La Regione Marche investe tra i 5 e i 6 milioni di euro per aumentare le indennità sia ai medici che agli infermieri. Con l'approvazione del decreto Mille proroghe è stato recuperato l'utilizzo dei medici in pensione per l'inserimento nell'attività del Servizio sanitario.
Abbiamo intercettato Paolo calcinaro, assessore alla Sanità della Regione Marche a Tipicità e gli abbiamo chiesto cosa si sta facendo per l'annoso problema dei Pronto Soccorso.
Sui pronto soccorso la Regione Marche sta attuando una politica diversa, cioè quella di creare attraverso la telemedicina con altri reparti medici oppure creare un medico che stia al triage, per superare un problema di ordine giuridico visto che l'infermiere del triage non può compiere un atto medico?
"Allora, vi dico una cosa, - risponde l'assessore Calcinaro - io sto qui da quattro mesi, quindi quattro mesi sono a malapena un tempo sufficiente, forse sì, per cercare di capire il fenomeno.
Quindi questa cosa qui bisogna vederla in un'ottica di ciò che si sta mettendo su in questo momento, che sono le Case di comunità. Una volta che c'è questo forte investimento per realizzare 29 case di comunità, quelle col PNRR, poi ci saranno quelle non PNRR che ne sono comunque un'altra dozzina, noi dobbiamo per forza convogliare la possibilità, l'alternativa dentro queste case di comunità. Quindi lo specialista deve uscire dall'ospedale e visitare sui territori, la telemedicina dovrà essere un asse portante delle Case di comunità, affinché i medici di medicina generale, che sono tutti attivi nelle case di comunità, dovrebbero essere tutti comunque sempre una parte integrante, possano affrontare i casi, i codici bianchi, verdi, dialogando con gli specialisti o la telemedicina nelle Case di comunità. Dobbiamo passare per un sistema alternativo tramite le Case di comunità. E' un investimento che è in corso, è un investimento importante, quindi dobbiamo parametrare questo tema con le Case di comunità. E' ovvio, - aggiunte l'Assessore regionale - a me piacerebbe avere anche le risorse certe per mettere un triagista medico per liberare i pronto soccorso dai codici più lievi, ma a volte oggi questa possibilità cozza con la difficoltà di trovare i medici di pronto soccorso, che è un grande tema. Su questo voglio anticipare un tema che uscirà la prossima settimana: noi per rendere più appetibile il pronto soccorso abbiamo aumentato le indennità sia ai medici che agli infermieri, è un aumento sostanziale perché si va a lordo dai 2.000 ai quasi 3.700 all'anno".
Complessivamente quindi avete stanziato come Regione per questo ambito?
"Nei contratti, dentro i contratti, dentro la parte variabile dei contratti - spiega Calcinaro - parliamo di circa 5-6 milioni di euro, quindi questo è questo impegno per superare certe situazioni.
Le case comunità dovranno servire assolutamente anche a questo, dopodiché vediamo come andrà. L'altra parte che sarà molto utile secondo me è di togliere il tappo nella dimissione dal pronto soccorso, che provoca il fenomeno del boarding, cioè dei barellati sui corridoi, dedicando al pronto soccorso quote importanti degli ospedali di comunità che verranno anch'essi realizzati entro quest'anno nella nostra regione. Questo è un altro importante passo che verrà fatto, perché noi nei pronto soccorso abbiamo i problemi in entrata, troppo flusso, e in uscita: non si riesce a dimettere".
Sì perché aspettano il responso del radiologo ad esempio?
"No, soprattutto c'è il fatto che non trovano posti letto dove inviare il paziente. Questo è il problema" - chiarisce Calcinaro.
E il fatto che i medici che sono andati in pensione non ve li fanno più recuperare, si sta lavorando in questo senso?
"Adesso è cambiata la norma perché è stato convertito il 1000 proroghe quindi fino ai 72 anni, da una settimana, - dice l'assessore Calcinaro - quindi si possono utilizzare"
Avete fatto una cosa importante per Ascoli con il reparto di
cardiologia, quando facevo riferimento alla TAC a conteggio di
fotoni, questa potrebbe rispondere dal punto di vista economico
a tutta una serie di cose e soprattutto alla valutazione anche di
tumori in stato quasi embrionale per la capacità che ha di
verificare cose minuscole e tra l'altro è una TAC che si fa in
pochissimi secondi, soprattutto potrebbe invertire la rotta
sulle coronarografie che costano circa 3 mila euro l'una. Non so se
state prendendo in considerazione questa ipotesi?
