Un’esperienza autentica che unisce tradizioni secolari, borghi storici e partecipazione collettiva. Si presenta così il programma di eventi legati al Carnevale nelle Marche: dalle grandi piazze alle comunità dell’entroterra, sfilate, riti popolari e maschere raccontano l’identità del territorio. A completare la festa, i dolci tipici del Carnevale valorizzano una cultura gastronomica che rende la fine dell’inverno marchigiano un periodo ideale per scoprire la regione.
Colori, suoni, maschere e profumi avvolgono le Marche nel periodo di Carnevale, trasformando borghi storici e piazze monumentali in grandi palcoscenici a cielo aperto. Un appuntamento che unisce tradizione e creatività, capace di coinvolgere famiglie e viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche. Dalle grandi città d’arte ai piccoli centri dell’entroterra, il Carnevale marchigiano si distingue per la varietà dei suoi riti, il forte legame con la storia locale e una dimensione partecipativa che rende ogni evento unico e profondamente identitario.
Uno dei Carnevali più antichi d’Italia si svolge a Fano, documentato sin dal 1347, con il tema “In viaggio col Vulón”, in un percorso immaginario guidato dalla maschera simbolo della città, tra grandi carri allegorici, musica e il celebre getto di dolciumi per la gioia collettiva. A coordinare artisticamente l’edizione 2026, che a partire dal 1° febbraio animerà la città per tre weekend consecutivi, sarà Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar per la scenografia.
A Offida, il Carnevale diventa un rito identitario e non una semplice sfilata. È la partecipazione ad una tradizione secolare con la spettacolare caccia de “lu Bov Fint”, che coinvolge adulti, ragazzi e bambini in una corsa rituale carica di ironia e partecipazione collettiva. Tra consegna delle chiavi della città, feste, veglioni e momenti dedicati ai bambini, Offida racconta un Carnevale autentico e legato alla comunità. www.inoffida.com
Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno si trasforma in una grande sala da ballo all’aperto per il suo Gran Carnevale in Piazza dal 12 al 17 febbraio, accogliendo migliaia di maschere e spettatori in un’atmosfera elegante e festosa. A Fermo e Porto San Giorgio dall’1 al 21 febbraio va in scena “Baraonda”, un Carnevale diffuso che segue il calendario tradizionale, con grandi cortei mascherati, confermando la vocazione del territorio a eventi capaci di unire costa ed entroterra.
Ad Ancona, la tradizionale sfilata nel centro storico richiama ogni anno migliaia di partecipanti e domenica 15 febbraio le vie cittadine si riempiranno di maschere e colori, mentre Macerata celebra il Carnevale con gruppi mascherati, carri allegorici, bande musicali e un grande corteo che attraversa il centro storico e i Giardini Diaz, tra animazione, giochi e dolci per tutti. Nel borgo medievale di Castignano, il Carnevale ha l’evento centrale il 17 febbraio con uno dei riti più suggestivi e profondamente radicato nella cultura popolare: la sfilata de “Li moccule”, lanterne luminose multicolori realizzate dagli artigiani locali e accese in un falò collettivo per salutare simbolicamente la festa.
«Il Carnevale rappresenta ogni anno
una particolare e originale opportunità per scoprire un lato della
nostra regione, un momento capace di richiamare numerosi visitatori
attratti dalle tradizioni radicate nell’identità dei territori -
sottolinea Marina Santucci, direttrice di ATIM, Agenzia per il
Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche - ed è un momento
in cui borghi e città si animano, offrendo esperienze autentiche che
uniscono cultura, partecipazione e gastronomia, contribuendo a
destagionalizzare la presenza turistica e a promuovere la regione
anche fuori dai periodi di alta stagione».
Il Carnevale si gusta con i dolci della tradizione marchigiana
Elemento centrale della festa è anche la cultura gastronomica che, nel periodo di Carnevale, trova una delle sue espressioni più riconoscibili, mentre i dolci della tradizione, preparati ancora oggi secondo ricette tramandate di generazione in generazione, diventano parte integrante dell’esperienza. Un patrimonio di sapori che racconta la storia rurale e conviviale delle Marche e che accompagna eventi, veglioni e feste di piazza, dalle chiacchiere agli scroccafusi, dalla cicerchiata alle castagnole, fino alle zeppole di patate, agli arancini e limoncini, ai ravioli fritti di castagne del Piceno e alle immancabili bombe di Carnevale, ogni dolce racconta una storia di territorio, stagionalità e convivialità.
Una tradizione gastronomica che rende il Carnevale marchigiano un’esperienza completa, capace di unire festa, cultura e gusto, e che invita a scoprire la regione anche fuori dai circuiti turistici tradizionali. Il periodo di Carnevale si inserisce in un calendario più ampio di eventi che valorizzano il territorio anche nei mesi di febbraio e marzo, tra cui appuntamenti enogastronomici legati al tartufo ad Acqualagna e Amandola, e manifestazioni della tradizione rurale come “Una domenica andando a Polenta” ad Arcevia.