Le Radici del Cambiamento: l’ESG come scelta strategica per il futuro delle imprese

Le Radici del Cambiamento: l’ESG come scelta strategica per il futuro delle imprese

Si è svolta la seconda edizione dell’evento dedicato alla sostenibilità d’impresa Si è svolta la seconda edizione de Le Radici del Cambiamento, la giornata di confronto dedicata ai temi ESG (Environmental, Social, Governance) che ha coinvolto imprese, professionisti e istituzioni accademiche, con l’obiettivo di riportare la sostenibilità all’interno delle scelte strategiche e dei processi decisionali aziendali.

L’evento è stato organizzato dalla Partner Srl, società di consulenza che da oltre 30 anni affianca le imprese in diversi percorsi di crescita e sviluppo organizzativo, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali dell’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM).

L’iniziativa si inserisce nel lavoro che Partner Srl porta avanti anche sul fronte della sostenibilità e dell’integrazione dei criteri ESG nei modelli decisionali aziendali. In questo contesto, la collaborazione con il Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali dell’UNIVPM rappresenta un elemento chiave per connettere analisi scientifica, dati e applicazioni concrete nel tessuto imprenditoriale, consolidando un percorso di dialogo tra mondo produttivo e ricerca universitaria.

In un contesto in cui il tema ESG è sempre più presente nel dibattito pubblico e imprenditoriale, Le Radici del Cambiamento ha posto l’attenzione su una questione centrale: come passare dalla dichiarazione alla gestione consapevole della sostenibilità, trasformandola in una leva reale di crescita e posizionamento competitivo.

Durante l’incontro sono stati presentati i risultati dell’indagine ESG che da anni viene condotta dal team di ricerca del Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali dell’UNIVPM, guidato dal Prof. Marco Cucculelli. I dati restituiscono un quadro per certi versi sorprendente: alla domanda diretta sull’adozione di pratiche ESG, il 33% delle aziende ha dichiarato di non attuarle. Tuttavia, analizzando le risposte nel dettaglio, emerge come la maggior parte di queste imprese abbia già messo in campo pratiche ESG concrete, spesso senza esserne pienamente consapevole. Solo il 4% delle aziende risulta infatti privo di azioni riconducibili agli standard ESG.

Riciclo, pannelli solari, autoproduzione di energia, attenzione al benessere delle persone, formazione, team building, passaggi generazionali strutturati, inserimento di figure esterne nei board e politiche di inclusione sono pratiche spesso considerate operative o “naturali”, ma che rappresentano le fondamenta reali della sostenibilità d’impresa. Il nodo centrale non è quindi l’assenza di azione, quanto piuttosto la mancanza di consapevolezza, metodo e capacità di lettura strategica.

Un ulteriore aspetto evidenziato dall’indagine riguarda l’equilibrio tra le tre dimensioni ESG. La componente ambientale risulta la più sviluppata e finanziata, seguita da quella sociale, mentre la governance appare la dimensione più fragile, in particolare nelle piccole e medie imprese.

Eppure, è proprio la governance a garantire la continuità nel tempo delle scelte ambientali e sociali, attraverso processi decisionali chiari, ruoli definiti, indicatori misurabili e integrazione degli ESG nella strategia aziendale e nella supply chain.

Il confronto è stato arricchito dagli interventi dei relatori Marco Chiaromonte, Noemi Giampaoli e Matteo Renghini, membri del team di ricerca, Luigino Quarchioni, portavoce del Forum Terzo Settore Marche, e del Prof. Marco Cucculelli, che hanno offerto chiavi di lettura complementari tra analisi scientifica, visione strategica e impatto sociale.

Durante l’evento sono state inoltre premiate alcune aziende distintesi per il livello di maturità ESG raggiunto. Il premio, giunto alla sua seconda edizione, si sta affermando come un riconoscimento sempre più apprezzato e autorevole: le aziende partecipanti mostrano un entusiasmo crescente, in particolare le realtà vincitrici, che riconoscono nel percorso ESG non solo un valore etico, ma un’opportunità concreta di sviluppo e posizionamento nel medio-lungo periodo.

Alla luce dei risultati emersi, è già prevista una nuova edizione dell’indagine, che porterà alla realizzazione di una futura edizione de Le Radici del Cambiamento, confermando la volontà di monitorare nel tempo l’evoluzione delle imprese e accompagnarle in un percorso strutturato di crescita.

Il risultato complessivo dell’indagine è chiaro: serve più formazione, maggiore conoscenza e una più solida capacità di lettura strategica dei fenomeni ESG.

Gli ESG non rappresentano un adempimento temporaneo, ma costituiscono le basi su cui costruire solidità, credibilità e continuità dell’impresa nel tempo.

In questo senso, iniziative come Le Radici del Cambiamento puntano a offrire alle aziende strumenti di metodo e occasioni di confronto utili a interpretare i cambiamenti normativi e di  mercato, trasformandoli in scelte consapevoli e sostenibili.

Il cambiamento reale, ancora una volta, parte dalle radici giuste.