San Benedetto, il Consiglio comunale si riunisce per la prima volta: parte ufficialmente l'era Mozzoni

San Benedetto, il Consiglio comunale si riunisce per la prima volta: parte ufficialmente l'era Mozzoni

Si è insediata ieri mattina la nuova amministrazione comunale di San Benedetto del Tronto guidata dal sindaco Nicola Mozzoni, in una seduta inaugurale che ha già regalato il primo colpo di scena e lasciato intravedere il clima che accompagnerà i prossimi cinque anni.


Ancora prima del giuramento, a catalizzare l'attenzione è stato l'ingresso di Fabrizio Leone, subentrato al dimissionario Giorgio Fede come primo dei non eletti nella lista "Cambia San Benedetto". Il neo-consigliere si è presentato in aula sventolando una bandiera della pace, posizionandola poi davanti alla propria postazione. Un gesto che ha fatto voltare le teste e sollevato mormorii tra i banchi, costringendo la consigliera “anziana” Annalisa Marchegiani a richiamarlo al rispetto del regolamento d'aula.


Archiviato l'episodio, il clima si è fatto solenne. Nicola Mozzoni si è alzato in piedi, ha posato la mano sulla Costituzione e ha pronunciato la formula di rito, sancendo l'inizio ufficiale del suo mandato. Per il neo-sindaco, mesi di campagna elettorale si sono condensati in quell'istante: da candidato a primo cittadino. La seduta è proseguita con le votazioni per i vertici dell'assemblea: Pasqualino Piunti è stato eletto presidente del Consiglio comunale con quindici voti favorevoli, mentre Annalisa Marchegiani e Margherita Sorge sono state nominate vicepresidenti.


Momento centrale della seduta è stata la presentazione della Giunta, con Mozzoni che ha svelato la squadra di governo e le deleghe assegnate, dal turismo ai lavori pubblici, dai servizi sociali alla cultura.


Subito dopo, il sindaco ha preso la parola per un intervento che ha mescolato programma e toni personali, tracciando le linee guida del mandato e chiudendo con una nota di commozione: il ricordo del padre, che era solito ripetergli «quando i meriti sono degli altri lasciali agli altri, quando le colpe sono degli altri prendile tu». Un invito alla responsabilità condivisa e un messaggio chiaro rivolto all’intera aula: i risultati per la città si costruiscono insieme.


Spazio poi agli interventi dei consiglieri, con un’opposizione pronta a ritagliarsi fin da subito il proprio ruolo. Canducci ha definito la giornata «il primo giorno di scuola», avvertendo che i cittadini hanno affidato alla minoranza « il compito di vigilare sull'operato di chi governa la città con serietà e determinazione». Bottiglieri e Sorge hanno ribadito un'opposizione ferma sui temi della sanità, della cultura e della parità di genere, mentre Leone ha rincarato la dose citando il filosofo Edgar Morin e invocando una «trasformazione e ristrutturazione» della politica locale, intesa come responsabilità concreta che incide sulla vita quotidiana dei cittadini.


Con il giuramento di Mozzoni, la presentazione della Giunta e l'elezione dei vertici consiliari, San Benedetto del Tronto volta pagina. Il primo Consiglio ha mostrato un'aula già vivace, tra gesti simbolici e dichiarazioni d'intenti: da una parte la volontà di partire subito con i fatti, dall'altra la promessa di un controllo attento e puntuale. I prossimi mesi diranno se il clima del primo consiglio comunale sarà il preludio di un confronto costruttivo o di una legislatura segnata da accesi dibattiti. Quel che è certo è che la città ha ora un'amministrazione nel pieno delle sue funzioni, chiamata a tradurre le promesse elettorali in atti concreti.