Lo StregaTour approda alla Palazzina Azzurra con gli autori della cinquina finalista nell'anno che celebra gli ottant'anni del più importante premio letterario italiano.
Anche quest’anno San Benedetto del Tronto sarà nel prestigioso circuito nazionale dello StregaTour, il ciclo di incontri che accompagna il Premio Strega nei teatri, nelle biblioteche e nei luoghi della cultura di tutta Italia. Domenica 21 giugno, nella suggestiva cornice della Palazzina Azzurra, il pubblico avrà l’opportunità di incontrare i finalisti dell’edizione 2026 del più autorevole premio letterario italiano, in un appuntamento ormai consolidato e particolarmente atteso all’interno della programmazione culturale cittadina.
La presenza costante dello StregaTour a San Benedetto del Tronto testimonia il ruolo che la città ha saputo conquistare nel panorama della promozione del libro e della lettura, anche grazie al lavoro portato avanti negli anni dall’associazione I luoghi della scrittura APS, protagonista di un’attività culturale capace di creare occasioni di incontro tra autori, opere e lettori.
I
nomi degli autori che comporranno la cinquina – o l'eventuale sestina –
finalista e che prenderanno parte all'incontro saranno resi noti dopo
la proclamazione ufficiale prevista il 3 giugno al Teatro Romano di
Benevento.
La conversazione, dedicata ai libri, alla
scrittura e alle storie che attraversano la narrativa italiana
contemporanea, sarà condotta da Giorgio Nisini, scrittore, saggista e docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea.
L’ingresso
è libero e gratuito, senza necessità di prenotazione, fino a
esaurimento dei posti disponibili. L’incontro avrà inizio alle ore
21.30.
Al termine della presentazione sarà
attivo un punto vendita dei libri e il pubblico potrà partecipare al
firmacopie con gli autori presenti.
L’edizione 2026 assume inoltre un valore speciale, poiché coincide con l’ottantesimo anniversario del Premio Strega, fondato nel 1947 da Maria e Goffredo Bellonci insieme agli “Amici della domenica”. Ottant’anni di storia letteraria che hanno accompagnato le trasformazioni dell’Italia del dopoguerra fino ai nostri giorni, facendo del Premio Strega uno dei più importanti osservatori della narrativa contemporanea e dei cambiamenti culturali e sociali del Paese.
La selezione di quest’anno è partita da una dozzina particolarmente autorevole e rappresentativa della narrativa italiana contemporanea. Ne fanno parte Maria Attanasio con La rosa inversa (Sellerio), Ermanno Cavazzoni con Storia di un’amicizia (Quodlibet), Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), Mauro Covacich con Lina e il sasso (La nave di Teseo), Michele Mari con I convitati di pietra (Einaudi), Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani), Christian Raimo con L’invenzione del colore (La nave di Teseo), Elena Rui con Vedove di Camus (L’orma), Nadeesha Uyangoda con Acqua sporca (Einaudi) e Marco Vichi con Occhi di bambina (Guanda). Sarà da questa selezione che emergeranno i finalisti.
L’ottantesima edizione del Premio Strega è stata una delle più ricche e variegate degli ultimi anni: sono stati infatti 79 i libri candidati, firmati da 46 autori e 33 autrici, con scrittori appartenenti a generazioni molto diverse e una rappresentanza di quasi tutte le principali case editrici italiane, accanto a numerose realtà indipendenti. Secondo la presidente del Comitato direttivo del Premio Strega, Melania G. Mazzucco, l’elemento più significativo di questa edizione è «il ritorno del romanzo», della storia e delle storie, dopo anni in cui avevano prevalso autobiografie, memorie familiari e autofiction. Tra i temi che attraversano la selezione figurano il lavoro, il desiderio, il mestiere stesso dello scrittore e il rapporto tra invenzione letteraria e realtà, in un panorama narrativo che sembra tornare a interrogarsi sul racconto come strumento privilegiato per comprendere il presente.
Ad accompagnare questa ottantesima edizione è anche il bel manifesto realizzato nell’ambito del progetto “Streghe d’Artista” da Marco Oggian, illustratore e designer noto per collaborazioni con brand internazionali come Nike, Zara, Apple, Vogue e Samsung. L’opera ruota attorno a due figure simboliche, la Letteratura e la Strega, distinte ma complementari, unite dalla celebre bottiglia del liquore Strega, emblema di dialogo e relazione. Una scala collocata nella parte inferiore dell’immagine richiama invece il percorso della letteratura e il valore del processo creativo, ricordando come il viaggio verso un’opera sia importante quanto il traguardo raggiunto.