10 anni fa, il 24 agosto 2016, il terremoto devastava l’Appenino centrale, con conseguenze tragiche in particolar modo per i comuni di Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli, provocando decine e decine di vittime. Parte di quel territorio ricadeva all’interno del Parco, ricompreso poi interamente nel cratere sismico a seguito delle successive scosse dell’ottobre 2016 che proseguirono la devastazione in vari comuni delle Marche e dell’Umbria. Oggi, a dieci anni da quei drammatici eventi, il legame tra la ricostruzione materiale, la rinascita sociale e la tutela dell'ecosistema resta il perno fondamentale per il futuro del territorio.
«La ricostruzione di questi
territori» sottolinea il presidente dell’Ente Parco, Corrado Perugini, «non
riguarda solo le pietre, ma la ricomposizione dell’identità di una comunità.
Come Ente Parco lavoriamo al fianco dei Comuni per far sì che la tutela del
patrimonio naturale sia un volano di sviluppo sostenibile, dimostrando che la
conservazione dell'ambiente e il ritorno della vita sociale ed economica possono
e devono procedere di pari passo».
A rimarcare la complessità e il
significato di questo anniversario è il sindaco di Arquata del Tronto, Michele
Franchi, anche presidente della Comunità del Parco:
«A dieci anni dal terremoto il
ricordo delle vittime resta una ferita aperta, ma Arquata dimostra che la
comunità non ha perso la speranza. La ricostruzione pubblica e privata sta
finalmente prendendo forma, pur tra mille difficoltà burocratiche. Il nostro
obiettivo è restituire ai cittadini un territorio sicuro e ricco di servizi,
garantendo un futuro ai giovani in stretta sinergia con il contesto ambientale
che ci circonda».
Per il Parco Nazionale dei Monti
Sibillini, contribuire alla rinascita significa anche lavorare perché questi
luoghi continuino a essere abitati, vissuti e custoditi. La presenza delle
comunità rappresenta infatti un elemento essenziale per la tutela stessa del
territorio: conservazione della natura e presenza dell’uomo, quando fondate
sull’equilibrio e sulla responsabilità, possono rafforzarsi reciprocamente.
In questo significativo
anniversario, l’Ente Parco si stringe ai familiari delle vittime e a tutte le
comunità che hanno vissuto e continuano a vivere le conseguenze del sisma. Ricordare
significa anche rinnovare una responsabilità: continuare a lavorare insieme ai
Comuni, alle Regioni e a tutte le istituzioni coinvolte nella ricostruzione
affinché i Sibillini tornino a essere pienamente abitati e vissuti, capaci di
offrire opportunità alle nuove generazioni e di trasformare il proprio
straordinario patrimonio naturale in una forza concreta per il futuro del
territorio.