scuotere la cittadinanza dal torpore dello scoramento. Secondo Cicconi, l’obiettivo è rompere il trend delle passate amministrazioni, possibile solo attraverso un cambio di metodo, un approccio sistematico che sappia unire interventi rapidi a una visione strutturale di lungo periodo. L'invito ai cittadini è chiaro: non farsi prendere dallo scoramento o dal pensiero che "tanto non cambia mai nulla".