"Adesso
è presto, nel senso che gli investimenti da fare sono tanti, certo
potrebbe essere un'ipotesi di lavoro, però insomma su questo
abbiamo 5 anni, quindi abbiamo il tempo necessario… " chiosa l'assessore regionale alla Sanità delle Marche mentre saluta il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, anche lui a Tipicità.
la Tac a conteggio di fotoni, se pensata per il distretto Ascoli-Fermo, potrebbe di certo avere un impatto positivo sulla mobilità attiva nella sanità della Regione Marche e un'importante efficacia diagnostica preventiva per i cittadini marchigiani.
In attesa che le attvità anticipate dall'assessore Paolo Calcinaro, che sta mostrando vero impegno nel suo ruolo, noi lanciamo una proposta per i Pronto soccorso a titolo costruttivo e in sinergia delle strategie regionali.
Riorganizzazione del triage e dei percorsi di accesso alle urgenze minori nel Servizio Sanitario Regionale
Il sovraffollamento dei Pronto Soccorso rappresenta una criticità strutturale del Servizio Sanitario, con impatti rilevanti su:
sicurezza clinica
tempi di attesa
stress professionale
percezione negativa da parte dei cittadini
Una quota stimata tra il 20% e il 40% degli accessi è costituita da casi non urgenti o a bassa complessità, che tuttavia permangono nel PS per l’assenza di un atto medico iniziale di indirizzo.
L’attuale modello di triage, fondato
esclusivamente sulla valutazione infermieristica della priorità, non
consente la deviazione clinica
verso setting alternativi, determinando una congestione sistemica.
Ridurre gli accessi impropri al Pronto Soccorso
Migliorare la presa in carico dei pazienti a bassa complessità
Valorizzare il ruolo infermieristico in un quadro di sicurezza medico-legale
Anticipare l’atto medico al primo contatto con il sistema
La Regione istituisce, presso i Pronto Soccorso e le strutture di emergenza-urgenza, il Percorso di Accesso Clinico Anticipato, finalizzato all’orientamento dei pazienti non in codice rosso o arancione verso setting assistenziali appropriati.
È prevista la presenza, fisica o in telemedicina, di un medico di accesso (PS, MMG, Continuità Assistenziale o altro professionista accreditato) incaricato di:
compiere un atto medico di indirizzo
validare l’accesso a percorsi alternativi al PS
prescrivere prestazioni di primo livello
L’infermiere di triage opera secondo protocolli clinico-organizzativi validati, attivando il medico di accesso per la decisione di setting assistenziale.
Presso ogni presidio ospedaliero sede di PS è istituito un Ambulatorio Urgenze Minori, funzionalmente integrato ma distinto dal PS.
Gli atti compiuti nell’ambito del PACA sono coperti da specifiche disposizioni di responsabilità professionale e assicurativa, definite con atto regionale.
Accesso del cittadino ↓ Triage infermieristico ↓ Valutazione medico di frontiera (in presenza o telemedicina) ↓ Instradamento verso:
Pronto Soccorso (urgenza vera)
Ambulatorio Urgenze Minori
Casa della Comunità
Continuità Assistenziale
Dimissione con indicazioni
Dotazione minima:
1 medico
1 infermiere
accesso a diagnostica di base (RX, ECO, POCT)
Casistiche tipiche:
ferite superficiali
traumi minori
lombalgie acute
infezioni non complicate
riacutizzazioni croniche lievi
Postazione di triage collegata a centrale medica
Teleconsulto sincrono di pochi minuti
Firma digitale dell’atto medico
Vantaggi:
continuità H24
riduzione costi
copertura territori periferici
Riduzione accessi PS non urgenti
Riduzione tempi di attesa PS
Numero di pazienti deviati verso AUM / territorio
Soddisfazione utenti e operatori
Riduzione eventi avversi da sovraffollamento
Decongestionamento strutturale dei PS
Maggiore appropriatezza clinica
Migliore utilizzo delle risorse professionali
Rafforzamento del rapporto territorio–ospedale
La riorganizzazione proposta non riduce il diritto di accesso alle cure, ma lo rende appropriato, sicuro e sostenibile.
Il Pronto Soccorso deve tornare a essere il luogo dell’emergenza, non l’unica porta del sistema.